Ambiente

Bonifica da amianto: come eliminare questo pericolo per la salute

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L’amianto, denominato anche asbesto, è un minerale ad alta composizione fibrosa. Per decenni è stato largamente utilizzato, soprattutto in campo edilizio, in virtù di alcune sue note caratteristiche: economico, versatile, resistente. Per questo motivo, l’amianto era impiegato in tutti i contesti in cui occorreva isolare e coibentare. Non c’è, dunque, da stupirsi, se gran parte degli edifici industriali degli anni ’50, ’60 e ’70, siano stati realizzati con finiture in amianto e, soprattutto di eternit, una miscela di amianto e cemento.

Solo nel 1992 (anno in cui è stata emanata la legge n. 257, che vieta di l’impiego dell’amianto in qualunque settore) è stato ufficializzato il potere cancerogeno del minerale: nel suo processo di naturale deterioramento, particelle invisibili ad occhio nudo si disperdono nell’aria, depositandosi nelle vie aeree dell’essere umano (e non solo), causando, nella maggior parte dei casi, malattie come il tumore ai polmoni, il mesotelioma, che aggredisce pleura e peritoneo; patologie della laringe e dell’intestino.

Elimina l’amianto dalla tua casa: come?

In questa guida vedremo i possibili scenari, nel caso in cui ci si appresti ad eliminare l’amianto dalla propria abitazione. Ma, prima di tutto, dove si può trovare? Premesso che questo materiale è stato utilizzato, in modo massivo, nei quattro decenni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nell’edilizia di quel periodo si trovano una pluralità di opere isolanti realizzati con l’amianto.

Questo veniva impiegato per realizzare:

  • rivestimenti dei tetti,
  • tubature discendenti degli edifici,
  • pavimentazioni in linoleum,
  • caldaie per riscaldamento centrale,
  • canne fumarie,
  • pannelli isolanti,
  • tramezzi,
  • soffitti e pannellature per vasche da bagno.

Come procedere alla bonifica dell’amianto

Per bonificare l’amianto dalla tua casa, è necessario contattare un’azienda specializzata nella bonifica e smaltimento, atteso che è categoricamente sconsigliato il fai da te, che metterebbe a rischio la tua salute e quella degli altri.

Bisogna affidarsi ad aziende, qualificate e iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali, come ad esempio in Lombardia, può essere la MBA Ambiente Milano.

Prima di tutto, il tecnico effettuerà un sopralluogo, valutando lo stato dell’arte, per definire quale azione sia opportuno intraprendere.

In genere, le procedure maggiormente impiegate nel processo di bonifica sono il confinamento e l’incapsulamento.

Il primo consiste nel realizzare una barriera, che viene posta tra le zone contenenti amianto da isolare e le restanti aree. Questa soluzione è adatta in quelle situazioni in cui sia necessario un accesso frequente all’area oggetto dell’intervento, che non può essere confinata completamente. Sarà necessario, in seguito, effettuare controlli periodici alla barriera, per controllarne lo stato manutentivo.

L’incapsulamento, invece, prevede l’applicazione di materiali coprenti sulla superficie di amianto, senza rimuoverla o spostarla. La barriera costituita dagli agenti coprenti può avere diversi spessori.

Tutti gli interventi di bonifica hanno dei lati positivi e negativi: tra i primi rientrano i costi più contenuti, rispetto alla rimozione totale, e tempistiche di esecuzione più brevi. Tra i secondi, il fatto che il problema amianto non è eliminato alla radice; inoltre, sarà indispensabile sostenere costi successivi all’intervento, per il controllo periodico dello stato dei prodotti usati per l’isolamento delle strutture in amianto.

Risultati immagini per amianto

La rimozione dell’amianto come soluzione finale

La rimozione o smaltimento dell’amianto, costituisce la soluzione definitiva al problema. Questo procedimento si articola in varie fasi: all’inizio, quella di incapsulamento, che prevede la copertura, in totale sicurezza, della superficie oggetto di intervento.

In un momento successivo, questa viene rimossa e sostituita da una idonea, dal punto di vista dei materiali e della sicurezza per la salute.

L’ultima fase concerne lo smaltimento del materiale di risulta, classificato nella categoria dei rifiuti speciali e, pertanto, soggetto a specifiche normative che ne regolano lo smaltimento finale.

Considerazioni finali

Sebbene ogni situazione debba essere considerata a sé, nella maggior parte dei casi, i tecnici specializzati del settore consigliano quasi sempre lo smaltimento dell’amianto, perché esso consente l’eliminazione del materiale potenzialmente nocivo. La bonifica, invece, costituisce una soluzione conservativa sicuramente più economica che, tuttavia, non elimina il problema.

In tutti i casi, è opportuno rivolgersi ad aziende che operano nel settore da anni, e che hanno maturato un sufficiente grado di esperienza: ciò consente loro di valutare la situazione nel suo complesso, e di consigliarvi gli interventi più adatti da eseguire.

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