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Come realizzare un frutteto: mini guida all’impianto degli alberi da frutto

Tra le diverse tipologie di coltivazione, il frutteto è sicuramente quella che richiede una maggiore attenzione nella fase progettuale e di realizzazione: a differenza delle colture orticole, che hanno generalmente un ciclo più o meno breve, la coltivazione delle piante da frutto richiede diversi anni per raggiungere lo sviluppo necessario ad entrare in produzione e ogni fattore, dal sito di impianto alla varietà coltivata, avrà un’influenza significativa sulla resa e sulla qualità dei frutti.

Per questo motivo, chi intende cimentarsi nell’impianto di un frutteto dovrà seguire alcuni accorgimenti importanti per garantire il successo della coltivazione. Ecco allora una panoramica globale dei consigli da seguire per realizzare un frutteto, dalle considerazioni relative agli impianti di grandi dimensioni, utili per una realtà aziendale come quella di chi sta avviando un’impresa agricola, ai consigli più semplici, adatti anche a chi desidera mettere a dimora delle piante da frutto nel giardino di casa.

La progettazione del frutteto

Prima di dedicarsi all‘impianto degli alberi da frutto, occorre passare per una fase progettuale che tenga conto dei vari fattori in gioco. A questo scopo, sarà utile  fare una raccolta di informazioni e, se necessario, procedere con delle indagini preventive approfondite.

Innanzitutto occorre consultare il piano regolatore del sito in cui si intende sviluppare il frutteto, per verificare la destinazione d’uso del terreno. Di fondamentale importanza sarà poi lo studio del microclima della zona, facendo particolare attenzione alla pluviometria e alle temperature per pensare all’eventuale la necessità di un impianto di irrigazione o di misure climatizzanti per proteggere le piante.
Quindi sarà opportuno analizzare le principali caratteristiche del terreno quali tessitura, granulometria e disponibilità di sostanza organica. Nel caso di un’azienda agricola, è buona norma affidarsi ad un laboratorio specializzato in analisi del suolo in modo da ottenere una visuale dettagliata delle condizioni pedologiche del sito di impianto, in modo da conoscere anche la dotazione di macroelementi e microelementi necessari per la nutrizione delle piante e per stilare un piano di fertilizzazione adeguato.

come realizzare un frutteto guida all'impianto

Se si sta progettando un frutteto allo scopo di ottenere una produzione di interesse commerciale, sarà necessario informarsi anche sulle strutture presenti nella zona, dalla logistica alla presenza di grossisti e cooperative ortofrutticole. Facendo queste considerazioni in via preventiva, si potrà ottenere una panoramica utile per poter valutare le concrete opportunità di mercato. Per lo stesso principio, sarà buona pratica studiare sin da subito eventuali alternative economicamente valide (certificazione biologica, export, produzione destinata alla trasformazione, vivaismo, ecc.) Successivamente occorre eseguire un’analisi dei vincoli legislativi, ovvero tutto ciò che regolamenta la frutticoltura dal punto di vista legislativo (requisiti dell’impianto per accedere a contributi, quote per la vinicoltura, regolamenti CEE per coltivazioni biologiche, ecc).

Una volta fatte queste indagini preventive, si potrà iniziare a sviluppare una prima bozza di progetto del frutteto. Nella bozza andrà ovviamente considerata la disposizione nell’appezzamento delle diverse aree destinate alla coltivazione dei fruttiferi, ma anche altri elementi, come le barriere che circondano il frutteto con diverse funzioni: per attrarre insetti fitofagi, per trattenere parte di polveri sottili e inquinanti, ecc. Queste barriere potranno essere di diversa natura: siepi con piante arbustive, coperture erbacee e/o miscugli con leguminose per azotofissazione o fasce di prato fiorito (queste ultime vanno essere valutate attentamente poiché non dovranno risultare più appetibili dei fruttiferi per gli impollinatori).
Vanno quindi fatte tutte le considerazioni che possono essere di supporto per le decisioni all’impianto, dalla forma di allevamento alla sistemazione, alle concimazioni, che andranno analizzate  dal punto di vista agronomico tenendo conto di quattro fattori principali: costi di gestione, produttività e durata dell’impianto e qualità della produzione.

La scelta delle piante da frutto

Scegliere le piante giuste sin dal primo momento è un altro passaggio cruciale per garantire una buona resa e durata nel tempo del frutteto. Che si tratti di un meleto o di un pescheto, la  gamma di piante e alberi da frutto di ogni genere è davvero molto ampia: dai frutti antichi alle cultivar ibride selezionate, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Tuttavia anche in questo caso occorre tenere in considerazione le tante variabili che entrano in gioco a livello di coltivazione (e non solo).

I principali criteri per individuare le migliori piante da frutto sono:

  • La possibilità di ottenere un’elevata produzione e un’ ottima qualità dei frutti 
  • L’adattabilità alla zona climatica di impianto
  • La resistenza alle malattie e ai fitofagi
  • La corrispondenza alle richieste di mercato attuali e future (epoca di maturazione, aspetto del frutto, qualità organolettiche, ecc.)

Quando si parla di piante da frutto, è fondamentale considerare che un ruolo chiave nella produzione è dato dall’impollinazione. E’ consigliabile inserire nel frutteto 2-4 cultivar diverse (anche cultivar da fiore) in modo da favorire l‘impollinazione incrociata, essenziale per le specie auto-incompatibili, ottenendo al tempo stesso non solo una diversificazione produttiva ma anche un’epoca di maturazione scalare per la raccolta, soprattutto se la destinazione è il consumo fresco. A tale scopo, è possibile scegliere di inserire in impianto sia varietà precoci che tardive. 

Altro fattore rilevante per il successo di un frutteto, è il tipo di portainnesto: da esso dipendono il grado di adattamento al terreno e alla tecnica colturale, oltre ad influenzare positivamente la vigoria delle piante, la produzione, la resistenza ecc. Si possono consultare le liste dei portinnesti per individuare il più affine all’innesto con la cultivar selezionata, ma occorre tenere presente  che quelli effettivamente reperibili in commercio nei vivai sono poco più di una decina. 

La scelta del sesto di impianto in un frutteto

Per garantire uno sviluppo ottimale delle piante, e di conseguenza una buona produzione, è importante individuare anche il sesto di impianto più adeguato. Le distanze degli alberi tra le file e sulle file dovranno evitare l’ ombreggiamento reciproco, consentendo alle chiome di sfruttare tutta la luce che arriva. La scelta della densità di impianto dovrà quindi basarsi sulle dimensioni definitive che gli alberi possono raggiungere (direttamente influenzate dalle genetiche di cultivar e portinnesto, dalla fertilità del terreno e dalla forma di allevamento), ed eventualmente sullo spazio necessario al passaggio di macchine operatrici.

Se non ci sono limitazioni particolari, il sistema da preferire per l’impianto di alberi da frutto è quello a fila singola con orientamento nord-sud, che consente alle piante di intercettare più efficacemente la luce, con un buon compromesso tra densità e durata dell’impianto. Nel caso di aziende agricole finalizzate alla produzione di frutta, le densità d’impianto possono variare da 3200-4200 fino a 2600-3400 piante per ettaro in base alle cultivar, anche se la tendenza attuale negli impianti è di adottare un’altissima densità (4000-5000 piante per ettaro).

Occorre sempre ricordare che il primo obiettivo di un frutteto è quello di portare la pianta al suo pieno sviluppo, poiché prima si raggiunge la dimensione finale, prima si potrà ottenere una produzione. Pratiche favorevoli sono un’adeguata irrigazione in mancanza di precipitazioni, la concimazione con utilizzo di letame maturo (interrato senza mai eccedere nella somministrazione) l’integrazione di ammendanti organici, lo sfalsamento delle file rispetto agli impianti precedenti e anche il trattamento delle piante con olio bianco dopo la messa a dimora al fine di ridurre la traspirazione.

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Anna Mastellaro

Anna Mastellaro

Co-founder di EcoProspettive, sono un'agronoma con una base da paesaggista e una specializzazione da fisiologa vegetale. Mi occupo di nuove tecnologie per la coltivazione di piante alimentari e officinali fuori suolo, a residuo zero e in un'ottica di sostenibilità.