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Come approvvigionare l’acqua per l’orto: tecniche e consigli utili

Chi ha un orto sa bene come, ancor prima di ingegnarsi per rendere il terreno produttivo, dovrà fare attenzione alla corretta irrigazione del campo, evitando gli inutili sprechi d’acqua e cercando di ottimizzare le risorse idriche a disposizione.

La missione è dura, ma non impossibile e sarà sufficiente adottare degli accorgimenti opportuni per riuscire a trovare un compromesso con il fabbisogno idrico delle coltivazioni.

In base alle piante coltivate si dovrà provvedere ad una corretta erogazione di acqua, perché alcune coltivazioni non richiedono un apporto di acqua costante mentre, al contrario, altre ne necessitano di molta. La quantità di acqua necessaria per il proprio orto dipenderà da diversi fattori quali:

  • le caratteristiche del terreno da cui dipende l’umidità;
  • la fase di sviluppo della coltura;
  • il clima.

Subito dopo aver trapiantato le piantine è buona regola non somministrare acqua in eccesso, in modo da favorire lo sviluppo nella parte radicale. Infatti le piantine sono dotate di poche radici e non possono attingere acqua in profondità e per questa ragione sarà necessario annaffiarle poco ma più frequentemente.

La mattina presto e la sera sono i momenti più indicati per irrigare l’orto, in modo da favorire l’assorbimento dell’acqua e prevenire lo sviluppo di malattie crittogamiche provocate da muffe e funghi.
Bisogna fare attenzione anche agli shock termici: in caso di irrigazione artificiale, è bene mantenere una temperatura simile tra l’acqua e l’aria, per questo sono ideali i momenti più freschi della giornata. La raccomandazione da seguire è quella di bagnare il terreno nelle ore meno assolate: quando si annaffiano le piante dell’orto, si deve rivolgere il getto dell’acqua direttamente sul terreno, evitando di bagnare le parti verdi della pianta per evitare che i raggi solari rifrangano le gocce con il rischio di bruciare le foglie.

Quanta acqua serve per irrigare l’orto?

Non ci sono ferree indicazioni relative alla quantità di acqua da somministrare quotidianamente agli ortaggi. Nelle aree dove le precipitazioni atmosferiche sono abbastanza regolari e si dispone di un piccolo orto (circa 100 metri quadrati) si può stimare un fabbisogno idrico medio intorno ai 500 litri di acqua e sono necessari circa 30-40 minuti di irrigazione.
In estate il fabbisogno idrico aumenta, poichè il suolo è sottoposto ad una maggiore evaporazione e le precipitazioni atmosferiche sono più scarse: è bene quindi irrigare anche due volte il giorno se necessario, analizzando le caratteristiche del terreno ed il grado di umidità (i terreni sabbiosi, ad esempio, devono essere irrigati più frequentemente di quelli argillosi).

Ci sono colture che non necessitano nè di grandi quantità di acqua, nè di essere annaffiate per tanto tempo. Alcuni esempi sono:

  • patate
  • cavoli
  • verze
  • pomodoro siccagno
  • legumi (ceci, lenticchie, fagioli, fave, piselli)
  • bietole
  • radicchio
  • aglio
  • cipolla

Alcune piante richiedono un maggiore e costante apporto di acqua a partire dal momento della fioritura, in modo da accumularla per la formazione dei frutti e dare una produzione soddisfacente, come nel caso delle leguminose. Richiedono invece un costante apporto di acqua, soprattutto quando nei periodi più caldi, le zucchine, le zucche, i cetrioli, i meloni, le verdure a foglia verde, il basilico, il prezzemolo, la maggiorana e la salvia.

Come irrigare l'orto: trucchi e consigli utili per risparmiare acqua

Modalità di irrigazione

L’acqua per irrigare l’orto deve essere potabile, per evitare possibili contaminazioni che veicolano infezioni batteriche, virali e da funghi. Se si impiega l’acqua del rubinetto occorre contrastare la concentrazione di cloro che impoverisce la flora batterica del terreno: per questo prima di usarla è opportuno farla decantare per 10-15 minuti. Per risparmiare sulla bolletta dell’acqua si può adoperare l’acqua riciclata, come ad esempio quella che si usa per lavare la frutta e la verdura in cucina. C’è anche chi consiglia di usare la stessa acqua di cottura della pasta o delle verdure, dopo averla fatta raffreddare.

Chi dispone di un piccolo orto, potrà adoperare un semplice innaffiatoio o, in alternativa, usare un semplice tubo di gomma da attaccare direttamente alla rete idrica.
Per quanto riguarda i sistemi di irrigazione, i più comuni sono i classici irrigatori a goccia con tubi bucherellati. Questo tipo di impianto di irrigazione, una volta installato, potrebbe però ostacolare le lavorazioni del terreno e la rotazione libera delle colture. I moderni impianti di irrigazione sfruttano le innovazioni tecnologiche wireless, dei sensori di umidità che segnalano eventuali precipitazioni favorendo il risparmio di acqua.

Se si ha spazio a sufficienza, si può creare un piccolo bacino di decantazione oppure utilizzare una cisterna per acqua in plastica o in altro materiale resistente, dove accumulare acqua piovana da far decantare lasciando le impurità sul fondo. Il serbatoio di acqua piovana deve essere progettato in base al volume di acqua necessario per l’irrigazione: l’aspetto più critico consiste nella stima delle quantità di acqua da contenere.
Si deve provvedere poi a depurare le acque meteoriche dove si depositano materiali solidi ed inquinanti. A questo scopo è necessario un filtro che permette di trattenere il materiale di sedimento, ma si possono anche impiegare nello stesso bacino delle piante che agiscono da fitodepuratrici, come i giacinti d’acqua. Rispettando questi accorgimenti, sarà possibile risparmiare sul consumo di acqua da destinare al proprio orto, riciclando acqua piovana in un piccolo impianto di raccolta. I costi dipenderanno dal tipo di impianto e dai materiali utilizzati.

L’importanza della pacciamatura   

Per ottimizzare il consumo di acqua nell’orto, occorre partire da una corretta preparazione del terreno prima di procedere con la semina o la messa in dimora delle piantine. E’ bene sottoporre il terreno ad un’adeguata concimazione e sistemarlo con una buona vangatura, passaggio fondamentale che consente di trattenere una normale umidità ed evitare la formazione di ristagni.

Una tecnica molto consigliata è quella della pacciamatura, che riduce di molto la quantità di acqua persa dal terreno per evaporazione. Si crea intorno alle piante uno strato naturale formato da paglia, foglie secche, corteccia di pino, residui di potatura o di sfalcio, che degradandosi nel tempo andranno ad apportare anche un utile contributo in sostanza organica. In alternativa, la pacciamatura può essere realizzata con film plastici di vario spessore.
Ricoprendo il terreno si ostacola la crescita di infestanti e si favorisce la conservazione dell’ umidità. La conseguenza più diretta è che il suolo richiede di essere irrigato meno di frequente anche in estate: pertanto, la pacciamatura è un metodo consigliato soprattutto per tutti gli ortaggi che necessitano di un terreno costantemente umido e fresco.

Per risparmiare sul consumo di acqua nell’orto si può ricorrere anche all’uso del cippato o alla tecnica del BRF (bois raméaux fragmentés) che migliora la struttura del terreno usando ramaglia fresca (corteccia e foglie). Con questo metodo, si impiegano residui vegetali sminuzzati per fornire al suolo materia organica, in grado di rendere il terreno più soffice ed umido grazie alla presenza di un naturale strato di humus.

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