Ambiente

Inquinamento e composti organici volatili: cosa c’è nell’aria?

Si stima che ogni persona trascorra in media appena il 10% della propria esistenza all’aria aperta. Questo vuol dire che passiamo la maggior parte della nostra vita in locali chiusi, a contatto con i cosiddetti VOC. Con questa sigla si identificano i composti organici volatili, che consistono in inquinanti gassosi le cui emissioni sono cresciute in maniera significativa per effetto dell’impiego di nuovi materiali di costruzione e, al tempo stesso, per l’aumento dell’isolamento a cui si ricorrere allo scopo di aumentare l’efficienza energetica. Insomma, siamo esposti a sostanze organiche volatili che hanno un effetto inquinante, e che provengono dai cosmetici, dai detergenti, dai solventi e dalle vernici, ma perfino dai mobili e dai tappeti.

Perché scegliere un purificatore d’aria?

Se ci si vuol prendere cura della propria salute vale la pena di iniziare a tenere sotto controllo la qualità dell’aria ricorrendo ad appositi sensori che possono essere installati sia nei contesti domestici che in quelli lavorativi. Eventualmente, poi, si può scegliere un purificatore aria che avrà effetti benefici dal punto di vista del comfort e del benessere. La purificazione dell’aria, infatti, contribuisce a ridurre in misura consistente la concentrazione di sostanze organiche volatili, anche se i risultati migliori si possono ottenere solo eliminando le sorgenti principali da cui provengono questi gas e ventilando gli ambienti. I sensori per la qualità dell’aria, per esempio, permettono di quantificare la percentuale di composti organici volatili, e quindi migliorano gli effetti della purificazione e della ventilazione.

Le caratteristiche dei VOC

Il metanolo, gli eptani, l’acetone, l’isobutanolo e il limonene sono solo alcuni dei numerosi composti chimici che fanno parte della categoria dei VOC. È chiaro, poi, che il contesto in cui si vive ha un impatto significativo: in un piccolo paese poco inquinato la concentrazione di sostanze organiche volatili sarà nettamente inferiore rispetto a quella di una città affollata, piena di industrie e trafficata. Nel momento in cui vengono impiegati detergenti o altri prodotti che si caratterizzano un livello di VOC molto elevato ci si espone a livelli significativi di inquinanti che durano per tanto tempo. Non è un caso che livelli di VOC significativi vengano registrati sia negli edifici nuovi che in quelli appena ristrutturati. Il fumo di tabacco e i materiali da costruzione sono due delle molteplici sorgenti delle sostanze organiche volatili. Ovviamente tra gli ambienti chiusi e gli ambienti aperti la differenza è molto significativa, perché outdoor la concentrazione di VOC è più bassa.

La ventilazione degli ambienti

Il sistema più semplice a cui si possa fare affidamento per contrastare e diminuire l’esposizione ai VOC è rappresentato da una regolare ventilazione: ciò vuol dire tenere aperte le porte e le finestre, ma volendo ci si può fare aiutare anche dalla tecnologia. Come? Optando per un sistema di ventilazione automatico che sia monitorato da specifici sensori VOC. Un purificatore aria munito di filtri appositi è consigliato in tutti quegli ambienti in cui non si ha l’opportunità di assicurare una ventilazione adeguata con l’aria esterna. L’irritazione della gola, del naso e degli occhi, le vertigini e il mal di testa sono alcuni degli effetti innescati da una costante esposizione alle sostanze organiche volatili, che di conseguenza hanno un impatto negativo nei confronti della salute umana.

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Che cosa succede se si è sempre esposti ai VOC?

Nel caso in cui si sia sempre a contatto con aria di scarsa qualità si può verificare un calo della funzione cognitiva, che si riflette sul piano della sicurezza, dell’apprendimento e della produttività. Il processo decisionale e il pensiero strategico sono due delle capacità cognitive che risultano influenzate in maniera negativa dalle sostanze organiche volatili. Tenere sotto controllo i livelli di VOC aumenta il livello di consapevolezza delle persone, che in questo modo possono mettersi in cerca delle sorgenti da cui gli inquinanti provengono. Oltre al purificatore aria, i sensori VOC possono essere integrati con filtri e controlli di ventilazione; sarebbe auspicabile anche fare in modo che negli ambienti interni il ricambio di aria venga automatizzato.

I nemici sono vicini a noi

Insomma, può sembrare un paradosso, ma molti degli elementi della nostra vita quotidiana che in apparenza la semplificano in realtà hanno l’effetto di ridurre la qualità dell’aria che respiriamo. Nel novero delle fonti dei VOC, infatti, non ci sono solo i sospettati più noti come il fumo di sigaretta, i solventi o i prodotti cosmetici, ma anche gli strumenti di lavoro come le fotocopiatrici e le stampanti e i prodotti di pulizia, senza dimenticare i deodoranti e il trattamento in lavanderia dei vestiti. Gli isolanti, i rivestimenti degli arredi e le moquette, poi, sono in grado di generare emissioni costanti che durano per settimane, per mesi o addirittura per anni. Si è arrivati a parlare perfino di Sindrome dell’Edificio Malato, un vero e proprio pericolo per la salute.

Anche se sono numerose le sostanze nocive per la salute, è opportuno ricordare che esistono anche modi economici e immediati per migliorare la qualità dell’aria nei luoghi in cui viviamo: è sufficiente aumentare il numero di piante nei nostri ambienti, magari scegliendo quelle più indicate proprio per la loro capacità di purificare l’aria, come Tillandsia e Dracaena: sono facili da reperire e possono offrire un aiuto naturale per contrastare gli agenti inquinanti che ci circondano.

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