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Come coltivare le piante rampicanti: le migliori soluzioni e strutture

Le piante rampicanti e, più in generale, le piante sarmentose, sono sempre state un elemento del giardino in tutte le sue epoche. Esistono molte specie di piante chiamate rampicanti anche se molte di queste non possiedono organi specializzati per ancorarsi alle pareti. Dobbiamo quindi distinguere in diverse tipologie le piante rampicanti per sapere dove conviene impiegare una determinata specie e per sapere se sia necessario creare una struttura volta a facilitare la crescita verticale della pianta.

I vantaggi delle piante rampicati

Le piante rampicanti sono un’ottima soluzione per mascherare grandi superfici con il minimo investimento economico, se si è disposti ad aspettare il tempo necessario alla piante per evolversi sufficientemente. Una parete vegetata è in grado di apportare all’ambiente circostante e all’edificio molti vantaggi di quelli prodotti dai giardini verticali. Il più utile di questi è la pulizia dell’aria dalle sostanze inquinanti e dalle polveri sottili, effetto che crea un ambiente più sano e piacevole da vivere. Oltre a questo i cromatismi delle chiome e i colori delle fioriture sono in grado di trasformare la percezione di un ambiente urbanizzato facendolo tornare ad una condizione più naturale e meno banale e statica.

Le piante rampicanti che si attaccano alle pareti

Fra le piante rampicanti più famose e diffuse ve ne sono tre in particolare che possiedono degli specifici organi destinati all’ancoraggio su oggetti, recinzioni e pareti. Queste specie sono perfette per ricoprire e mascherare manufatti ma potrebbero risultare troppo aggressive per essere utilizzate su pareti di case nuove o abitate. Attraverso le radici avventizie infatti queste piante, lasciate libere di svilupparsi per anni, possono andare ad intaccare gli intonaci delle pareti, portando in un secondo momento l’umidità a penetrare all’interno delle murature.

Le specie di cui stiamo parlando sono ovviamente l’Edera (Hedera helix) e le sue varietà ornamentali e il Ficus rampicante (Ficus pumila) e le sue varietà variegate. Queste piante si ancorano saldamente e tendono a creare una copertura uniforme moto aderente alla superficie colonizzata. Sono entrambe ottime piante sempreverdi che possono essere utilizzate sia all’interno che all’esterno per mascherare  e sfruttare le superfici verticale senza necessitare di alcuna struttura per arrampicarsi.

Un’altra specie molto interessante è la Vite americana (Parthenocissus tricuspidata e Parthenocissus quinquefolia) che sviluppa all’ascella della foglia un particolare organo di ancoraggio dotato di piccole ventose che riescono ad aggrapparsi su qualsiasi superficie, anche liscia come il vetro. Questa specie non ha una fioritura molto appariscente ma risulta essere estremamente interessante per via del cambio cromatico che la sua chioma opera nel periodo autunnale, passando da un verde acceso a diverse tonalità di rosso, giallo e arancione.

Le altre piante rampicanti

Le piante rampicanti che non hanno organi specifici per ancorarsi alle pareti hanno sviluppato altre tipologie di tecniche per conquistarsi il titolo di “rampicante”. La maggior parte di queste tende a crescere avvolgendosi intorno alle cose o alle altre piante (come ad esempio il Glicine, Wisteria sinensis).

Quasi tutte le piante che hanno scelto di avvolgersi intorno a supporti sono anche molto fiorifere, è il caso ad esempio del Falso gelsomino (Trachelospermum jasminoides) pianta sempreverde con fioritura abbondante e profumata che è in grado di creare una vegetazione molto fitta a cui possono essere date varie forma a seconda della struttura su cui la si fa arrampicare.

Ci sono però alcune di queste piante che hanno sviluppato altre tecniche specializzate per ancorarsi come il Solanum jasminoides che si aggancia mediante una robusta foglia che avvolge il suo picciolo intorno a le maglie di reti, catene, inferiate e recinzioni di qualsiasi tipo.

Le migliori soluzioni per far crescere le piante rampicanti

A seconda della tipologia di rampicante scelto possiamo creare la struttura che meglio massimizzi l’effetto della crescita e del portamento di una determinata specie. In generale possiamo affermare che per tutte le piante che possiedono specifici organi di ancoraggio basta una qualsiasi parete in materiale ruvido, evitando accuratamente strutture in ferro che tendono a surriscaldarsi eccessivamente nei periodi estivi.

Strutture in legno o in ferro, come cavi di acciaio o graticci, sono la miglior soluzione per tutte quelle specie di rampicanti che si sviluppano avvolgendosi intorno a qualsiasi elemento che lo permetta. Una particolare utilizzo che si può fare del Glicine è farlo arrampicare su di una pianta ad alto fusto, ottenendo cosi una chioma mista di due piante differenti e anche due tipologie di fioritura in due diversi periodi dell’anno.

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Alvise Anchel

Alvise Anchel

Laureato in Scienze Forestali e Ambientali, è uno dei fondatori di EcoProspettive. Ha ideato il sistema di giardini verticali Life Panel, adora i cani, suona la chitarra.