Agri-culturaAmbientePatologia & Difesa

Il Castagno salvato dalla lotta biologica italiana

Quando si sente parlare di agricoltura biologica molti pensano ad un sistema di coltivazione composto da poche tecniche che lasciano le piante libere di svilupparsi naturalmente. Questa visione semplicistica dell’agricoltura biologica è, ovviamente, completamente sbagliata. Infatti coltivare in modo naturale non significa lavorare meno, e questo vale anche per chi coltiva alberi.

L’importanza del Castagno in Italia

Negli ultimi anni il prezzo delle castagne è cresciuto a dismisura facendo diventare questo alimento, uno dei più poveri della cultura italiana, un prodotto di lusso. Basti pensare che nel novecento l’Italia produceva il 53% delle castagne europee e il 16% di quelle mondiali sfamando con esse non solo la popolazione umana ma anche gli animali da reddito.

Il nemico del Castagno europeo

Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, conosciuto anche con il nome comune di Vespa galligena del Castagno, è un insetto che fa parte dell’ordine Hymenoptera ed è un galligeno esclusivo del genere Castanea originario della Cina. A partire dal 2011 è stata verificata la sua presenza in tutte le formazioni di castagno del territorio italiano e svizzero.

La lotta biologica per il Castagno

Gli studi scientifici sugli accrescimenti legnosi hanno evidenziato l’effetto positivo della lotta biologica italiana condotta negli ultimi anni contro la vespa del castagno.

Infatti nel 2014 ricercatori italiani si sono prodigati per recuperare l‘antagonista naturale di questa vespa presente in Cina. Il compito non è stato semplice date le dimensioni infinitesimali di Torymus sinensis Kamijo, che è stato importato e liberato nei castagneti italiani.

Gli effetti pratici della vespa del castagno

Recenti studi hanno dimostrato quanto l’attacco al Castagno europeo da parte di questo insetto influenzi negativamente la capacità di produzione delle castagne, riducendola anche del 70%.

Oltre a questo danno “agricolo” è stato dimostrato come l’attacco dell’insetto, che compromette la capacita fotosintetica della chioma, riesca a ridurre anche del 30% la produzione di legno del Castagno.

Come è stato studiato il caso

Analizzando gli accrescimenti di diversi gruppi di piante, cresciute in diverse condizioni stazionali e climatiche, confrontandole fra loro e con le specie di controllo (alberi non di Castagno) si è in grado di apprezzare la variazione della produzione di massa legnosa nel tempo.

Nel Castagno si è analizzato un periodo di vent’anni, periodo che comprende il prima, il durante e il dopo dell’arrivo del cinipide fino al 2017. Grazie all’aumento degli accrescimenti legnosi riscontrato dal 2015 si può affermare l’efficacia della lotta biologica italiana per difendere il Castagno europeo.

Previous post

Le analisi enzimatiche: una valutazione della resilienza dei suoli

Next post

This is the most recent story.

Alvise Anchel

Alvise Anchel

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *