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Processionaria del pino: un insetto pericoloso per le piante e per la salute

Proprio mentre leggete questo articolo, le larve della processionaria del pino si stanno preparando per essere pronte a sgusciare fuori dal nido e colonizzare nuovi spazi. Hanno trascorso l’inverno in uno stadio di intorpidimento simile al letargo, ora devono nutrirsi per potersi sviluppare ed essere in grado di riprodursi. Per loro fortuna il cibo c’è in abbondanza: la processionaria infatti si nutre degli aghi delle conifere di qualsiasi specie.

La processionaria è una specie termofila e perciò trova le condizioni ottimali di sviluppo dal livello del mare fino ad altitudini relativamente basse ma, a causa dei cambiamenti climatici degli ultimi decenni, è riuscita ad ampliare il sul habitat procurando danni anche a quote più alte.

processionaria del pino, non dormirci sopra!

Danni causati dalla processionaria

La sua voracità tuttavia non è l’unico motivo che rende la processionaria del pino una presenza indesiderata nei parchi e nei giardini: essa infatti, nella sua evoluzione, ha sviluppato un meccanismo di difesa infallibile.  La fitta peluria che ricopre tutto il corpo della processionaria, con peli durissimi ma fragili e dotati di uncini all’estremità, permettono alla processionaria del pino di forare la pelle degli animali e rompersi causando una reazione istantanea. I peli della processionaria provocano infatti irritazioni cutanee e delle mucose molto fastidiose, che possono scatenare allergie e, nei casi peggiori, shock anafilattico.

In Italia le conifere si trovano quasi ovunque, sia nei parchi pubblici che nei giardini privati, e proprio perché la processionaria è pericolosa vige un decreto di lotta obbligatoria. Questa regolamentazione, di per se, non è tuttavia sufficiente: gli enti pubblici dovrebbero accertarsi che il verde, o meglio tutte le conifere all’interno del proprio territorio di competenza, siano sane e prive di processionaria. La vera differenza la fanno i cittadini, in primo luogo nei loro giardini, eliminando eventuali infestazioni e comunicando gli avvistamenti alle autorità competenti (di solito il comune), che dovranno provvedere all’intervento.

Il periodo più adatto per intervenire contro la processionaria del pino è durante l’inverno fino a inizio primavera, prima che la processionaria esca dai nidi costruiti per svernare: sino a quel momento le larve saranno tutte racchiuse dentro il nido, e sarà quindi molto più facile raccogliere e distruggere gli esemplari presenti.

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Come difendersi dalla processionaria del pino

L’intervento più efficace è proprio quello di tipo preventivo, distruggendo tutti i nidi di processionaria. Attenzione perché esistono diversi tipi di nido: quelli definitivi, i nidi d’inverno e i cosiddetti pre-nidi. I nidi di processionaria da distruggere sono quelli che contengono le larve, ovvero quelli definitivi. Possono essere eliminati semplicemente tagliando i rami interessati, per poi bruciarli. Esistono altri sistemi di lotta escogitati per catturare le larve che sono sugli alberi; queste tecniche sfruttano gli ormoni per attirare e catturare un maggior numero possibile di larve entro trappole specifiche per la processionaria. Se non è stato possibile eliminare fisicamente tutti i nidi, queste possono essere un’ alternativa da prendere in considerazione. Esistono anche prodotti endoterapici che agiscono contro la processionaria, ma il costo di questi interventi li rendono un’opzione valida solo in caso di grosse infestazioni oppure nel caso in cui l’esemplare arboreo colpito dall’infestazione abbia un grande valore economico, storico o sociale.

Il ciclo biologico della processionaria del pino

La processionaria, nome scientifico Thaumetopoea pityocampa, è un lepidottero le cui larve mature sono urticanti e danno luogo a tipici spostamenti in fila indiana. Gli adulti,  delle farfalle per niente vistose, vivono pochi giorni e volano dal crepuscolo alla notte nel periodo da giugno a settembre, a seconda del clima.

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Le uova sono deposte in ovature a manicotto difficili da vedere, di colore grigiastro, intorno alla base di due aghi. Le crisalidi si trovano nel terreno ed è proprio per questo che le larve per impuparsi scendono in processione al suolo, dove compieranno la metamorfosi. La processionaria svolge normalmente una sola generazione all’anno. Gli attacchi di questo lepidottero non provocano la morte delle piante, ma ripetute infestazioni innescano un meccanismo di deperimento rendendo le piante vulnerabili all’insediamento di altri patogeni.

In definitiva, meglio agire subito contro la processionaria del pino, non solo per le piante che possono riprendersi, ma anche per la nostra sicurezza e per quella dei nostri animali.

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Valentino Dal Ben

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