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Piralide del bosso, tutte le tecniche per la lotta biologica

Nella lotta biologica alla piralide del bosso è importante considerare un approccio a più livelli. Possiamo intervenire direttamente sul’insetto nocivo con trattamenti e trappole e al contempo agire in modo da favorire la pianta perché sviluppi una maggiore resistenza, una minore appetibilità agli insetti e in generale una risposta migliore agli stress. Nel caso del bosso si è osservato come alcune tecniche agronomiche abbinate ai trattamenti biologici possano aiutare le piante ad essere meno soggette all’attacco delle piralide.larva piralide

Neem contro la piralide

E’ famoso per le sue proprietà benefiche tra cui quella di essere un efficace antiparassitario, il principio attivo che si estrae è un potente insetticida naturale. Questo miracoloso olio è estratto dai frutti dell’albero appartenente alla specie Azadirachta indica, originario dell’India e della Birmania. Grazie alle sue proprietà dobbiamo stare attenti quando lo utilizziamo in trattamento in quanto colpisce molte specie di insetto comprese quelle utili. Per essere sicuri che il suo effetto si focalizzi esclusivamente sulla piralide possiamo utilizzarlo sotto forma di concime organico. Possiamo perciò sostituire le tradizionali concimazioni del bosso con questo speciale concime al neem che permette alle piante di bosso di aumentare la loro resistenza agli attacchi parassitari e al contempo renderle meno appetibili a questo fastidioso insetto.lotta alla piralide

L’impiego di feromoni

Un altra soluzione al 100% ecologica per combattere questo insetto dannoso è l’utilizzo di trappole ai feromoni. I feromoni sono delle sostanze volatili secrete generalmente dalle femmine responsabili dell’attrazione sessuale sui maschi. Proprio grazie ai feromoni naturali i maschi possono individuare le femmine anche a diversi chilometri di distanza. Ogni specie di insetto emette un feromone specifico. Questo permette di poter colpire con gran precisione l’insetto indesiderato non arrecando squilibri ecologici. Il trattamento con feromoni contro la piralide si applica utilizzando una trappola, è solitamente impiegato per monitorare le popolazioni di insetti e il loro stadio di sviluppo. In questo caso i feromoni sono utilizzati per contrastare la piralide del bosso nei giardini ma anche in ambienti naturali.  Il principio è di imitare le sostanze volatili emesse dalle femmine adulte, al fine di ingannare e catturare i maschi che vengono così eliminati. In questo modo si evita l’accoppiamento e quindi la deposizione delle uova con una conseguente riduzione della popolazione.feromoni contro la piralide

Antagonista naturale

Si sta diffondendo anche in italia l’utilizzo di un’insetto utile, Trichogramma brassicae, un imenottero parassitoide che si sviluppa a spese delle uova della piralide. La sua introduzione è stata fatta principalmente per contrastare la piralide del mais ma si è visto che risulta efficace anche contro quella del bosso. Le femmine adulte di questo minuscolo moscerino depongono le loro uova all’interno di quelle della piralide. Le piccole larve del parassitoide si schiudono in circa venti giorni e si sviluppano all’interno delle larve di piralide in via di formazione. Molto efficace perché molto prolifico, questo imenottero è in grado di compiere fino a dieci generazioni all’anno. L’applicazione è molto simile a quella dei feromoni in quanto è sufficiente disporre i diffusori sulle piante di bosso durante i primi voli delle farfalle di piralide. E’ consigliabile ripetere il trattamento dopo due settimane dal primo.antagonista della piralide

Nematodi nella lotta biologica alla piralide

Al pari del Bacillus thuringiensis esistono prodotti a base di Nematodi entomopatogeni della specie Steinernema carpocapsae. Questi minuscoli vermetti sono in grado di penetrare all’interno delle larve di alcune specie di insetti dannosi. Una volta dentro il nematode rilascia dei batteri simbionti che moltiplicandosi provocano la morte dell’insetto indesiderato in 24-72 ore. L’attività dei batteri trasforma la larva in un ottimo substrato per lo sviluppo e la riproduzione del nematode, il quale genera migliaia di larve in grado muoversi alla ricerca di nuovi organismi da parassitizzare. L’efficacia di S. carpocapsae è evidente nel controllo biologico di una vasta gamma di insetti dannosi che presentano, nel loro ciclo biologico, uno stadio larvale. L’applicazione dei nematodi avviene tramite la dispersione in acqua e la successiva distribuzione sulla superficie delle piante infestate o al terreno. L’applicazione viene fatta con attrezzature convenzionali ma bisogna essere particolarmente accorti alle tempistiche di distribuzione. Per rendere più efficace l’azione di questo prodotto biologico è opportuno bagnare con acqua la vegetazione prima di eseguire il trattamento. Le condizioni di umidità che si formano garantiscono una buona mobilità dei nematodi. Se possibile meglio trattare alla sera o in giornate nuvolose.controllo della piralide del bosso

Quando trattare contro la piralide del Bosso

Come descritto nell’articolo che parla del ciclo biologico della piralide essa sverna sotto forma di larva in un bozzolo di seta. Al primo caldo di primavera le larve escono dai rifugi invernali ed iniziano a cibarsi con le foglioline di bosso. E’ questo il momento migliore per trattare con il Bacillus thuringiensis o con Nematodi entomopatogeni. Da fine Aprile ai primi di Maggio le larve si creano il loro bozzolo dove avverrà la metamorfosi. La prima generazione di farfalle vola ed inizia la sua riproduzione tra fine Maggio ed inizio Giugno, momento ideale per utilizzare le trappole con i feromoni per il monitoraggio e il controllo della riproduzione. Con le trappole a feromoni è possibile identificare il momento migliore per il lancio dell’antagonista naturale. La deposizione delle uova avviene per gruppi sulla faccia inferiore delle foglie, dalle quali inizierà un nuovo ciclo uguale al primo per un massimo di 4 generazioni all’anno.adulto piralide

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Valentino Dal Ben

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