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Come coltivare la Violetta africana: tecniche e consigli utili

La Saintpaulia Ionantha, più nota con il nome di violetta africana, violetta del Capo, violetta del Kilimangiaro o viola di velluto, è una piccola pianta erbacea sempreverde e perenne, coltivata soprattutto per la sua abbondante e continua fioritura. E’ caratterizzata da una rosetta di foglie carnose, vellutate e cuoriformi, di un deciso color verde scuro. La violetta africana si presenta come una valida alternativa alle classiche piante d’appartamento per la facilità di coltivazione: non necessita infatti di cure particolari soprattutto se coltivata in casa. Oltre che per la meravigliosa fioritura è infatti apprezzata per la poca manutenzione e la grande resistenza: vediamo come curarla al meglio con qualche consiglio pratico.

Principali varietà

La Saintpaulia Ionantha è appartiene alla famiglia botanica delle Gesneriaceae. E’ la specie più nota e diffusa del genere; allo stato selvatico il è fiore azzurro-blu, per questo i primi ibridi erano sui toni del blu-indaco ma con il tempo gli ibridatori si sono sbizzarriti nel produrre diversi colori e forme del fogliame. Ora si trovano varietà che producono abbondanti fioriture in diverse tonalità di rosa, rosso, azzurro e anche bianco. Si fanno sempre più numerose le varietà bicolori, dalle corolle sfumate, con occhio o con bordo dei petali contrastante. La violetta africana fiorisce generalmente in estate, nei mesi tra giugno e ottobre, ma le piante coltivate in casa possono fiorire anche in inverno o in altre stagioni, oltre a fiorire più volte nello stesso anno. I fiori della Saintpaulia ionantha sono larghi circa 2 cm e mezzo e ricordano i fiori delle viole. Un periodo di siccità moderata può stimolare la fioritura.

Tra le varietà più note citiamo:

  • ‘Blue Fairy Tale’ con fiori blu scuro
  • ‘Diana Blue’ con fiori blu porpora
  • ‘Diana Double Pink’ con fiori semidoppi rosa-porpora
  • ‘Diana Pink’con fiori rosa
  • ‘Diana Red’ con fiori rossi
  • ‘Grandiflora Pink’ con fiori rosa

Coltivazione in vaso

La Saintpaulia ionantha ha un grande successo come pianta d’appartamento: non ha particolari esigenze di coltivazione e può essere agevolmente coltivata in vaso. Non si devono impiegare vasi di dimensioni troppo grandi (massimo 20 cm di diametro) e occorre usare un buon terriccio a base di torba, così che il pH del terreno sia leggermente acido, mescolato a della sabbia grossolana per favorire il drenaggio dell’acqua.
La violetta africana va rinvasata ogni due anni, oppure quando le radici non hanno più spazio a disposizione nel contenitore. Il periodo migliore per effettuare il rinvaso è la primavera, durante il mese di aprile.

come coltivare la violetta africana tecniche e consigli utili

Coltivazione in piena terra

Per coltivare la violetta africana in giardino si deve innanzitutto considerare che questa pianta non tollera temperature inferiori ai 15 gradi. Per tale ragione, è possibile metterla a dimora in piena terra solo nelle zone in cui il clima è mite tutto l’anno: in questi casi, può essere utilizzata per ricreare piacevoli bordureIl terreno ideale per la coltivazione in giardino è ricco, soffice e ben drenato.

Temperature

La violetta africana fiorisce con temperature che si aggirano sui 18-25°C. La temperatura minima invernale non dovrebbe essere inferiore ai 14-16°C: per questo motivo, durante l’inverno è opportuno riparare le piante dalle correnti fredde, a cui sono molto sensibili.

Luce

La Saintpaulia ionantha richiede una posizione ben illuminata, ma non alla luce diretta del sole. L’intensità luminosa non deve essere troppo elevata ma è importante che la durata dell’esposizione sia sufficientemente prolungata.

Annaffiatura

La Saintpaulia ionantha deve essere annaffiata regolarmente in primavera, mentre le innaffiature vanno notevolmente diradate nella stagione fredda e quando la temperatura sale oltre i 25°C: in questi periodi, infatti, la piante entra in riposo vegetativo ed ha minori esigenze idriche. Per regolarsi occorre controllare lo strato superficiale del terriccio: quando è secco, occorre annaffiare con acqua non calcarea ed a temperatura ambiente. Durante le operazioni di annaffiatura è bene evitare di bagnare le foglie che potrebbero diventare preda di marciumi e muffe. Il metodo migliore per annaffiare la violetta africana è immergerla in una bacinella piena d’ acqua, lasciarla a mollo per circa 15 minuti e sgrondare poi l’acqua in eccesso.

Concimazione

La Saintpaulia ionantha si può concimare nel periodo da Maggio a Settembre, somministrando fertilizzanti liquidi circa due volte al mese. Sono indicati concimi solubili ad alto titolo di fosforo e di potassio, contenenti anche una buona gamma di microelementi oltre ai classici macroelementi.

Parassiti, malattie ed altre avversità

Le annaffiature errate possono provocare decolorazioni ed ingiallimento dei margini delle foglie, con raggrinzimenti ed appassimento delle stesse.
Tra i principali parassiti della violetta africana ritroviamo gli afidi, i cui attacchi possono interessare sia i fiori che le foglie provocando ingiallimenti e deformazioni. Se l’infestazione è estesa al punto tale da compromettere la vitalità della pianta, si può intervenire con prodotti acaricidi.

Altri fitofagi sono le cocciniglie cotonose che compaiono sulla pianta soprattutto quando il clima è caldo e secco. Vanno asportate con un batuffolo di cotone imbevuto di alcool ed acqua, o trattando la pianta con un prodotto anticoccidico. E’ importante cercare di mantenere alto il tasso di umidità ambientale facendo frequenti nebulizzazioni, utili anche ad eliminare le cocciniglie allo stato larvale

Occorre fare attenzione ai ristagni idrici che possono portare alla formazione di marciumi basali o marciumi radicali provocati da funghi come Fusarium, Rhizoctonia o Phytophtora. Alcune condizioni ambientali possono portare anche alla comparsa di oidio o di muffa grigia.
Va ricordato che l’utilizzo dei fitofarmaci deve essere quanto più limitato, sia per motivi ecologici sia perchè la Saintpaulia ionantha è sensibile ad alcuni prodotti che possono provocare reazioni avverse. Occorre quindi trattare la pianta solo nei casi più gravi e soprattutto evitare spruzzature preventive.

Maggiori informazioni sulle piante d’appartamento al link: www.edendeifiori.it/info/piante-da-appartamento

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