Ambiente

Riciclo pneumatici: da gomma recuperata a opportunità ecosostenibile

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Gli pneumatici, dopo aver esaurito la loro funzione di supporto alla vettura, diventano degli scarti, chiamati PFU (pneumatici fuori uso); molto spesso li vediamo gettati ai bordi delle strade, dove contribuiscono ad inquinare il suolo e l’aria, specie se vengono bruciati. Smaltire i residui di gomma è quindi importantissimo per l’ambiente, soprattutto se si pensa ai milioni di copertoni che ogni giorno vengono abbandonati nel mondo. Una volta fuori uso, gli pneumatici possono seguire due strade: essere riciclati (ricordiamo che la gomma degli pneumatici è costituita da un composto di polimeri di alta qualità, che mantengono intatte le loro caratteristiche anche dopo il riciclo) oppure utilizzati come fonte di energia, visto che il suo potere calorifico è equivalente a quello del carbone, con il vantaggio di produrre molte meno emissioni.

Come avviene il trattamento degli pneumatici fuori uso

Il processo per il recupero degli pneumatici segue dei precisi standard per assicurare un corretto smaltimento e riutilizzo della gomma, come riportato sul sito Sacconblog che, oltre a fornire guide sugli pneumatici invernali, estivi e quattro stagioni, affronta anche la spinosa questione del riciclo dei PFU.

La prima fase consiste nello stoccaggio, cioè nella rimozione dei copertoni dalla auto e il loro trasporto nelle sedi di trattamento; segue quindi una prima frantumazione della gomma, che produce pezzi dalla grandezza variabile tra i 5 e i 40 cm. In questo momento è possibile decidere se utilizzare la gomma per la produzione di energia o se procedere con una ulteriore frantumazione.

Nel secondo caso, i frammenti vengono ulteriormente ridotti, così da poter separare i diversi componenti, quali fibre tessili, acciaio e gomma; quest’ultima subisce un trattamento finale per poter essere riutilizzata, sottoforma di granuli o polvere, come base per nuovi prodotti.

Come viene impiegata la gomma riciclata

L’utilizzo virtuoso degli pneumatici recuperati prevede oggi un’ampia gamma di soluzioni: la gomma, infatti, viene impiegata per la realizzazione di numerosi prodotti dal carattere ecosostenibile, come i pannelli per l’isolamento acustico e per l’assorbimento delle vibrazioni nell’edilizia, oppure i rivestimenti per i campi da gioco o le piste di atletica, senza contare le proposte in ambito di design, con la gomma che arreda gli spazi urbani in maniera ecologica ed esteticamente accattivante.

Un utilizzo innovativo dei PFU lo troviamo nella sua applicazione in ambito stradale, con i sempre più famosi asfalti modificati. Non se ne parla ancora tanto, ma sono già presenti in molte zone d’Italia; la loro caratteristica consiste nella riduzione del rumore per via di una loro migliore prestazione meccanica.

Al bitume viene infatti aggiunto il polverino di gomma, risultato dalla seconda frantumazione. Tra i vantaggi, oltre alla già citata riduzione della rumorosità, troviamo una durata più lunga, perché aumenta la resistenza all’usura e all’invecchiamento; una resistenza più alta alla rottura, con minori possibilità di formazione di crepe e di buche e conseguenti risparmi nel tempo; una maggiore sicurezza, garantita da un drenaggio ottimale dell’acqua.

Le prestazioni strutturali della gomma permettono anche di assottigliare lo spessore della pavimentazione, tagliando i costi rispetto al classico asfalto in bitume, con l’ulteriore vantaggi di minimizzare gli interventi di manutenzione.

Dal punto di vista ambientale, invece, utilizzare materie prime seconde per la realizzazione del manto stradale, permette di ridurre il consumo dell’energia di decine di migliaia di kWh (anche per la copertura di brevi tratti di strada) e risparmiare un carico notevole di emissioni di CO2.

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