Ambiente

A cosa servono le zanzare e come combatterle: tutto su questa fastidiosa specie!

Al mondo esistono oltre 3.550 specie di zanzara; in Italia si contano poco più di 60 specie. Di queste, solo una decina sono di reale interesse per operare progetti di controllo, dettati dalle grandi dimensioni delle loro popolazioni e dall’aggressività nei confronti dell’uomo e di altri animali. La pericolosità, ma soprattutto il rischio correlato alla presenza delle zanzare, è la capacità di fungere come vettore per la possibile trasmissione di patogeni.
Nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad un esempio del potenziale di questo insetto: il bollettino periodico del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie, aggiornato al 30 agosto 2018, afferma che in Italia, dal mese di giugno 2018 sono stati segnalati 334 casi  confermati di West Nile.

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal West Nile Virus (Wnv), un patogeno isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda.
Il virus si è diffuso, anche grazie alla zanzara, in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. Le migrazioni di massa e gli scambi internazionali sono altri fattori che ne favoriscono la propagazione.

Ma a cosa servono le zanzare? Tutti ce lo siamo chiesti almeno una volta, magari dopo essere stati punti da questi fastidiosi insetti. La risposta è piuttosto semplice e banale: fanno parte dell’ecosistema e svolgono un ruolo significativo sia come impollinatori (nel caso dei maschi), sia come nutrimento per altre specie animali.

Zanzara, a cosa serve? Tutto su questa fastidiosa specie!

Il ciclo biologico della zanzara

A differenza delle femmine, il maschio della zanzara si nutre di sostanze zuccherine e non di sangue. Il sangue di cui la zanzara è fastidiosamente ghiotta serve per portare a maturazione le uova, che vengono poi deposte nell’acqua stagnante. Il ciclo biologico della zanzara quindi è legato all’acqua, dunque un metodo efficace quanto banale per contrastare la proliferazione di questi insetti è quello di non lasciare sottovasi o recipienti pieni d’acqua in giardino, sul balcone o in casa. Dalle uova fuoriescono le larve di zanzara, che si sviluppano anch’esse in acqua stagnante e poco ossigenata. In brevissimo tempo avviene la metamorfosi allo stadio di pupa e successivamente compare la zanzara adulta, in grado di riprodursi a soli due giorni dalla nascita. Il periodo che impiegano le uova a passare dallo stato di larva ad insetto adulto è di soli 4 – 5 giorni in condizioni climatiche favorevoli, ovvero nei periodi in cui le temperature sono sufficientemente alte da riscaldare l’acqua in cui riposano le uova.

In altre parole, ogni 10 giorni circa abbiamo potenzialmente una nuova generazione di zanzare fertili, pronte a moltiplicarsi e, ovviamente, a pungere! Considerando questi tempi di riproduzione si può capire per quale motivo questi fastidiosi insetti risultino così difficili da debellare. Nel solo periodo estivo, in circa tre mesi, da una sola zanzara si possono generare oltre 65 miliardi di miliardi di individui.

Le specie di zanzara più diffuse in Italia

La zanzara tigre

Aedes albopictus si distingue dalla zanzara comune essenzialmente per la colorazione: l’adulto è nero con striature bianche su tutto il corpo con dimensioni comprese tra i 4 e i 10 mm. E’ una specie originaria delle foreste tropicali del sud-est asiatico che ha colonizzato buona parte delle regioni temperate. La sua diffusione è principalmente dovuta al trasporto accidentale di uova.

La zanzara comune

Culex pipiens è di aspetto e dimensioni piuttosto minute, con una colorazione sul marroncino.
Di questa specie esistono due forme biologiche: una rurale, che punge principalmente gli uccelli, e una antropofila, particolarmente adattata agli ambienti urbani, che rappresenta un’evoluzione della prima. La forma antropofila si differenzia per caratteri che si sono selezionati in seguito all’adattamento alla vita in ambienti chiusi: essa è infatti in grado di accoppiarsi in spazi ristretti, di compiere il primo ciclo di produzione di uova senza pasto di sangue (autogenia) e di non effettuare la diapausa invernale (omodinamia).Zanzara, a cosa serve? Tutto su questa fastidiosa specie!

La zanzara di risaia

Ochlerotatus caspius presenta una colorazione variabile. Nella forma più comune si distingue per il disegno complessivo dell’addome a “crocette” chiare. Le femmine pungono sia durante il giorno che durante la notte, con un picco di attività nelle ore più fresche della giornata e al crepuscolo.
Esse mostrano un elevato grado di antropofilia e possono essere fonte di fastidio per l’uomo e gli animali domestici.Zanzara, a cosa serve? Tutto su questa fastidiosa specie!

Come difendersi dalle zanzare in modo naturale

L’uso di insetticidi chimici contro le zanzare deve essere effettuato solo quando necessario, poichè si tratta in ogni caso di prodotti inquinanti e tossici. Va ricordato che i trattamenti con principi attivi di sintesi sono efficaci per un breve periodo e sono poco selettivi: vanno quindi a colpire anche altri insetti (api, farfalle) e possono avere effetti tossici anche sull’uomo. Il mercato dei repellenti anti-zanzara presenta sicuramente una vasta gamma di prodotti: vale quindi la pena ricercare quelli per quanto possibile naturali, che non presentano effetti collaterali.

Un metodo da provare per difendersi dalle zanzare è quello di circondare la casa con piante profumate e ricche di oli essenziali. Le sostanze contenute in molte piante come timo, citronella, eucalipto, Melaleuca alternifolia, sono repellenti naturali vengono normalmente impiegati negli spray anti-zanzara in commercio. I gerani odorosi, la lavanda, la melissa, la menta, il basilico, la ruta, l’erba gatta, la calendula e molte altre varietà di piante possiedono un aroma che risulta sgradevole alle zanzare: coltivarle nel nostro giardino, oltre a renderlo più interessante da un punto di vista sensoriale, ci da un vantaggio per contrastare questi ospiti indesiderati.

Un altro metodo naturale contro le zanzare è quello di favorire la presenza dei predatori naturali, che agiscono a diversi livelli del ciclo biologico. I pipistrelli, ad esempio, si nutrono di zanzare adulte in volo, mentre rane ed anfibi mangiano uova, larve e pupe. In conclusione, favorire la biodiversità aiuta a sviluppare un ambiente più stabile dove le popolazioni di zanzare sono più controllate e soggette ad una proliferazione meno intensa.

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