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Tetto verde: sistemi intensivi, estensivi e ibridi

La creazione di un tetto verde consente l’inserimento di una vasta gamma di piante a seconda della portata del tetto. In linea di massima, la vegetazione inserita nel tetto ed alcuni accorgimenti costruttivi che ne favoriscono l’insediamento e il pubblico utilizzo, consentono di classificare i tetti verdi in tre macro-categorie:

– i tetti verdi intensivi (giardini pensili)

– i tetti verdi estensivi

– i tetti verdi ibridi

Queste categorie differiscono su due aspetti: il primo è un aspetto tecnico, ovvero lo spessore del substrato utilizzabile, che dipende dalla portata del tetto e che determina una scelta quasi obbligata per quanto riguarda la vegetazione utilizzabile. Il secondo aspetto riguarda la tipologia di installazione, effettuata valutando obbiettivamente tutte le possibilità e progettando la più adatta al luogo, al clima e alle necessità del cliente.

I tetti verdi intensivi

I tetti verdi intensivi sono simili a quelli costruiti sin dall’antichità, il cui utilizzo era affine a quello di un giardino convenzionale. Le piante tendono ad essere mantenute nello stesso modo in cui vengono coltivate in un giardino a terra. La profondità del terreno è di almeno 15 cm e, aumentando questo spessore, è possibile installare una gamma di piante sempre più ampia arrivando fino a piccoli alberi con strati colturali di almeno 1 m. Con substrati inferiori al metro possono comunque essere installati tappeti erbosi o piante tappezzanti che richiedono comunque una regolare manutenzione, ma, allo stesso tempo, contengono i costi ed il peso gravante sulla struttura grazie alla possibilità di essere adagiati su di un substrato più sottile. Essendo veri e propri giardini, sono attrezzati per la più totale vivibilità e quindi possono anche includere strutture, giochi d’acqua e addirittura piscine. Il costo di questa tipologia di superficie è indubbiamente più alto delle altre, ma è l’unico che produce tutti i vantaggi che possono derivare da un tetto verde fruibile.Tetti verdi ibridi, intensivi o estensivi?

I tetti verdi estensivi

I tetti verdi estensivi non sono realizzati per l’uso regolare dell’uomo. Solo se le strutture dello stabile sottostante lo consentono, possono essere incorporati spazi con percorsi usufruibili e bacini di raccolta dell’acqua. Questa tipologia di spazi a verde è vista come più “ecologica” e sostenibile in termini di limitata richiesta d’input (acqua, peso e manutenzione) rispetto al tetto verde intensivo. La profondità del substrato è minima, compresa tra 2 e 15 cm, riducendo così l’ammontare di peso aggiunto allo stabile. La scelta varietale per queste tipologie deve tenere conto del limitato spessore di coltura, restringendo di fatto le possibilità all’impiego di piante poco esigenti. In tutte le tipologie vegetali adatte ai tetti verdi estensivi va fatta una minima manutenzione, solo in caso di necessità, e delle bagnature nel periodo di attecchimento della vegetazione. Le varietà inseribili sono tendenzialmente più economiche rispetto ai tetti verdi intensivi, sia per l’acquisto, sia per l’ordinaria manutenzione nel tempo.

I tetti verdi semi-estensivi o tipologie ibride

La semplice classificazione che contrappone la tecnica intensiva ed estensiva descritta sopra, non è così netta. Nonostante questi termini siano utilizzati in senso più ampio, essi sono molto restrittivi. I tetti verdi vengono classificati come intensivi o estensivi, ma non esistono ragioni per cui elementi e funzionalità di entrambi non possano coesistere nello stesso progetto. I tetti estensivi si stanno sempre più affinando, ma tendono ad avere lo stesso aspetto in tutto il mondo. Le considerazioni estetiche non sono sempre di fondamentale importanza e fino a qualche tempo fa promuovere la biodiversità era un aspetto secondario. Analogamente, non vi è alcuna ragione per cui gli approcci ecologici ne limitino il loro accesso da parte dell’uomo. Ci sono buoni motivi per utilizzare tecniche estensive e semi-estensive in tetti accessibili, combinando eventualmente piante erbacee di grandi dimensioni a piccoli alberi in contenitore o fioriere strategicamente poste per creare giardini pensili contemporanei che risultano molto più sostenibili rispetto a quelli del passato.

Il tema ecologico, in un tetto verde, può essere esteso al riciclo e stoccaggio dell’acqua o allo sfruttamento dell’energia solare ed eolica, tutti interventi che pur necessitando un discreto investimento iniziale possono portare in seguito ad eliminare i costi energetici dell’intero edificio. Lo sviluppo della biodiversità non deve essere limitato a tetti invisibili ed inaccessibili: si possono applicare svariati approcci creativi che massimizzano i benefici sia per le persone che per la fauna selvatica. Il futuro dei tetti verdi sta diventando un futuro ibrido, dove i migliori elementi della tradizione vengono combinati per creare tetti sostenibili da un punto di vista ambientale e gestionale. I tetti semi-estensivi, invece, sono ottimali per spaziare con la creatività nella progettazione, quando questi siano visibili e fruibili. Hanno la stessa filosofia dei tetti estensivi (bassa o assente manutenzione, utilizzo di substrati leggeri e tecniche di costruzione simili), ma presentano strati di terreno leggermente più profondi (spessore 10-20 cm) che consentono una gamma più ampia di piante che possono essere inserite a costituzione di superfici ancora più uniche ed originali.

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