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Un modo diverso di vedere il prato, la Gramigna

La Gramigna (Cynodon dactylon), da sempre considerata l’infestante per eccellenza, nemica di agricoltori e giardinieri, è oggi soggetta a intensi programmi di selezione genetica che hanno portato alla formazione di numerose cultivar utilizzabili proprio nei tappeti erbosi.
L’uso di questa specie erbacea per il prato si è dimostrato molto interessante nel nostro territorio per i numerosi vantaggi che è in grado di offrire. Con l’innalzarsi delle temperature il giardino abbisogna di più frequenti interventi irrigui; in particolare il tappeto erboso è il primo che risente dei periodi di siccità e per garantire una qualità estetica elevata richiede numerose (e onerose) irrigazioni.

Il tema dell’uso dell’acqua in giardino è sempre più criticato a fronte di un aumento della richiesta di acqua potabile e della parallela diminuzione della risorsa idrica. Spesso infatti, per l’irrigazione di piccoli giardini dove i costi per lo scavo di un pozzo non sono giustificabili, viene utilizzata acqua potabile che, pur garantendo una efficace irrigazione, comporta costi di gestione non trascurabili e una drastica riduzione della quantità di acqua disponibile, fattore critico soprattutto in alcune zone del centro e del sud Italia.

Macroterme da tappeto erboso: caratteristiche e vantaggi

A seconda della temperatura, le specie da tappeto erboso possono essere distinte in macroterme e microterme.
Le macroterme sono specie erbacee originarie delle zone a clima caldo umido o arido: di conseguenza, sono piante adattate a resistere bene a temperature elevate. La crescita è ottimale avviene infatti con temperature superiori a 27 °C, ma l’ attività fotosintetica è regolare sino a 35-38 °C. 
Quando la temperatura media giornaliera scende sotto agli 8-10 °C, le macroterme entrano in riposo vegetativo, arrestando la crescita ma continuando ad essere vitali anche fino a -18 °C. Nei climi temperati, queste graminacee entrano in dormienza nel periodo autunnale per poi riprendersi in primavera con l’incremento termico, quando la temperatura del terreno raggiunge circa i 15 °C.prato


L’entrata in dormienza  per le specie macrotereme avviene in settembre; successivamente perdono colore e disseccano. Il superamento del periodo sfavorevole è reso possibile grazie alle riserve accumulate nelle zone della corona, nei rizomi e negli stoloni: le radici delle macroterme sono molto sviluppate e possono raggiungere una profondità di 2 metri.

Le specie macroterme (che oltre al Cynodon includono molti altri generi come Zoysia, Buchloe, Paspalum, Stenotaphrum, Pennisetum etc.) possono contribuire a risolvere in parte l’esigenza di un’irrigazione abbondante e frequente per il prato. Come detto in precedenza, il tappeto erboso è la zona più critica del giardino se considerato dal punto di vista degli apporti idrici; la formazione di un prato di macroterme offre diversi vantaggi, che vanno oltre le scarse esigenze irrigue. I più importanti sono sicuramente:

– una buona velocità di insediamento;
– la tolleranza ai tagli bassi (specie rizomatosa stolonifera);
– l’ eccellente potenziale rigenerativo;
– un’ ottima velocità di rigenerazione;
– una buona resistenza al calpestamento;
– l’ eccellente resistenza alla siccità e alte temperature;
– la bassa suscettibilità alle malattie;
– l’ adattabilità ai diversi tipi di terreno;
– la tolleranza ad un ampio range di pH;
– una buona resistenza alla salinità.

L’utilizzo di tali specie stenta ancora a prendere piede a causa dell’aspetto che assume il tappeto erboso nei mesi invernali, con il manifestarsi dell’ingiallimento tipico del prato durante il periodo di riposo vegetativo delle macroterme. Secondo alcuni, questa stagionalità crea colorazioni piacevoli che apportano al giardino un valore aggiunto: questo evolversi di colori durante i mesi dell’anno permette di avere effetti cromatici sempre diversi e molto suggestivi, tant’è che in molte zone degli U.S.A. il tappeto erboso in gramigna e affini sta diventando una tendenza che coinvolge sia i giardini privati, sia grandi aree di prestigiosi campi da golf, soprattutto negli stati in cui l’irrigazione deve sopperire a siccità ingenti e temperature estreme. Di contro, c’è più di qualcuno che non apprezza questa colorazione invernale del tappeto erboso, che rispetto al verde brillante a cui siamo abituati, può far a pensare ad un’incuria del prato.
Come tutte le innovazioni, anche il tappeto erboso in macroterme necessita di tempo per essere accettato ed apprezzato, ma una volta insediato saprà dare enormi soddisfazioni sia in campo estetico sia in quello economico.

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Valentino Dal Ben

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