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Piralide del bosso, come difendersi in modo naturale

Da quasi dieci anni la piralide del bosso, Cydalima o Diaphania perspectalis, è diventata tristemente famosa in Europa e in Italia a causa dei danni provocati alle piante di bosso. Questo insetto, è un fitofago che appartiene all’ordine dei lepidotteri e minaccia le piante appartenenti al genere Buxus. Originaria dell’Asia è arrivata accidentalmente in Europa grazie al commercio di piante infette. Da allora ha creato molti danni in diversi paesi minacciando la coltivazione del bosso. In Italia il primo rinvenimento della piralide risale al 2010 in Veneto. La velocità di espansione del suo areale fu molto elevata, per questo è stata inserita già nel 2011 nella lista di allerta,  la Eppo alert list.arte topiaria

Il Bosso è la pianta che meglio si presta per realizzare forme, volumi e siepi nei giardini. In Italia, paese dei giardini formali, la piralide si è sviluppata enormemente, mettendo in seria difficoltà chi vuole godere della bellezza di questa pianta. Il bosso non ha eguali ed è sicuramente la pianta più elegante per creare siepi. Tutte le sue caratteristiche, la crescita lenta, la longevità, il suo portamento compatto, il fogliame fitto e sempreverde la rendono la regina dell’arte topiaria. Potremo andare avanti all’infinito ad elencare caratteristiche positive di questa pianta, ma in questo articolo parleremo dell’unica negativa, la Piralide.piralide del bosso

Come riconoscere la piralide del bosso

Gli adulti di piralide sono farfalle di medie dimensioni, con apertura alare di circa 4 cm. L’addome di questa farfalla è di colore bianco, con l’estremità marrone. Anche le ali hanno sfondo bianco con un’ampia fascia marrone lungo i bordi. Questi colori non la rendono molto attraente, talvolta le ali possono essere quasi completamente marroni e vederla può essere particolarmente difficile.
Non è tanto facile vedere neppure le piccolissime uova, quando è stagione si trovano sulla pagina inferiore delle foglie in gruppi di 10-20 un pò sovrapposte l’una all’altra. Le uova si presentano inizialmente di colore giallo pallido poi, con l’avvicinarsi della schiusa, lasciano intravvedere una piccola macchiolina scura che corrisponde al capo della larva ormai quasi formata. Le larve attraverso 3 stadi completano lo sviluppo raggiungendo  4 cm di lunghezza. Sono di colore verde con capo nero, caratterizzate da striature nere e bianche disposte lungo tutto il corpo. Le crisalidi, stadio immobile della piralide, sono lunghe circa 2 cm e si presentano di colore verde con strisce nere lungo la parte dorsale per divenire poi, con l’avanzare della maturazione, di un colore marrone scuro. E’ difficile vedere le crisalidi in quanto si trovano ben nascoste all’interno della vegetazione, avvolte in un bozzolo di seta biancastra.

farfalla di piralide

Ciclo biologico della piralide

La biologia della piralide in Italia compie dalle 2 alle 4 generazioni all’anno e sverna come larva in un bozzolo tessuto in autunno tra le foglie. Questo la rende uno dei fitofagi del bosso più temuti, in quanto le generazioni si susseguono a spese dei bossi che progressivamente deperiscono. Con l’arrivo delle miti temperature primaverili dell’anno seguente, la larva esce dal suo riparo invernale per completare il suo sviluppo. Dopo circa un mese di alimentazione s’incrisalida nascosta nella vegetazione e dopo la faticosa metamorfosi sfarfallano gli adulti. Le farfalle adulte, dopo essersi accoppiate, depongono le uova, dando inizio alla prima generazione.uova piralide bosso

Come difendersi dalla piralide del bosso

Per il controllo biologico si può intervenire con trattamenti fogliari impiegando prodotti a base di Bacillus thuringiensis var. Kurstaki o var. Aizawai, avendo particolare cura di bagnare bene anche l’interno della vegetazione. Il Bacillus thuringiensis è un batterio che una volta distribuito produce una tossina che si deposita sulla foglia. Le larve ingeriscono la tossina che le paralizza l’apparato digerente, determinandone la morte in qualche giorno. Per rendere più efficace l’effetto del batterio è consigliato aggiungere un prodotto adesivante. I trattamenti vanno iniziati in primavera, quando le larve svernanti riprendono la loro attività. Vanno perciò ripetuti ad ogni generazione in modo da tenere  costantemente controllato lo sviluppo delle popolazioni di piralide. Dobbiamo inoltre ricordarci che se vogliamo che i trattamenti siano efficaci, il pH della soluzione non sia basico. I primi stadi larvali sono i più vulnerabili perché molto voraci. E’ questo il momento in cui questo tipo di trattamento da maggiori risultati. L’utilizzo di prodotti a base di Bacillus thuringiensis non hanno effetti negativi su eventuali antagonisti naturali che potrebbero aiutarci nel controllo della piralide del bosso.

 

Si consiglia di limitare l’impiego di prodotti a base di piretrine, atossici perché ad ampio spettro d’azione. Nonostante siano consentiti in agricoltura biologica, l’impiego può essere giustificato solo in ambienti fortemente artificiali. Spinosad e azadiractina sono prodotti utili per intervenire su infestazioni scoperte troppo tardi, cioè quando le larve hanno smesso di nutrirsi perchè hanno raggiunto dimensioni superiori ai 3 cm di lunghezza.

Ricercare la qualità

Il commercio di bosso infestato può essere la più importante via di diffusione della piralide. E’ quindi di fondamentale importanza che chi acquista le piante si assicuri che quest’ultime non siano infette, che non contengano uova, pupe, larve o farfalle di piralide. Per assicurarsi che le piante siano sane, bisogna che siano state controllate e difese a dovere sin dalla coltivazione in vivaio. La garanzia migliore è una certificazione che ci assicuri la qualità dei bossi.

piralide del bosso

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Valentino Dal Ben

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