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Verde urbano: una panoramica dell’attuale situazione in Italia

Il verde urbano è uno dei fattori più importanti tra quelli che garantiscono il benessere di chi vive la città. In Italia, rispetto a molti altri paesi, gli spazi verdi urbani sono purtroppo sempre pochi, anche se non è il mero calcolo quantitativo a far sollevare qualche sopracciglio.

Forse, a cambiare troppo lentamente è la coscienza di chi la città la vive e non sembra ancora aver riconosciuto l’enorme importanza di questa risorsa in grado di migliorare la salute (nostra e dell’ambiente che ci circonda).
Vediamo allora qual è lo stato dell’arte, cosa si potrebbe fare in più sia come Paese sia come singoli e quali sono le nuove tendenze nel resto del mondo.

Quanto verde urbano per ogni italiano? 31 metri quadri

La superficie di verde urbano che ogni italiano ha a disposizione è, in media, pari a 31 metri quadri. Non è una somma eccessivamente bassa, anche se andrebbe messa in prospettiva, soprattutto in un paese che vive realtà molto diverse tra periferia, campagna e città stessa. La situazione è sicuramente più rosea al nord, con Trento che continua a guidare questa speciale classifica, con ben 400 metri di verde urbano per cittadino.

Ci sono però 19 città italiane nelle quali il verde urbano pubblico stimato è inferiore ai 9 metri quadrati per cittadino. Numeri impietosi, che mettono l’Italia, per quanto riguarda questo aspetto, decisamente al di sotto della media OCSE.

Gli ambientalisti chiedono regolamentazioni più stringenti

Nel frattempo le principali associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra, chiedendo a gran voce legislazioni più stringenti per quanto riguarda i minimi garantiti di verde urbano destinati ad ogni cittadino.

Il quadro normativo di riferimento è la legge 10 del 2013, che nonostante sia di recente redazione e applicazione, non sembra ancor aver sortito gli effetti sperati, soprattutto sotto il profilo del tentativo di aumento di verde urbano disponibile.

La cultura del verde fa ancora fatica, almeno in Italia

Se il Nord Europa continua a guidare, anche a livello ideale, la cultura verde, l’Italia continua ad arrancare in questo senso. Non sembra infatti ancora essersi diffusa una cultura del verde, tanto tra le amministrazioni locali, quanto tra i cittadini.
I piani ambientali a livello nazionale difficilmente inoltre si occupano di questioni che, spesso colpevolmente, le amministrazioni locali non sembrano poter o aver voglia di affrontare. Come se non bastasse, il verde già presente spesso non è gestito a dovere: in ogni parte d’Italia ci si imbatte, fin troppo di frequente, in potature scorrette e impianti non idonei che, oltre a peggiorare la qualità degli spazi verdi, si traducono in un esoso spreco di risorse economiche.

I benefici del verde urbano

Eppure si è tanto scritto (e tanto si scriverà) sul verde urbano e sui suoi benefici. Il verde urbano infatti aiuta a migliorare l’aria che respiriamo in città, ad assorbire le acque piovane, passando anche per la riduzione delle polveri sottili e delle temperature effettive in città.

Siamo davanti ad una questione di fondamentale importanza, soprattutto in quelle aree urbane che sono particolarmente trafficate e ad alta concentrazione abitativa. Non sono affatto da sottovalutare anche i benefici difficilmente misurabili con un metodo diretto: infatti, è stato dimostrato da numerose ricerche che i cittadini che vivono in contesti dove il verde urbano è migliore (in termini qualitativi e quantitativi) sono più felici, più produttivi e meno stressati. Miglioramenti importanti dunque tanto per l’umore quanto per l’aspetto economico della vicenda.

Che fare, allora? Sicuramente non è possibile un punto di svolta immediato: le cose vanno migliorate gradualmente, con una maggiore coscienza da parte dei cittadini e delle amministrazioni, locali e nazionali, non solo a livello di nuove installazioni, ma anche di manutenzione del verde urbano già esistente. Soltanto con un cambio di paradigma, che sarà sicuramente lento ma non per questo non va spinto già da oggi, si riuscirà a migliorare la situazione soprattutto per coloro che continuano a vivere in aree dove il verde urbano è ancora raro o scadente.

Crescono gli orti urbani: la luce in fondo al tunnel?

Secondo i dati più recenti diffusi dall’ISTAT sono però in netto aumento gli orti urbani, che ormai sono arrivati in più di 64 amministrazioni dislocate sul territorio italiano. Aree recuperate e restituite ad un verde produttivo, forse di più immediata comprensione per la comunità. Non solo i classici orti: anche le cosiddette vertical farm stanno lentamente iniziando a diffondersi, forse sulla scia dei modelli presentati da altri paesi, come Israele, durante importanti manifestazioni quali EXPO 2015. Si tratta di una strategia innovativa, utile a scopo produttivo ma anche ornamentale, per portare il verde anche laddove gli spazi sono limitati.
Da questo punto di vista la strada sembra quella giusta, ma siamo, purtroppo, ancora molto lontani dai risultati che potremmo considerare come auspicabili per un grande Paese come l’Italia.

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