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Piante originali che forse ancora non conosci

Vogliamo portare alla vostra attenzione alcune varietà di piante originali, ideali per professionisti e amanti dello xeriscaping. Queste piante sono tutte accomunate dalla grande resistenza alle alte temperature e alla siccità, proponendosi come scelta più adegua per tutte quelle situazioni in cui si vuole avere vegetazione e colori in luoghi aridi senza il costante pensiero e costo dell’irrigazione.

Lithops optica ‘Rubra’

Pianta succulenta della famiglia delle Aizoaceae, appartenente al genere Lithops, che comprende tutte quelle piante comunemente chiamate “pietre viventi”. Proviene dalla Namibia, più precisamente dalle zone a sud di Lüderitz, in Africa. Il termine “lithops” significa sasso o pietra, mentre “opticus” deriva dal latino e significa occhio. Possiede un fogliame carnoso color porpora e porta un fiore bianco sfumato di piccole dimensioni rispetto ad altre della stessa specie. Il Lithops richiede una posizione in mezzombra, ha una crescita lenta e cambia le foglie una volta all’anno. La sua coltivazione non è delle più facili perchè, come tutte le piante originali di questo genere, teme l’umidità, tanto da preferire un terreno sabbioso che si asciuga rapidamente (il pane di terra in vaso deve essere piccolo). In estate necessita di poca irrigazione, tollera ampiamente temperature sino ai 40 °C ma non resiste a temperature di troppo inferiori allo zero. Questa pianta si propaga per seme (molto piccoli, anche di 1 mm) in un periodo variabile in base all’ apertura dei frutti che si schiudono ad uno specifico tasso di umidità dell’ambiente.Piante originali

Aloe polyphylla

Questa pianta è una cactacea della famiglia delle Xanthorrhoeaceae, di difficile coltivazione: le sue foglie sono collocate a spirale, e possono seguire sia un senso orario che antiorario. Le foglie sono di colore grigio-verde, sfumate sulle punte color porpora. Alle nostre latitudini non presenta fioritura, ma nel suo habitat naturale produce in primavera delle infiorescenze rosse. A fine fioritura è sufficiente eliminare le foglie danneggiate e l’infiorescenza secca. Per quanto riguarda le temperature, questa pianta sopporta bene un clima temperato freddo, sopravvivendo anche sotto la neve. Il substrato deve essere adatto alle Cactacee, con un buon livello di drenaggio, e può essere utilizzato anche per la propagazione attraverso il seme. I pochi parassiti in grado di attaccarla  si riducono ad alcune cocciniglie.

Piante originali

 Lapidaria margaretae

Si tratta di una succulenta di piccole dimensioni, appartenete alla famiglia delle Aizoaceae: originaria del sud Africa, può assumere diverso aspetto a seconda del substrato su cui viene coltivata. Presenta un fusto molto ridotto da cui si sviluppano grandi foglie carnose color verde-grigio, appaiate a formare piccoli cespi. Questa succulenta non cresce molto, ma in piena estate produce fiori di grandi dimensioni, costituiti da ciuffi di lunghi petali sottili di colore giallo o arancione.

La Lapidaria necessita di posizioni in pieno sole, teme molto il freddo (la temperatura minima sopportata è di 10°C) e deve essere protetta o trasferita in coltivazione indoor durante l’inverno. Come la maggior parte delle piante succulente, non necessita di grandi quantità d’acqua e richiede un terreno ben drenato ma, a differenza di altre, preferisce i suoli fertili e ricchiLa moltiplicazione della Lapidaria avviene per seme, utilizzando i semi freschi dell’anno. Si accontenta di semplici semenzali con sabbia e torba in parti uguali mantenuti a temperature costanti fra i 15-18°C; a germinazione avvenuta, occorre mantenere il semenzaio abbastanza umido fino a che le plantule non siano abbastanza grandi da essere travasate. Queste piante originali non gradiscono eccessiva umidità atmosferica e vengono facilmente attaccate da cocciniglia, da acari e talvolta da funghi, che possono causare maculature sulle foglie.Piante originali

Morea tortilis

Questa bulbosa, descritta da Peter Goldblatt nel 1977, fa parte della famiglia delle Iridaceae ed  è anche conosciuta come Spiral Grass: si tratta di una pianta che si sta facendo molto conoscere per le sue particolari caratteristiche ornamentali, come la morfologia del fogliame. Originaria di una piccola regione che si trova fra la Namibia e il Sud Africa, necessita di posizioni in pieno sole e di terreni ben drenati riuscendo a resistere senza troppi problemi ai periodi di siccità. Il bulbo solitamente cresce fino a 2,5 cm di diametro e sviluppa una vegetazione di foglie carnose arricciate non più alta di 15 cm, di un colore verde acceso. Questa pianta ha un lungo periodo di fioritura, che va da metà primavera fino a fine estate: i singoli fiori possono assumere colorazioni bianche, blu o gialle e sono di breve durata.

Gethyllis spiralis

Comunemente chiamata Koekmakranka, fa parte della famiglia delle Amaryllidaceae. Questa pianta è una bulbosa perenne originaria di Sandveld, una provincia del Sud Africa e deve essere coltivata in specifici terreni per lo xeriscaping e con scarse innaffiature durante tutto l’anno. Non cresce molto e generalmente si mantiene al di sotto dei 15 cm. Viene molto apprezzata per il suo caratteristico fogliame a “cinghia”, grigio verde, che si sviluppa come singole spirali erette dal piccolo fusto. Il fiore bianco crema spunta a metà estate, è molto profumato e in grado di diffondere un aroma fruttato molto gradevole. Questa pianta deve essere coltivata indoor alle nostre latitudini perché non è in grado di sopportare temperature inferiori ai 6 °C. Viene propagata per moltiplicazione del bulbo o attraverso la semina.

Astrophytum Onsuka

Questa pianta è una succulenta appartenente alla famiglia delle Cactacee. Il suo nome deriva dal greco “astèr” (stella) e “phytòn” (pianta), per la caratteristica forma. È originaria di alcuni piccoli areali del Messico e vive normalmente in terreni semi-aridi e leggermente calcarei. Gli Astrophytum hanno un fusto globuloso formato da quattro ad otto sezioni, divise tra di loro da solchi più o meno profondi. I fiori gialli o giallo-rossi si sviluppano dalla sommità del fusto.

L’elemento più caratterizzante di queste piante originali rispetto alle altre Cactaceae è la presenza dei numerosi punti bianchi in rilievo, sparsi sul tutto il fusto. La funzione principale di queste maculature è quella di consentire alle piante di mimetizzarsi negli ambienti rocciosi in cui sono normalmente inserite, allo scopo di ridurre la possibilità di predazione da parte degli animali. L’Astrophytum necessita di un substrato molto drenato composto da terra, torba e sabbia, con una piccola aggiunta di calce agricola per garantire basicità al terreno. Le annaffiature dovranno essere regolari nei periodi estivi ed assenti in inverno, avendo cura che non si formino ristagni, essendo questa pianta molto sensibile ai marciumi. Durante l’inverno devono essere protette in coltivazioni indoor, in quanto non sopportano temperature inferiori ai 4 °C. La crescita è molto lenta e le operazioni di rinvaso sono necessarie ogni 4-5 anni. La riproduzione dell’Astrophytum avviene tramite un grosso seme in un semenzale di terra e sabbia non compattata, mantenuto ad una temperatura di circa 21 °C, che germoglierà in pochi giorni.Piante originali

Crassula ‘Buddle Temple’

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Crassulaceae ed è un ibrido tra Crassula pyramidalis e Crassula perfoliata var. ‘Minor’. L’aspetto è molto particolare: forma una rosetta alta 15-30 cm, colonnare, con foglie densamente sovrapposte di color grigio-verde, leggermente pubescenti. La fioritura si sviluppa dalla parte apicale della pianta con fiori bianco-rosati.

Pianta di facile coltivazione, vuole un terreno ben drenato ed una posizione in pieno sole per essere mantenuta compatta, anche se necessita di ombreggiatura nelle giornate estive più assolate. Nelle nostre zone non può essere coltivata all’esterno per via della sua bassa tolleranza al freddo: comincia ad avere una crescita stentata attorno ai 10-15 °C. Le annaffiature per questa pianta devono essere leggere ma frequenti durante tutto il periodo vegetativo, facendo attenzione a bagnare solo a terreno secco. Con il passare degli anni, questa crassula tende ad avere un aspetto disordinato per cui si potranno operare delle potature per mantenerla più armonica.

Piante originali

Piante originali: Opuntia violaceae var. ‘Santa Rita’

Pianta sempreverde della famiglia delle Cactaceae è originaria del Messico ed è diffusa in gran parte del globo, conosciuta anche come Fico d’India. Ha fusti eretti divisi in segmenti di grandi dimensioni, ovali, appiattiti, con diametro di 30-70 cm detti pale. Le pale di questa particolare varietà presentano una colorazione che può andare dal rosa al viola. Da fine primavera fino all’estate la pianta produce numerosi fiori di colore giallo o arancione, disposti ai margini delle pale; ai fiori succedono i frutti, ovali, lunghi 10-15 cm, carnosi, spinosi e inizialmente verdi, divengono rosso porpora a maturazione e sono commestibili. Il metodo più pratico per moltiplicare questa pianta è senza dubbio la talea: in primavera si preleva una pala di almeno due anni, si lascia asciugare il taglio per almeno una settimana e la si inserisce poi nel terreno, interrandola per tre quarti. Tenendo il substrato asciutto con una temperatura media di circa 13°C, la radicazione avverrà in circa tre settimane. Opuntia è molto soggetta all’attacco da parte delle cocciniglie, infatti viene da molto tempo utilizzata per produrre il colorante alimentare estratto da questi insetti.Piante originali

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