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Il vero significato del termine “Paesaggio”

Il paesaggio è stato definito e considerato in vari modi nel corso degli ultimi anni, da parte costituente del contesto naturale/ecologico a componente estetica dell’ordinarietà territoriale, da potenzialità da valorizzare ai fini turistici, ad elemento qualificante capace di migliorare la percezione dell’intorno, con conseguente aumento della qualità della vita dei cittadini.
Infine, assumendo l’identità di bene culturale, è stato capace di salvaguardare e custodire le tradizioni locali che a loro volta lo caratterizzano.

Per rendere un’idea della grande varietà di significati che il termine “paesaggio” può assumere, ecco alcune definizioni date dai più autorevoli studiosi del settore:

  • L’entità spaziale complessiva dello spazio vissuto dall’uomo (Troll 1968).
  • Entità fisiche, ecologiche e geografiche che integrano e sono integrate dai patterns (macchie sul territorio che corrispondono alle diverse destinazioni d’uso) e dai processi umani e naturali (Naveh 1987).
  • Un’area terrestre eterogenea composta da un cluster di ecosistemi interagenti e ripetuti con patterns simili in uno spazio geografico (Forman, Godron 1986).
  • Una particolare configurazione di topografia; copertura della vegetazione, uso del suolo e patterns insediativi che delimita alcune coerenze di processi naturali e culturali e di attività (Green et al. 1996).

Territorio, Ambiente e Paesaggio: quali differenze?

Molte volte il termine paesaggio viene erroneamente considerato solo come sinonimo di ambiente o di territorio.
In realtà, per quanto i tre vocaboli possano essere collegati e nonostante un elemento (per esempio il bosco) possa far parte dei tre contesti ed avere una duplice valenza (paesaggistica ed ambientale), i tre significati non sono assimilabili.

Il territorio viene considerato come “la cover”, contenente le risorse ambientali, paesaggistiche e l’atmosfera e come necessario per lo svolgimento delle attività umane.
L’ambiente può essere inteso come l’insieme delle risorse naturali non facilmente riproducibili, da conservare e valorizzare per salvaguardare molteplici interessi, fra cui spicca il diritto alla salute delle specie vegetali ed animali (compreso l’uomo) che lo popolano.

Il paesaggio, invece, ricopre funzionalità differenti. Per descrivere come ad oggi viene percepito, è giusto partire dalla Convenzione Europea del Paesaggio, adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa il 19 luglio 2000 ed aperta alla sottoscrizione degli Stati membri a Firenze il 20 ottobre 2000 (lo Stato italiano ha formalmente dato esecuzione solo in tempi più recenti con la legge 9 gennaio 2006, n. 14 “Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sul paesaggio”, ndr.)

Questa, all’articolo 1, definisce tale elemento come “una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni”. Con la presente, si mira ad ampliare il concetto del termine, non precludendo solamente la componente ambientale, bensì integrandolo con gli elementi artificiali/antropici e culturali dettati dalla storia locale.

Tuttavia un’argomentazione raramente trattata, riguarda l’ambito sensoriale scaturito dall’elemento paesaggio. La poesia che nasce dalla vista di uno scorcio caratteristico, infatti, è senza dubbio una forma di ricchezza, che nonostante non venga riconosciuta alla pari delle componenti sopracitate, riveste ad ogni modo un ruolo fondamentale sul metodo che le persone hanno di percepirlo e sul benessere che esso provoca.

É per questo che con tale articolo ci si permette di ampliare la definizione finale che tale bene dovrebbe avere, intendendo il paesaggio come l’insieme di tutte le componenti che caratterizzano un determinato territorio, sia naturali (ambientali) che antropizzate(tessuto urbano …), capaci di creare Skyline sempre differenti. Tali elementi, arricchiti però dalla poesia che essi scrivono, si amalgamano fra loro, suscitando sensazioni diverse per ogni tipologia di paesaggio incontrata e consentendo ad ognuno di immedesimarsi in base al proprio gusto per integrarsi con esso.1

Coden M., 2015, “Relazione ambientale del Comune di Limana (Provincia di Belluno)” Università degli studi di Padova, Legnaro (Pd).

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Marco Coden

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