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Come curare le orchidee in maniera naturale: tecniche e consigli utili

Le orchidee sono piante esotiche che, per la loro grande varietà di forme e colori, risultano tra le specie da appartamento più apprezzate (leggi l’approfondimento per coltivare in casa le tue orchidee). Ne esistono davvero di moltissimi tipi (Phalenopsis, Cymbidium, Dendrobium solo per citarne alcuni) che si differenziano sia per le caratteristiche di piante e fiori, sia per le esigenze di coltivazione. Le orchidee, prima di essere commercializzate, vengono coltivate in serra per periodi di tempo più o meno lunghi,  sino ad essere rese disponibili al momento della massima fioritura. Una volta acquistate però, non è sempre facile curarle nel modo giusto per continuare a mantenerle rigogliose; anche un banale errore può compromettere lo sviluppo delle piante, ma con gli accorgimenti adatti sarà possibile coltivare le orchidee ottenendo splendide e prolungate fioriture. Ecco allora alcuni consigli utili per capire come prendersi cura delle orchidee nel modo giusto.

L’ambiente ottimale per le orchidee

Le condizioni domestiche, se errate, possono influire negativamente sulla crescita delle orchidee. Occorre ricordare che si tratta piante di origine tropicale: bisogna pertanto tenere sempre presente questo fattore al fine di creare l’ambiente giusto per il loro sviluppo in termini di luce, temperatura ed irrigazione.

Luce solare

Le orchidee vanno mantenute in una posizione ben illuminata ma non esposte alla luce diretta del sole. L’ideale è riporre il vaso davanti ad una finestra, evitando che siano irraggiate direttamente anche solo in alcuni momenti della giornata. Se l’orchidea presenta foglie ingiallite solo da un lato, il motivo potrebbe essere appunto un eccessivo irraggiamento solare proveniente dall’esterno. Viceversa se tutte le foglie sono pallide, ingiallite o accartocciate, la causa potrebbe essere un’ illuminazione insufficiente.

Acqua

Le orchidee richiedono generalmente poca acqua: occorre quindi innaffiare sporadicamente, evitando assolutamente i ristagni nel vaso che potrebbero causare una rapida asfissia radicale. Ovviamente, nei periodi più caldi, va aumentata la frequenza dell’irrigazione (ma non la quantità di acqua somministrata ad ogni intervento). Se la pianta presenta foglie ingiallite, potrebbe trattarsi di acqua di irrigazione eccessivamente calcarea: per questo è preferibile utilizzare acqua neutra o piovana per annaffiare le orchidee.

Temperature

Anche le temperature devono essere adeguate alle esigenze delle orchidee: temperature troppo basse possono causare macchie su foglie e fiori, inibire lo sviluppo e la fioritura o anche portare a morte la pianta. Solitamente si consiglia di mantenere le orchidee ad una temperatura minima di 20 gradi, anche se la temperatura ottimale cambia a seconda della specie. L’orchidea richiede inoltre una certa umidità ambientale per poter crescere bene; per questo, oltre ad irrigare correttamente le piante, è indispensabile evitare che l’aria di casa sia eccessivamente secca come potrebbe accadere se la pianta è posta troppo vicino a stufe e caminetti.

I principali parassiti delle Orchidee

Occorre individuare tempestivamente eventuali parassiti che attaccano le orchidee per intervenire nella maniera più adatta; bisogna fare attenzione perché un’ infestazione importante potrebbe compromettere in poco tempo la salute della pianta. Evitando pesticidi e prodotti chimici, ecco alcuni rimedi naturali per curare le orchidee e difenderle dai principali insetti dannosi e dalle patologie che possono colpirle.

Cocciniglia

La cocciniglia è un insetto che attacca molte piante, tra cui anche le orchidee. Si può osservare sotto forma di piccoli puntini in rilievo sulle foglie, oppure con la comparsa di uno strato simil-cotone su foglie e fiori. Per curare la pianta è sufficiente pulire delicatamente la zona con un batuffolo di ovatta o un panno imbevuto con infuso di peperoncino. Se le infestazioni sono ripetute e importanti, potrebbe essere opportuno provvedere ad un rinvaso dell’orchidea.

Afidi

Si tratta di parassiti che con le loro punture causano macchie scure sulle foglie, che se numerose e ravvicinate possono confluire formando chiazze in cui il tessuto fogliare secca, compromettendo talvolta l’intera foglia. La cura è semplice ed economica: bisogna intervenire tempestivamente, spruzzando un composto formato da un litro di acqua, in cui sono stati sciolti 50 grammi di sapone di Marsiglia su tutta la pianta.

Ragnetto rosso

Se l’orchidea si trova in un posto secco e pieno di polvere, c’è maggiore possibilità che gli acari conosciuti come “ragnetti rossi” si annidino tra le foglie. Si capisce che la pianta è sotto attacco perché si possono notare numerose ragnatele e foglie che si accartocciano.
Per intervenire a volte è sufficiente spruzzare dell’acqua su tutta la pianta, in modo da renderla umida formando un ambiente ostile al ragnetto rosso. In alternativa si può realizzare un liquido composto da un litro d’acqua e tre teste d’aglio e spruzzarlo su tutta la pianta.

Micosi

Questo tipo di malattie fungine sono dovute perlopiù ad un ambiente di coltivazione non adeguato oppure alla presenza di parassiti nei mezzi di coltivazione, ad esempio nel substrato. Il fungo attacca la pianta portando, generalmente, delle macchie scure circolari sulle foglie; può causare anche avvizzimento e morte l’infestazione è estesa alle radici dell’orchidea.
L’unico metodo per far fronte a questo problema eliminare le parti colpite appena ci si accorge del problema ed, eventualmente, trattare la pianta con composti a base di rame e zolfo.

Malattie batteriche

Le orchidee possono essere colpite anche da malattie di origine batterica che portano alla necrosi delle foglie e, nei casi più gravi, alla morte della pianta. Si possono manifestare con lesioni oppure con macchie generalmente gialle o rossastre. Queste malattie sono difficilmente curabili, per questo bisogna per quanto possibile prevenirle evitando che le piante vengano a contatto con possibili insetti vettori come gli afidi.

Virosi

Anche alcuni virus fitopatogeni possono colpire le orchidee e, sebbene si tratti di circostanze abbastanza rare, quando questo accade le possibilità di mantenere in vita le piante si riducono drasticamente. Come per i batteri, questi agenti di malattia si diffondono attraverso l’azione di insetti che intaccano la pianta. I sintomi possono essere puntini a mosaico, striature e macchie sulle foglie o sull’intera pianta. Non esiste una cura specifica: l’unica accortezza rimane quella di prevenire eventuali contagi tenendo l’orchidea alla larga dagli altri tipi di parassiti.

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