Ambiente

Come intervenire sulle dispersioni di calore e migliorare il comfort termico in casa

Sponsorizzato

In molte zone d’Italia il periodo estivo coincide con fasi più o meno lunghe in cui, alla classica estate distampo mediterraneo, si sostituisce quella caratterizzata dalla presenza dell’anticiclone africano, frutto di una fase di grandi cambiamenti climatici e colpevole di far schizzare le temperature ed il livello di umidità percepito sopra ai livelli di guardia.

Il rischio è quello di trascorrere giornate infuocate e notti insonni, con temperature registrate all’interno delle stanze di casa, in certi casi superiori ai 30 gradi.

Una soluzione per migliorare la temperatura interna in casa: verificare il livello di isolamento termico

Una soluzione per poter scongiurare questo pericolo? Sicuramente verificare il livello attuale di isolamento termico della propria casa e implementare dei correttivi, validi anche per i mesi invernali. La situazione ottimale è certamente quella nella quale si acquista una nuova casa che è ancora in fase di costruzione; in questo caso l’implementazione di un piano di isolamento termico avviene direttamente nel progetto iniziale e non si rendono necessari dei correttivi in seguito; questo ovviamente è un caso limite, purtroppo moltissime abitazioni di proprietà sono vecchie più di 20-30 anni (se non di più) e non sono state progettate con nessuna logica di coibentazione.

Questi vecchi edifici sono solitamente in classe energetica G (immobile con un elevato fabbisogno di energia primaria) – TRADUZIONE: IMMOBILE AD ELEVATISSIMA DISPERSIONE ENERGETICA che si traduce in elevati costi di condizionamento estivo e riscaldamento invernale senza avere sensazioni di comfort!

Un’ulteriore conseguenza negativa di un immobile in classe energetica svantaggiata è di avere un’appetibilità da parte del mercato immobiliare davvero scarsa. Al giorno d’oggi una delle cose maggiormente prese in considerazione durante l’acquisto è la classe energetica della casa.

Un immobile in classe energetica G ci fa spendere una fortuna per il riscaldamento e per il raffrescamento senza regalarci sensazioni di benessere termico e peggio ancora al momento della sua vendita nessuno se lo prende!

Ecco perché la soluzione migliore è quella di seguire alcune semplici linee guida per realizzare una soddisfacente coibentazione termica; non è necessario realizzare interventi che cambino la struttura dell’appartamento, è sufficiente che si riesca realmente ad aumentare la qualità del comfort abitativo… vediamo come è possibile.

Quali sono gli elementi disperdenti della casa e in quale misura percentuale incidono?

PARETI 60-70% nel caso di appartamenti ai piani intermedi

TETTO 50-60% nel caso di edifici a tetto

FINESTRE 10-30%

RADIATORI DEI TERMOSIFONI 5-8 %

CASSONETTI 5-15%

Come scegliere in modo intelligente quali elementi migliorare?

Se l’appartamento ha altri appartamenti sopra e sotto (sono quindi in un piano intermedio) LE PARETI sono gli elementi più importanti da coibentare perché incidono per il 60-70% del totale delle dispersioni termiche;

Se abitate all’ultimo piano di un condominio oppure abitate in una villetta mono o bifamigliare isolare il TETTO è importante tanto quanto isolare le PARETI. In questo caso coibentare soltanto uno dei due porterà ad un risultato parziale che sarà definitivamente completo soltanto se si ottempera alla coibentazione in toto di tetto e pareti.

La sostituzione degli infissi va ponderata:

Esistono appartamenti con una grande superficie di finestre e in proporzione una superficie di muri perimetrali davvero esigua pertanto in questo caso ha una logica la sostituzione degli infissi e porterà sicuramente ai suoi benefici. Ma in una casa in cui la superficie delle finestre è davvero piccola rispetto alla moltitudine di pareti presenti sicuramente ha un senso nettamente superiore ricorrere alla coibentazione delle pareti (peraltro molto più economica che non la sostituzione delle finestre!).

Laddove l’obiettivo unico è quello di raggiungere i massimi livelli di comfort termico è chiaro che interagire con tutti i sistemi sopra proposti porterà ad un livello di miglioramento termico notevole.

Altre opere che migliorano l’isolamento termico interno ma in misura percentuale ridotta

Inserimento di pannelli isolanti dietro i radiatori. Meglio sarebbe mettere dei pannelli isolanti veri e propri spostando in avanti (con prolunghe dei tubi di rame) i radiatori stessi. Stiamo parlando di pannelli Xps anche accoppiati a cartongesso per uno spessore minimo di 6 cm.

In alternativa (ma sicuramente meno prestazionali) possiamo inserire dei pannelli termoriflettenti che migliorano per irraggiamento l’efficienza energetica degli elementi scaldanti.

La coibentazione del cassonetto degli avvolgibili è un completamento ai lavori sopra proposti e può essere realizzato con tecniche e materiali diversi.

Come isolare correttamente le pareti di casa

Ideazione di contropareti isolanti

Si realizza di solito con un pannello isolante accoppiato a cartongesso attaccato alla parete esistente oppure attaccando il pannello isolante ad una intelaiatura metallica a muro.

Pregi:

  • Buon livello di isolamento termico raggiunto proporzionale allo spessore del pannello

  • Riduzione del ponte termico

Difetti:

  • Riduzione dello spazio interno

  • Lavori piuttosto invasivi

  • Possibile formazione di condensa tra pannello e muro

Isolamento termico delle intercapedini

Moltissime vecchie abitazioni” afferma al riguardo Federico Calvanelli, esperto di coibentazioni termiche e titolare della ditta Coibentare Casa, “hanno intercapedini vuote (spazio tra la fodera interna ed esterna della casa) anche di parecchi cm che si prestano ottimamente ad essere riempite con prodotti isolanti”. “La presenza di intercapedine vuota è da considerarsi negativa perché l’aria presente è in movimento e provoca perdita di temperatura tra interno ed esterno”.

L’insufflaggio consente il riempimento delle intercapedini a mezzo di isolanti (le schiume isolanti senz’altro migliori dei prodotti che vengono soffiati vedi lana di vetro piuttosto che cellulosa)”.

L’efficacia è proporzionale a quanto spazio vuoto c’è da riempire e anche in base al materiale scelto, le schiume sono molto più isolanti degli altri prodotti da riempimento.

Pregi

  • Intervento veloce (1 solo giorno per un apparamento)

  • Economico (isolare una casa costa davvero poco in proporzione ad un cappotto)

  • Non invasivo

  • Non ruba spazio alla casa

  • Non necessita di permessi

  • Migliora la classe energetica della casa

  • Tempi di ritorno della spesa sostenuta 3-5 anni

Difetti

  • Non corregge i ponti termici

Cappotto termico esterno

Realizzare un cappotto termico dall’esterno consiste nell’apporre esternamente alla casa dei pannelli isolanti incollati e tassellati che successivamente verranno intonacati con la rete prima di essere colorati.

Pregi

  • Elevata efficienza termica

  • Riduzione dei ponti termici

Difetti

  • Costi elevati di esecuzione

  • Tempi di ritorno della spesa di 15 anni circa

  • Necessità di richiedere permessi

  • Tempi lunghi di esecuzione e opere invasive

  • Necessità di ponteggi

Previous post

Cimice asiatica un samurai ci potrebbe salvare?

Next post

This is the most recent story.

EcoProspettive

EcoProspettive