Agri-culturaColtivazione

Festa della Donna, i 70 anni di storia della Mimosa

La scelta della mimosa come simbolo della Festa della Donna (8 Marzo) non ha un significato ideologico, ma piuttosto legato al periodo storico in cui la Giornata Internazionale della Donna ha iniziato ad essere celebrata anche in Italia: un fiore semplice ma profumatissimo, che sboccia agli inizi di Marzo in abbondanti racemi; una pianta pioniera, facile da reperire, che cresce senza difficoltà anche nei nostri giardini (temperature permettendo).

Regalare alle donne un ramoscello di mimosa in questo giorno è ormai una tradizione consolidata (ogni anno si stimano oltre 16 milioni di mazzetti venduti!), ma forse non tutti sanno che la storia di questo simbolo è nata esattamente 70 fa, nel 1946, in concomitanza con la fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia.Festa della Donna e Mimosa: 70 anni di storia

Quali sono le origini della Festa della Donna?

Per capirlo bisogna risalire agli inizi del Novecento, quando già in alcuni Stati si mobilitavano battaglie per la rivendicazione dei diritti femminili; il 3 maggio 1908, al Garrick Theater di Chicago, fu organizzata una conferenza dedicata alle donne e chiamata per l’appunto “Woman’s Day“, il “Giorno della Donna“. L’obiettivo era discutere del diritto di voto alle donne, dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie (costrette a turni massacranti in cambio di un misero salario) e delle discriminazioni sessuali fin troppo radicate nella società dell’epoca.
A questa conferenza seguì la volontà, da parte di alcune associazioni politiche femminili, di designare ogni ultima domenica di Febbraio come giornata per manifestare a favore dei diritti delle donne. Dopo breve tempo la tendenza si diffuse anche in alcuni paesi europei, seppure in giorni diversi e spesso accorpata ad altre manifestazioni, senza ripetersi con costanza di anno in anno.

Fu soltanto dopo la fine della Guerra, in concomitanza con l’approvazione della “Carta della donna” da parte dell’ONU, che la ricorrenza dell’8 Marzo iniziò ad essere celebrata in tutta Italia e venne scelta la mimosa come simbolo della festa della donna, secondo un’idea delle ex partigiane e parlamentari Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei.Festa della Donna e Mimosa: 70 anni di storia

Coltivare la mimosa in vaso e in giardino per la Festa della Donna

La mimosa (Acacia dealbata) è una pianta arbustiva sempreverde: una leguminosa originaria dell’Isola di Tasmania, in Australia, e giunta in Europa a partire dal XIX secolo, dove si è rapidamente diffusa grazie al suo apprezzatissimo aspetto ornamentale. Com’è facile intuire, cresce rigogliosamente in zone dal clima mite e non tollera estremi termici prolungati, come inverni particolarmente rigidi con temperature al di sotto dei -5/-10°C. In Italia prospera sulle zone costiere, ma si adatta bene anche nell’entroterra: nelle aree soggette a gelate è preferibile la coltivazione in vaso, in modo da ripararla quando le temperature subiscono un calo drastico. La fioritura, a seconda della zona, va dalla fine Febbraio agli inizi di Aprile. La pianta di mimosa può essere coltivata anche in piena terra, prediligendo zone del giardino protette da raffiche di vento per evitare che i rami più sottili e i racemi dei fiori si spezzino. Il terreno ideale per la coltivazione della mimosa è fresco, ben drenato e leggermente acido: è consigliabile aggiungere al substrato universale della torba o del terriccio per acidofile ad ogni rinvaso, in quanto il pH del substrato potrebbe tendere a valori alcalini in seguito ad irrigazioni con acqua calcarea, con ripercussioni anche evidenti sulla fioritura e sulla chioma.

La mimosa predilige esposizioni soleggiate e non richiede abbondanti irrigazioni, soprattutto se coltivata in piena terra; annaffiature moderate e costanti nei mesi più caldi, progressivamente ridotte con il passare della stagione, saranno sufficienti per garantire alla pianta un adeguato apporto idrico. Per le piante in vaso è consigliata una concimazione periodica da effettuare in primavera. La mimosa non va posta in stretta vicinanza con altri esemplari; si tratta infatti di una specie che, in habitat favorevoli, tende ad uno sviluppo vigoroso e può diventare molto competitiva a livello di apparato radicale. Gli interventi di potatura possono essere limitati all’età giovanile della pianta, sempre dopo il periodo di fioritura, per contenere la crescita dei rami e indirizzare il portamento della chioma fino a raggiungere un corretto equilibrio di accrescimento.

Le piante in commercio sono generalmente prodotte per innesto su Acacia retinoides (specie più tollerante al calcare) o per seme, a partire da quelli contenuti nei legumi prodotti dalla fruttificazione della mimosa. La propagazione per talea è possibile ma poco praticata, a causa dello scarso tasso di radicazione delle marze: a tal fine è utile servirsi di appositi ormoni radicanti.

Festa della Donna e Mimosa: 70 anni di storia

Commenti

commenti

Previous post

Concorso internazionale per coprire l'Arena di Verona

Next post

Fitofagi degli agrumi: Icerya purchasi

Anna Mastellaro

Anna Mastellaro