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Piante transgeniche, le colture OGM più diffuse

Le scoperte scientifiche dello scorso secolo nel campo della genetica e della biologia molecolare hanno permesso di sviluppare tecnologie in grado di modificare il patrimonio genetico di organismi come piante, animali, virus e batteri. Da questo sono nati i cosiddetti Organismi Geneticamente Modificati (OGM), da anni oggetto di accesi dibattiti tra chi li considera una potenziale risorsa in grado di aprire nuove strade alla scienza e chi li vede come una minaccia al patrimonio della biodiversità naturale attraverso le piante transgeniche.
Questo articolo non vuole schierarsi a favore o contro gli OGM, ma solamente essere fonte di informazione basata sui dati delle più recenti ed attendibili ricerche.

Cosa sono le piante transgeniche?

La normativa vigente dell’Unione Europea (Direttiva 2001/18/CE) definisce gli OGM come “organismi il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l’accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale”.

Una definizione che ha fatto, e sta facendo tutt’ora molto discutere.

Quando si parla di piante transgeniche, quindi, si intendono vegetali prodotti a partire da una cellula in cui sono stati inseriti dei geni (detti transgeni) appartenenti ad altre specie, al fine di far sviluppare caratteri utili (“gain of function” come nel caso della resistenza ad alcune malattie) o, viceversa, per far perdere a queste piante alcune caratteristiche indesiderate (“loss of function”). Ciò avviene attraverso tecniche di ingegneria genetica che consentono di alterare il DNA, aggiungendo o togliendo determinate sequenze di geni che controllano i caratteri da modificare. Questa tecnologia del DNA ricombinante, permette quindi di trasferire geni da un organismo ad un altro, il quale non avrebbe avuto modo di acquisirli spontaneamente.

Piante transgeniche, le colture OGM più diffuse

Perché le piante transgeniche?

Le piante OGM hanno iniziato ad essere introdotte in coltura dalla metà degli anni ’90 a fronte di motivazioni prettamente economiche, legate ai costi e alla produzione: da allora fino ad oggi, la diffusione di colture OGM ha subito un incremento esponenziale. I principali obiettivi per cui vengono coltivate piante transgeniche sono:

  • Ottenere rese unitarie superiori e tecniche colturali più agevoli e meno costose (per quanto riguarda la resistenza a malattie, erbicidi e stress ambientali)
  • Ottenere un miglioramento delle caratteristiche qualitative, nutrizionali e di interesse industriale dei prodotti (es.più vitamine, meno grassi saturi, minor carica allergenica)
  • Dar luogo alla produzione di biofarmaci e biopolimeri

Diffusione delle colture OGM: alcuni dati

Nel 2015 è stato stimato che le piante transgeniche siano coltivate da circa 18 milioni di coltivatori ed aziende agricole, distribuiti in 28 Paesi di tutto il mondo, su una superficie complessiva di circa 180 milioni di ettari. Gli USA sono al primo posto per quanto riguarda la superficie agricola dedicata alle colture OGM, seguiti da Brasile, Argentina, India e Canada. Anche in Europa esistono colture OGM a scopo sperimentale, sia controllate sia in campo aperto, soprattutto in Spagna, Germania, Romania e Repubblica Ceca.

Ad oggi, le piante transgeniche maggiormente diffuse risultano essere quelle con caratteristiche di resistenza agli erbicidi: la coltura OGM principale è infatti la Soia Roundup Ready, resistente all’omonimo erbicida Monsanto di cui si è parlato in questo articolo: basti pensare che circa l’83% della soia coltivata globalmente è di tipo OGM! A seguire troviamo mais, cotone e canola (una varietà di colza).

Nel complesso, le varietà OGM brevettate sono moltissime; alcune hanno riscosso un grande successo mentre altre, dopo essere state introdotte in coltura, sono state progressivamente abbandonate. Le specie OGM autorizzate alla coltivazione, ad oggi, sono oltre 30: ricordiamo la patata (come la varietà “New Leaf” resistente alla Dorifora e la “Amflora”, con impiego non alimentare per la produzione di carta e collanti), il riso (ad esempio il “Golden Rice” migliorato dal punto di vista nutrizionale), la barbabietola, la canna da zucchero, il pomodoro, la papaya e il tabacco.

Piante transgeniche, le colture OGM più diffuse

Anche nel campo delle ornamentali esistono varietà OGM: in questo caso l’introduzione di transgeni è finalizzata principalmente all’ottenimento di nuove caratteristiche di interesse estetico, come la modifica del colore e della variegatura dei fiori nella Petunia, ma anche esperimenti più eclatanti come le ortensie fluorescenti, trasformate usando geni di medusa in grado di conferire la particolare luminescenza.

Il dibattito sull’etica degli organismi geneticamente modificati e sui loro effetti sulla salute e sull’ambiente rimane sempre un tema scottante e ricco di contraddizioni, ma è certo che la ricerca in questo campo non accenna a fermarsi: sono infatti diversi i casi in cui sono state rilevate potenziali applicazioni delle piante OGM non solo in ambito agricolo ma anche farmaceutico, come risorsa per la sperimentazione di vaccini contro malattie come AIDS, papilloma virus ed epatiti. Un delicato equilibrio, insomma, tra rischio e progresso.

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