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Tillandsia, la pianta senza radici che purifica l’aria

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Tillandsia è un genere di piante che comprende oltre 500 specie, tutte accomunate da una grande particolarità che le rende estremamente affascinanti: traggono il loro sostentamento direttamente dall’aria.

Al contrario di moltissime altre specie, queste piante non presentano un apparato radicale sotterraneo e non abbisognano quindi di essere collocate nel terreno per sopravvivere.
La Tillandsia è infatti una pianta epifita, originaria di diverse zone dell’ America Latina dai climi  disparati: cresce naturalmente su fusti e rami degli alberi, ma anche su rocce, pali e fili elettrici, che fungono da sostegno. Da qui si spiega perchè le piante del genere Tillandsia vengano comunemente chiamate anche “piante aeree”.

Questa particolarità è un adattamento sviluppato proprio in funzione del loro habitat naturale: nelle foreste tropicali la volta delle chiome raggiunge altezze considerevoli, formando uno strato denso e rigoglioso che impedisce alla luce di filtrare attraverso, rendendo difficile lo sviluppo di specie vegetali a livello del suolo.
Spostandosi in zone più “favorevoli” alla crescita, e quindi ad altezze maggiori, la Tillandsia ha sviluppato organi che svolgono esclusivamente una funzione di ancoraggio e sostegno anzichè di assorbimento, come avviene per le radici delle piante coltivate in terra.Piante aeree. Tillandsia usneoides by Chris Booth

Quindi, come si procura il nutrimento di cui ha bisogno per sopravvivere?

Il “segreto” sta nei tricomi, di cui l’epidermide della pianta è ricoperta e che conferiscono il caratteristico aspetto vellutato ad alcune specie. Queste strutture captano l’umidità atmosferica, così come i sali dilavati e il pulviscolo che si deposita su di esse: la Tillandsia è in grado di assorbire questi elementi ed utilizzarli per il suo sostentamento.
Da numerosi studi condotti su queste piante, è emerso come questa loro caratteristica svolga un’azione estremamente efficace nel purificare l’aria dagli agenti contaminanti che vi si accumulano. Una volta catturati dai tricomi, gli inquinanti vengono assorbiti e metabolizzati dalla pianta che in questo modo elimina -tra gli altri- anche i cosiddetti IPA (idrocarburi policiclici aromatici), ovvero particelle derivate dall’utilizzo di combustibili fossili, sospettate di essere potenzialmente cancerogene.

Questo fa della Tillandsia una specie utile sia come bio-indicatore della qualità dell’aria, sia come sistema di purificazione naturale, se presente in grandi quantità; a questo proposito, un’interessante ipotesi che si sta facendo strada è la possibilità di utilizzare pannelli coltivati a Tillandsia ponendoli in prossimità di luoghi molto trafficati, come autostrade e centri urbani. Tuttavia, questa spettacolare pianta senza radici può essere coltivata anche nel giardino di casa, se non addirittura in interno, con pochi ma opportuni accorgimenti.

 Come coltivare la Tillandsia

In primo luogo va tenuto ben presente che si tratta di una pianta nativa delle foreste tropicali. Questo non significa che sia impossibile da crescere nei nostri climi, ma che occorre fare attenzione soprattutto ai fattori di luce e temperatura. La Tillandsia va posta in luoghi luminosi ma al riparo dai raggi solari diretti. Se coltivata all’interno, sono da prediligere locali ben aerati che favoriscono gli scambi gassosi, mentre all’aperto va collocata in mezz’ombra. La resistenza al freddo varia a seconda della specie; in linea di massima le piante vivono fino a temperature minime di 5-10 gradi, ma alcune possono resistere fino a diversi gradi sotto lo zero. E’ importante avere l’accortezza di evitare bruschi sbalzi di temperatura nel caso in cui dovesse essere necessario riparare la Tillandsia durante la stagione fredda.

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Irrigazione

In estate, quando il clima si fa particolarmente arido, è necessario effettuare frequenti interventi irrigui con acqua nebulizzata. In caso di forte stress idrico, è possibile intervenire con alcune irrigazioni per immersione, bagnando completamente la pianta per pochi secondi con acqua a temperatura ambiente,
preferibilmente non calcarea per evitare la formazione di depositi. Per interventi irrigui ottimali è consigliabile raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana, già ricca di sostanze che possono agevolare lo sviluppo della pianta.
In ogni caso è essenziale prevenire qualsiasi forma di ristagno al fine di evitare marciumi.
La quantità di acqua da somministrare e la frequenza degli interventi irrigui variano in funzione delle caratteristiche ambientali in cui si trova la pianta; in caso di ambienti particolarmente secchi, magari con presenza di condizionatori o termosifoni che diminuiscono il quantitativo di umidità dell’aria, sarà necessario bagnare spesso la Tillandsia per assicurarle un adeguato livello di idratazione.

Concimazione

Proprio per il suo peculiare meccanismo di assorbimento delle sostanze nutritive, la Tillandsia non necessita di troppe concimazioni, anzi: è fondamentale non eccedere nel dosaggio di fertilizzante per evitare ustioni alla pianta. Normalmente un solo intervento è sufficiente a soddisfare il fabbisogno della pianta per lunghi periodi, consentendo di svolgere concimazioni molto distanziate nel tempo. Sono adatti i comuni concimi per piante fiorite con proporzioni equilibrate di macro e micro elementi, a patto di ridurre drasticamente l’apporto consigliato.

Il fertilizzante deve essere disciolto nell’acqua prima di immergervi la pianta.

Fioritura

Il periodo di fioritura della Tillandsia varia a seconda della specia coltivata, ma in linea generale va dalla tarda estate fino all’autunno. Il getto fiorale porta all’apice delle brattee colorate, al cui margine spuntano i fiori, generalmente di colore diverso e di breve durata. Al termine della fioritura, quando lo stelo dissecca completamente, può essere rimosso con l’accortezza di disinfettare le lame dell’attrezzo prima della potatura, al fine di scongiurare il veicolo di agenti patogeni.Piante aeree by Kyknoord

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