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Il verde urbano a tutela del Diritto alla Salute


La
qualità dell’aria che respiriamo negli ultimi decenni è andata via via peggiorando. I fattori che incidono sulla “purezza” dell’aria che avvolge le nostre città sono molteplici e fra questi uno molto importante è la quantità e la qualità del verde urbano. Le origini di questi fattori possono essere due: naturali ed antropiche. Ovviamente le cause di inquinamento dell’aria su cui abbiamo il pieno controllo sono quelle originate da attività umane, mentre quelle naturali, che sono principalmente: effetto del vento; erosione del suolo; eruzioni vulcaniche; incendi e polline, possiamo dire che non sono controllabili.  Definiamo prima di tutto cosa si intende per qualità dell’aria e quali sono gli elementi nocivi per la salute umana.

Verde urbano, tuteliamo il nostro Diritto alla Salute

Il verde urbano unica arma contro il particolato

La qualità dell’aria nelle nostre città è direttamente collegata alla quantità di vegetazione in città e alle concentrazioni di particolato atmosferico di cui tanto si sente parlare. L’inquinamento è dato dalla presenza di polveri, fumi o vapori che in alte concentrazioni sono altamente nocivi per la salute, in particolare il PM10 comprende tutte quelle particelle solide o liquide con diametro uguale o inferiore ai 10 micron di metro ovvero 10 millesimi di millimetro.
La
pericolosità delle micro-particelle che respiriamo dipende dal loro diametro, più queste sono piccole (PM2.5) più possono penetrare in profondità all’interno dei polmoni causando tipiche patologie, una particella quindi sarà più nociva al diminuire delle sue dimensioni. Secondo la direttiva europea n. 50 del 21 maggio 2008 il limite per la protezione della salute umana è posto a 40 microgrammi ogni metro cubo d’aria di PM10, valore medio da non superare durante un anno. Altro limite posto dalla direttiva indica la concentrazione di 50 µm/m3 di particolato fine, livello giornaliero da non raggiungere più di 35 volte all’anno. Nella realtà questi limiti vengono superati spesso e gli effetti sulla salute sono palesi, nonostante ciò con la tecnologia che possediamo le emissioni possono essere più controllate rispetto un tempo, ma solo con una maggiore attenzione e gestione sensata da parte di tutti: amministrazioni, grandi imprese e singoli consumatori si potrà avere maggiore efficienza e pieno controllo delle emissioni.

Verde urbano, tuteliamo il nostro Diritto alla Salute

Il verde urbano e l’abbattimento degli inquinanti

Il Verde urbano in tutto questo può essere visto come un enorme filtro, infatti gli alberi ad alto fusto e ben ramificati possono intrappolare una gran quantità di particolato atmosferico. Sulle foglie e sui rami del verde urbano si accumulano polveri e smog che con le piogge vengono lavati a terra. Le particelle contenute nel flusso d’aria, quando incontrano un ostacolo quale il verde urbano, perdono di energia e se non interessate da altre turbolenze, precipitano al suolo non rappresentando più un problema per la qualità dell’aria. E ancora, durante i mesi più freddi lo sbalzo termico tra il giorno e la notte, sull’enorme superficie che offrono i rami e le foglie del verde urbano si condensa il vapore intrappolando le micro-particelle di polvere che cadono a terra sotto forma di gocce.Verde urbano, tuteliamo il nostro Diritto alla Salute

Le tecnologie per monitorare gli inquinanti

Da qualche anno si stanno perfezionando tecniche di rilevamento da remoto per il monitoraggio delle concentrazioni degli inquinanti più diffusi in atmosfera come PM10; PM2.5; CO; SO2; O3; NO2; ecc. Le tecniche di remote sensing si basano su analisi di immagini satellitari scattate con particolari sensori in grado di catturare le interazioni, delle onde elettromagnetiche emesse, con il mezzo che in questo caso è l’atmosfera. Con questo sistema si possono incrociare dati territoriali con dati qualitativi in modo da collocare in modo preciso ed efficace gli investimenti per il miglioramento della qualità dell’aria.

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