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Canapa legale in Italia: un “green business” alla riscossa

La canapa in Italia ha un’antica tradizione: agli inizi del Novecento, il nostro Paese era il secondo produttore al mondo. La canapa italiana rivestiva un ruolo importante nel mercato nazionale ed internazionale grazie ai prodotti da essa derivati (principalmente fibre tessili, carta, olio e semi) assicurando un’economia stabile per i territori adibiti alla sua coltivazione, come Emilia Romagna e Veneto, ma non solo: si stima infatti che fossero oltre 90.000 gli ettari destinati alla coltivazione della canapa in Italia.

Tuttavia, dagli anni Trenta in poi, si assistette al progressivo declino di questa coltura a causa dell’avvento delle fibre sintetiche, alla costituzione di interessi industriali e alle leggi proibizioniste, che classificarono erroneamente tutte le specie di canapa come sostanze stupefacenti, rendendone illegale la coltivazione e segnandone, di conseguenza, l’abbandono.

Oggi, dopo quasi 80 anni dalla sua messa al bando, la canapa sta finalmente tornando alla ribalta anche in Italia. Merito del rinnovato interesse verso i prodotti naturali e sostenibili, delle ricerche in campo farmaceutico e delle recenti modifiche legislative, che permettono agli agricoltori di intraprendere la coltivazione di alcune varietà di canapa considerate legali.

Cannabis legale, un mercato fiorente

L’Unione Europea ha stilato una lista di cultivar di canapa la cui coltivazione e commercio risultano legali (potete consultare l’elenco delle varietà di canapa legale cliccando qui). Queste piante presentano un contenuto di THC (il principio attivo responsabile degli effetti psicotropi della classica “marijuana”) inferiore allo 0.2% ovvero ai limiti imposti dalla legge, che prevede una tolleranza fino allo 0.6%. Il basso tenore di questa sostanza comporta la mancanza di qualsiasi effetto psicoattivo: i derivati di canapa ricavati da queste specie, dunque, non sono da considerarsi sostanze stupefacenti ed è consentita la loro coltivazione per diverse finalità, quali la produzione di fibre, sementi o infiorescenze.
Una caratteristica interessante dei derivati della cannabis è invece il contenuto di CBD, un metabolita non stupefacente che vanta, tra le altre, proprietà rilassanti, ansiolitiche, analgesiche e, sembrerebbe, anche antitumorali che rendono estremamente richiesti i prodotti a base di tale principio attivo.

cannabis legale come coltivarla

Il ritorno della canapa legale ha da subito riscosso un grande successo. Da un lato ci sono gli agricoltori, che vedono in questa coltura un potenziale “ritorno alle origini” in grado di generare interessanti ricavi, soprattutto in questa fase dove il prezzo del prodotto può raggiungere cifre anche considerevoli, in base alla qualità; il numero di aziende agricole di tutta Italia che ha deciso di investire sulla coltivazione della canapa legale, infatti, è in costante aumento e conta moltissimi giovani imprenditori. Dall’altro lato ci sono i consumatori, sempre più numerosi ed interessati ai prodotti derivanti dalla canapa (come cosmetici, farine, oli, biodiesel, fibre) generalmente con una coltivazione di tipo biologico, sempre più diffusi sia nei classici negozi, sia in punti vendita specializzati.

Come iniziare a coltivare canapa legale?

Chi desidera lanciarsi in questo “green business” iniziando a coltivare canapa legale in Italia, deve ovviamente attenersi ad alcune procedure. In primo luogo, è obbligatorio coltivare piante appartenenti alla lista delle varietà certificate, ovvero regolamentate dall’UE ai fini legislativi; sementi e talee devono presentare l’apposito cartellino, che va conservato insieme alla fattura d’acquisto per almeno 12 mesi. Sebbene non sia richiesta una specifica autorizzazione per coltivare cannabis sia in serra che in pieno campo, a scanso di equivoci è consigliabile comunque dichiarare la propria attività alle forze dell’ordine, rivolgendosi alla stazione di competenza in modo da attestare sin dall’inizio che la propria attività rientra nel rispetto della legge.
Va precisato inoltre che è vietato riprodurre le piante di canapa legale per seme o per talea: ad ogni ciclo colturale occorre quindi acquistare nuove sementi certificate.

Per iniziare a coltivare la canapa legale è sempre opportuno richiedere la consulenza di un agronomo esperto, in grado di seguire tutte le fasi della coltivazione e indirizzare al meglio l’imprenditore nelle sue decisioni. Sono presenti sul territorio anche numerose associazioni, sia a livello locale che nazionale, a cui è possibile rivolgersi per avere informazioni sulla filiera della canapa. questo link sono reperibili le disposizioni per la coltivazione della cannabis legale introdotte dal Ministero delle politiche agricole.

La legge prevede la coltivazione della canapa con le seguenti finalità:

  • per la trasformazione, l’impiego e il consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali;
  • per lo sviluppo di filiere territoriali che valorizzino i risultati della ricerca seguendo la la reale sostenibilità economica e ambientale;
  • per la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per l’industria;
  • per la realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica  dei terreni, attività didattiche e di ricerca.
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