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Concimazione: come riconoscere le carenze nutrizionali nelle piante

Quando si ha a che fare con la coltivazione delle piante, capita a volte di trovarsi di fronte a sintomi che compaiono più o meno all’improvviso e che risultano spesso di difficile interpretazione. Magari fino a pochi giorni prima le nostre piante ci sembravano verdi e rigogliose, mentre ora si notano foglie gialle, secche, rami avvizziti o una crescita stentata.

Purtroppo i segnali non sono sempre così chiari e, in ogni caso, occorre cercare di individuare la presenza di eventuali stress biotici o abiotici che potrebbero essere la fonte del problema.
Inizialmente siamo portati a pensare che potremmo aver sbagliato qualcosa nell’irrigazione (troppa acqua o, al contrario, troppo poca: leggi qui come annaffiare correttamente le piante) oppure che la causa possa essere dovuta a funghi, insetti e altri parassiti. A volte si ricorre al vano tentativo di rimediare con prodotti fitosanitari di vario genere ma, quando la situazione non migliora, diventa chiaro che il problema è un altro: è quindi indispensabile intervenire tempestivamente e saper riconoscere i sintomi delle carenze nutrizionali nelle piante.

Macro e micro nutrienti: quali sono gli elementi per la giusta concimazione

Le piante necessitano di una concimazione bilanciata per evitare di incorrere in situazioni (ugualmente deleterie) di carenza o eccesso di nutrienti. E’ fondamentale prevenire le carenze nutrizionali nelle piante apportando regolarmente la giusta dose di concime e scegliendo i fertilizzanti più adatti sulla base delle specifiche esigenze nutrizionali, variabili a seconda della specie, della varietà e dello stadio fenologico di sviluppo (crescita, fioritura, ecc.). Molti buoni concimi si possono acquistare facilmente anche online, ad esempio su Amazon.

Gli elementi nutritivi indispensabili per le piante si possono dividere in due categorie: i cosiddetti macro e micro nutrienti.
I macronutrienti sono elementi richiesti in grande quantità per la crescita e lo sviluppo delle piante. Si tratta principalmente di azoto, fosforo e potassio, che troviamo in tutti i generici mix di fertilizzanti per piante verdi in commercio (i classici “N-P-K“).  Altri macronutrienti sono lo zolfo, il magnesio e il calcio. Per garantire alle nostre piante un apporto adeguato di questi elementi, è fondamentale regolare la concimazione sulla base delle effettive necessità e dello stadio vegetativo: possiamo tenere presente che l’azoto deve essere più abbondante durante la fase di crescita vegetativa, insieme al fosforo necessario per la fioritura; il potassio invece è utile alla maturazione dei frutti.

I micronutrienti, al contrario, sono richiesti dalle piante a dosi nettamente inferiori: per questo motivo sono in genere sufficienti le quantità già presenti nel terreno o comunemente apportate con la concimazione minerale e/o organica. Tuttavia si possono verificare situazioni particolari che comportano la loro carenza, ad esempio in terreni alcalini/calcarei o con scarsa sostanza organica: in tal caso è importante intervenire tempestivamente con una concimazione equilibrata. I micronutrienti per le piante sono molibdeno, ferro, manganese, boro, zinco, rame, silicio e cloro.

Osservare la posizione dei sintomi sulle foglie per distinguere le carenze nutrizionali

Come detto in precedenza, i sintomi delle carenze nutrizionali nelle piante rischiano facilmente di essere confusi con quelli provocati da altri fattori, che possono essere presenti in contemporanea o anche essere la concausa della manifestazione. Inoltre, a volte risulta difficile distinguere i sintomi di una specifica carenza nutritiva dalle altre; diventa dunque necessario ricorrere ad una “diagnosi complessiva”di tutti i segnali che la pianta manifesta quando si trova in condizioni di squilibrio nutrizionale.

come riconoscere le carenze nutrizionali nelle piante

Un importante fattore che da tenere in considerazione per riconoscere le carenze nutritive nelle piante e quindi procedere ad una corretta concimazione, è il grado di mobilità degli elementi nutritivi. 

In base a questa caratteristica possiamo distinguere gli elementi necessari alla nutrizione delle piante in mobili poco mobili.  I nutrienti mobili (come N, P e K) riescono a spostarsi facilmente da foglia a foglia, quindi, in caso di carenza di azoto, di fosforo o di potassio i sintomi si osserveranno prima sulle foglie più vecchie. Se la mancanza riguarda invece elementi meno mobili (come calcio, ferro, zolfo e rame), invece, i sintomi si manifesteranno sulle foglie più giovani.

Sintomi delle principali carenze nutrizionali nelle piante

Lo squilibrio di nutrienti nelle piante provoca sintomi più o meno accentuati e caratteristici, a seconda dell’elemento presente in quantità insufficienti. La sintomatologia, però, non è sempre da ricondurre ad una vera e propria carenza di elementi nutritivi: i problemi infatti potrebbero derivare da uno scarso assorbimento dovuto, ad esempio, ad un apparato radicale poco efficiente, alla presenza di forme insolubili o alle caratteristiche del suolo, così come a molti altri fattori più o meno complessi.

Di seguito elenchiamo i più frequenti sintomi delle carenze nutrizionali nelle piante e come riconoscerli; occorre tuttavia ricordare che queste descrizioni sono indicative, in quanto i sintomi possono variare a seconda della specie considerata, della sensibilità della pianta e del suo stadio di sviluppo.

CARENZA DI AZOTO – Pianta con crescita lenta e stentata, foglie di colore da verde pallido a giallo, di piccole dimensioni. L’ingiallimento inizia a partire dall’apice delle foglie basali e può coinvolgere anche i piccioli. Potrebbero verificarsi la caduta dei fiori e la mancata formazione dei frutti.

CARENZA DI FOSFORO – Si osserva un generale ritardo nello sviluppo, con foglie piccole, opache e scure, talvolta di colore rossastro. I primi sintomi si osservano sulle foglie basali. Potrebbe verificarsi la mancanza o la scarsa produzione di fiori e la maturazione tardiva di frutti.

CARENZA DI POTASSIO – Il primo sintomo è l’ingiallimento e l’arricciamento dei margini delle foglie più vecchie, su cui possono apparire chiazze brune e bruciature, mentre le foglie giovani tendono a piegarsi. I piccioli sono molli e i fiori perdono vigore

CARENZA DI FERRO – Le nuove foglie ingialliscono dall’apice verso l’interno (clorosi). Le aree gialle possono diventare brune e disseccare.

CARENZA DI CALCIO  – Le foglie sono scure e arricciate, a volte decolorate e arrotolate. Le radici sono corte, ingrossate e brune

CARENZA DI MANGANESE – Le foglie giovani ingialliscono, mentre le nervature e il picciolo restano verdi; la fioritura è scarsa e la crescita della pianta è debole

CARENZA DI MAGNESIO– I sintomi sono simili a quelli della carenza di manganese, ma essendo un elemento mobile si manifestano prima sulle foglie vecchie, che ingialliscono, mentre le nervature e il picciolo restano verdi

CARENZA DI ZINCO – Le foglie presentano macchie grigio brune e i germogli sono scoloriti, quasi bianchi

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