Ambiente

Bike elettriche: in Italia esplode la passione per la mobilità sostenibile

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Nel nostro Paese è esplosa la passione per la mobilità elettrica. Una passione che ha evidentemente contagiato non solamente il mondo delle quattro ruote, forse più sensibile all’argomento – almeno, a livello mediatico, quanto anche il mondo delle due ruote a pedali. Osservando i dati dello scorso anno, Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha infatti auspicato che il 2019-20 possa essere il biennio della vera esplosione di questo comparto, favorito magari anche dalle offerte specifiche IrenGO auto e bike elettriche, una proposta innovativa che si rivolge a clienti privati, aziende e enti pubblici interessati a disporre di un servizio integrato e completo, che mette a disposizione anche una e-bike per spostamenti ambientalmente sostenibili.

Secondo i dati dell’associazione, sono state vendute più di 150 mila biciclette elettriche nel nostro Paese, con un tasso di incremento piuttosto considerevole, che lascia ben sperare che questo e il prossimo anno possano costituire l’anno del consolidamento di questo comparto, avente come protagonista un mezzo che raccoglie un consenso unanime tra popolazione e operatori, con potenzialità di mercato a regime in grado di arrivare fino alle 3 milioni di unità presenti sul territorio nazionale.

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Le dichiarazioni di Ancma non sono certamente casuali, ma derivano da una recente ricerca condotta su un campione di 3.200 persone, interpellate sulle proprie esigenze e sulle preferenze legate alla mobilità elettrica. Una ricerca dalla quale emerge chiaramente che l’e-bike è di grandissima tendenza, con un mercato in crescita che non sembra conoscere alcuna crisi, tanto da generare un fatturato che è oggi superiore ai 6 miliardi di euro, quale risultato del valore della produzione di biciclette e accessori, vacanze a due ruote e indotto.

Risultano comunque di rilievo anche altri dati che, evidentemente, mostrano quanti margini di sviluppo siano presenti in questo settore dell’economia. L’Italia è infatti il primo produttore europeo di biciclette, con 2,33 milioni di unità, ma nonostante più di 8 italiani su 10 vivano a meno di 30 minuti dal proprio luogo di lavoro, solamente 4 italiani su 100 utilizzano questo mezzo per recarsi al lavoro. Di qui, probabilmente, la necessità di un buon impulso: qualche incentivo che possa ampliare la platea di utilizzatori di biciclette e e-bike, aumentando gli spostamenti green da casa al lavoro.

I buoni esempi in tutta italiana non mancano. La provincia autonoma di Trento, ad esempio, ha previsto un finanziamento per le imprese che si impegnano a favorire la mobilità alternativa nei percorsi tra casa e lavoro, e l’acquisto di almeno una bicicletta elettrica da assegnare ai propri dipendenti. La regione Friuli Venezia Giulia, invece, ha distribuito circa 240 mila euro di contributi per acquistare bici a pedalata assistita, a coinvolgimento di più di 1.200 cittadini. Altri esempi virtuosi sono quelli di numerosi comuni, come quelli di Vicenza e di Bologna, che hanno fornito incentivi per l’acquisto di e-bike simili.

Insomma, qualcosa (ben più di qualcosa!) si sta muovendo, in attesa che il mercato possa giungere a un livello di ulteriore espansione nel breve termine.

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