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5 Piante per un giardino bello e anche buono da mangiare

Il bello del giardino è che può assumere durante i mesi dell’anno aspetti e funzioni diverse. I cambiamenti di forme e colori sono dati dall’evoluzione delle piante che lo compongono: in particolar modo le specie annuali, proprio per il loro breve ciclo vitale, si presentano versatili e vengono utilizzate per creare effetti scenici in giardino.

E se queste piante fossero anche commestibili?

Le aiuole che compongono lo sfondo del giardino possono essere in continua trasformazione. Grazie all’utilizzo di specie annuali possiamo avere sempre nuovi colori e forme, creando la novità in giardino. Quando progettiamo o realizziamo un’ aiuola, la scelta migliore è essere quella di abbinare piante con comportamenti e cicli vitali differenti. Si può creare una struttura di piante che permane per più anni, lasciando comunque spazio a piante che abbiano una durata della vita inferiore.

Oggi le aiuole in stile naturale sono molto apprezzate: il punto di forza di questa tendenza è proprio l’utilizzo della vegetazione, che viene lasciata “libera” per creare effetti di forme e colori. La nostra concezione di ornamentale ci porta ad utilizzare specie selezionate e riprodotte appositamente per svolgere una funzione estetica.

 

Perchè provare le specie edibili?

Nei vivai oggigiorno possiamo trovare una vasta scelta di piante da orto che assumono colori e forme interessanti. Alcune specie orticole, se abbinate con cura alle piante ornamentali possono dare risultati molto soddisfacenti. Ovviamente, se si decide di piantare piante commestibili in giardino, bisogna fare attenzione ai trattamenti chimici e quindi preferire una coltivazione biologica.

 

Quali piante scelgo per un’aiuola bella e anche buona da mangiare?

Sono già stati fatti alcuni esperimenti su questo fronte, infatti viene venduta la cosiddetta verza ornamentale che presenta una colorazione del fogliame particolare e viene utilizzata come annuale nelle aiuole. Molte specie commestibili vengono già utilizzate in giardino, la sfida è quella di stravolgere il senso e la funzione dell’aiuola che viene progettata con un duplice obiettivo, quello di godere del bell’aspetto delle piante che, completato il loro ciclo, si possono anche mangiare. Qui di seguito vi proponiamo cinque piante che potrebbero risultare molto interessanti da abbinare alle ornamentali nel vostro giardino.

1. Il Cavolo Romano

Questo vegetale molto usato in cucina è una delle specie che si può sperimentare in giardino. Il suo ciclo è medio-precoce autunno invernale, completa lo sviluppo in 100 – 110 giorni dal trapianto.
Il problema principale sta nel fatto che, per le prime fasi di sviluppo, le piantine risultano piccole e con poche foglie. Il pronto effetto si può comunque ottenere facilmente, abbinando il cavolo sin dal momento del trapianto a specie dal fogliame più voluminoso, per dare riempimento all’aiuola.
La pianta è interamente commestibile e ricca delle proprietà benefiche tipiche dei cavoli. Viene
coltivato per il suo fiore che viene utilizzato per preparare un’ infinita varietà di piatti. La sua forma è molto particolare, per questo suscita interesse ed usarlo come ornamentale in giardino è sicuramente una mossa vincente.

2. Il Cavolo rosso 

Un’ altra Brassicacea che risulta ornamentale anche in cucina è il Cavolo rosso, “Brassica oleracea var. rubra” ibrido precoce che matura in 65 giorni circa dal trapianto. Questo cavolo è molto apprezzato per il suo fogliame, di un colore viola intenso e brillante. Inoltre è buono da mangiare anche crudo, particolarità che lo rende una grandissima fonte di vitamine antiossidanti e sali minerali.
Esistono comunque molti altri cavoli particolari per forme e colori. Solo per citarne alcuni: cavolfiore violetto di Sicilia, cavolfiore arancione, cavolfiore bianco, cavolo rapa violetto, cavolo nero o nero di Toscana.

3. La Curcuma

Questa pianta è una della specie edibili più diffuse nel campo ornamentale. Dal rizoma di questa pianta si ricava la nota spezia.
Di Curcuma ne esistono circa cinquanta specie e molte trovano largo impiego per la produzione del fiore reciso, molto bello e di lunga durata. Appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae, durante la bella stagione porta i fiori di varie sfumature, dal bianco al rosso, a seconda della specie. La Curcuma cresce e si sviluppa andando a fiore dalla primavera all’estate in quanto i rizomi, tipico organo di riserva, durante il periodo autunno-invernale entrano in totale riposo vegetativo.

Durante il periodo freddo è importante conservare il rizoma all’asciutto, in un luogo dove le temperature non scendono al di sotto dei 17°C. Se si vuole allevare la Curcuma all’aperto, nei paesi non a clima tropicale, occorre piantare i rizomi in primavera, quando è scongiurato il pericolo di gelate, per poi raccoglierli e riporli in un vaso per ripararlo durante l’inverno.
La pianta predilige posizioni ben illuminate e va annaffiata regolarmente. 

4. Il Finocchio

Appartenente alla famiglia delle Ombrelliferae, questa erbacea perenne fa parte a pieno titolo delle specie commestibili e viene utilizzata soprattutto per il suo aroma che, ricco di proprietà benefiche, si trova in gran quantità all’interno dei semi.
La sua coltivazione risulta molto semplice: si tratta di un pianta rustica che non ha bisogno di grandi cure. Il finocchio va seminato in terra piena, su terreno possibilmente fertile e assolutamente privo di ristagni idrici. Non è consigliata la coltivazione in vaso perché necessita di spazio abbondante per svilupparsi.
Le piante adulte possono essere riprodotte in primavera anche per divisione dei cespi. Di finocchietto selvatico ne esistono diverse varietà particolarmente decorative e ugualmente aromatiche.

5. Il Peperoncino

Un’altra pianta che, soprattutto negli ultimi anni, si è fatta strada tra le ornamentali è il Peperoncino. I suoi frutti, utilizzati nelle cucine di tutto il mondo come ingrediente per insaporire pietanze di ogni tipo, la rendono anche una pianta molto gradevole dal punto di vista estetico.  In commercio sono disponibili moltissime varietà che si distinguono per forma e per colore dei frutti che virano dal verde, al rosso, al giallo, al viola.
Generalmente le varietà vendute già di per sé come ornamentali non sono commestibili, a causa dei concimi con cui vengono fertilizzate. Ciò non toglie che che, coltivando sin dall’inizio le proprie piante, si possa ovviare al problema optando per le soluzioni naturali che evitano trattamenti chimici e concimazioni massive. I semi di peperoncino sono facilmente reperibili in commercio e, una volta fatti germinare, le piantine possono essere messe a dimora sia in vaso che in piena terra, se il clima lo consente.
Le piante richiedono una posizione ben illuminata e vanno riparate durante i periodi più freddi, con l’accortezza che la temperatura non scenda sotto i 15 gradi ed evitando gli sbalzi termici.
La piccantezza, dovuta al contenuto di capsaicina nei frutti, può essere accentuata posizionando la pianta in pieno sole e diradando le annaffiature a partire da due settimane prima della maturazione dei frutti.

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Valentino Dal Ben

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