Ambiente

Energia elettrica e fonti rinnovabili: impariamo a conoscerle

Chi ha a cuore il futuro del pianeta spesso tende a non sprecare le risorse che ha a disposizione. Questo avviene anche, e soprattutto, per quanto riguarda l’energia elettrica; usare l’elettricità infatti non provoca inquinamento, ma lo fa la produzione dell’energia stessa, soprattutto se gestita in modo scorretto. Fino agli anni ’80 l’Italia era un Paese all’avanguardia per quanto riguarda lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Per un certo periodo le cose sono cambiate, per avere poi un ritorno al passato, con anche qualche innovazione, come ci indica la lista delle fonti rinnovabili oggi disponibili.

Come si ottiene l’energia elettrica

Per molti l’energia elettrica è una materia prima difficile da inquadrare. Mentre per altre materie prime, come ad esempio il petrolio, tutti sanno a grandi linee che l’estrazione e l’uso portano a buona parte della produzione di inquinanti oggi presente in atmosfera, per quanto riguarda l’elettricità le cose sono ben diverse. Essa infatti di per sé, nell’utilizzo quotidiano, non produce inquinamento: se accendiamo la TV da essa non esalano fumi tossici o anidride carbonica. Ciò che può creare inquinamento è invece il metodo di prelievo dell’energia elettrica. Tale materia prima infatti si può ricavare in vari modi, solitamente si utilizzano a tali scopi delle fonti di energia primarie, da cui si ottiene l’elettricità. Un tempo la maggior parte di tali energie primarie erano rappresentate dall’attività di combustione di combustibili fossili, quali carbone o nafta. Alcune fonti utilizzate per produrre energia elettrica sono invece considerate rinnovabili, o addirittura sono inesauribili.

Cosa si intende per fonti rinnovabili?

Il concetto di fonte rinnovabile è molto ampio e vasto, anche perché oggi ad esse si tende ad associare anche le fonti che in effetti sono del tutto inesauribili, nel senso che il loro prelievo dall’ambiente non porta ad un depauperamento delle quantità disponibili. Sono fonti rinnovabili il biogas, la biomassa, il legname: si tratta di prodotti che spesso si ottengono dallo scarto delle lavorazioni industriali, dal lavoro agricolo o anche come prodotti di risulta. La biomassa utilizzata per produrre energia elettrica deriva spesso da scarti agricoli o dell’industria alimentare; la legna invece proviene dagli scarti di falegnameria o dell’industria mobiliera. Ogni anno si seminano e coltivano milioni di ettari di boschi e campi, da questi si potranno ottenere “per sempre” ulteriori fonti rinnovabili di materia prima con cui produrre energia elettrica.

Le fonti inesauribili

Ci sono poi delle fonti, spesso chiamate anch’esse rinnovabili, che in realtà potremmo definire inesauribili. Stiamo parlando dell’energia idroelettrica e geotermica, sfruttate da moltissimi decenni anche in Italia, grazie ai torrenti alpini e alle zone geotermiche del centro del Paese. Sono fonti inesauribili anche il sole e il vento, che permettono di prelevare dall’ambiente energia solare ed eolica. Questo senza andare a depauperare le fonti di tale energia e senza portare ad elevate quantità di inquinamento nell’ambiente, come invece avviene utilizzando dei combustibili fossili nelle centrali termoelettriche, altamente dannose per la salute del pianeta. In Italia circa il 30% dell’energia elettrica prodotta, pari a circa il 23% del fabbisogno nazionale.

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