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Giardino costiero sostenibile: Le piante per il clima mediterraneo

Quando si vuole creare un giardino costiero sostenibile ci si scontra con le problematiche derivanti dall’aria salsa proveniente dal mare. Le micro gocce di acqua salata trasportate dall’aria tendono ad innalzare i livelli di sali presenti nel suolo, sopratutto nei lunghi periodi di siccità. Lo xeriscaping può essere un buon modo per ovviare alle frequenti irrigazioni negli ambienti caldi, ma non ci aiuta contro la salinità. L’aumento di salinità del suolo può essere contrastato irrigando abbondantemente, cosi da dilavare i sali, ma risulta un operazione costosa e non sostenibile.

Il modo migliore per creare un bel giardino costiero sostenibile , dalla casa per le vacanze al verde pubblico, consiste nella scelta adeguata delle piante che lo andranno a costituire.

Il Pittosporo – Pittosporum tobira

Il Pittosporo appartiene alla famiglia delle Pittosporaceae, piante originarie dell’Asia, dell’Australia ed anche dell’Africa che ormai sono molto diffuse ed utilizzate a scopo ornamentale nelle siepi e nei giardini di tutto il mondo. Questa pianta è in grado di sopportare bene i periodi siccitosi anche negli ambienti salsi costieri. Pianta sempreverde molto rustica, a portamento arbustivo con la chioma densa e compatta. Possiede foglie coriacee, alterne, lucide, di colore verde scuro nella pagina superiore con screziature più o meno evidenti a seconda della varietà. La fioritura del pittosporo inizia nella tarda primavera e dura parecchie settimane con fiori molto profumati, riuniti in infiorescenze terminali. La fioritura è generalmente di color bianco crema, quasi gialla, ma può variare a seconda della varietà. Il frutto è una capsula che matura a partire dal mese di agosto e produce numerosi semi.

Questa pianta non necessità di molte cure e se viene lasciata al libero sviluppo, in una decina di anni, costituisce un piccolo albero dalla chioma compatta. In Italia Pittosporum tobira è la specie più diffusa, assieme a Pittosporum tenuifolium ma ne esistono diverse varietà di interesse ornamentale tra le quali ricordiamo:

  • Pittosporum tobira ‘Nanum’ –  Possiede un portamento più contenuto, con una chioma compatta, tondeggiante che non supera i 60 cm di altezza
  • Pittosporum tobira ‘Variegatum’ – Possiede le foglie variegate d’ argento

L’Oleandro – Nerium Oleander

L’Oleandro è una pianta arbustiva sempreverde ramificato fin dalla base che può raggiungere un’altezza massima di 5 m. Ha foglie persistenti, picciolate, molto coriacee che quando sono molto giovani sono verde chiaro e glabre. Nella foglia matura dell’oleandro sono presenti cavità rivestite di peli a difesa degli stomi per limitarne la traspirazione e la perdita d’acqua, adattamento indispensabile per meglio sopportare il clima arido. La fioritura avviene fra Maggio e Luglio con fiori portati in infiorescenze terminali che, a seconda della varietà, possono essere di vari colori, dal bianco al giallo fino al rosso carminio. Il frutto è un follicolo allungato di colore bruno che a maturità si apre disperdendo semi leggeri molto pelosi che vengono trasportati dal vento. L’oleandro è una pianta mediterranea in senso stretto, avendo un areale limitato alle coste mediterranee che coincide molto spesso con le migliori aree per l’Ulivo. Si sviluppa liberamente in ambienti sassosi e sabbiosi lungo il greto dei torrenti e dei fiumi, sulle pareti di rocciose e negli ambienti a clima mediterraneo compresi fra gli 0 e i 200 m di quota. Allo stato naturale non sopporta temperature al di sotto di -8° C.

Particolarità di questa pianta è di essere velenosa in tutte le sue parti, viene anche utilizzata in farmacopea come cardiotonico per la presenza di “Oleandrina o Folinerina” (in dosi sbagliate può essere mortale). Anche i fumi emanati dal legno, se usato per alimentare il fuoco possono risultare tossici. Si racconta che i suoi fusti siano stati causa mortale tra i soldati di Napoleone che li usavano come girarrosti (il fuoco distillò i suoi glicosidi che si mischiarono alla carne provocando l’avvelenamento dei soldati)

 

Il Camedrio femmina – Teucrium fruticans

Il Teucrium fruticans è un arbusto della famiglia delle Lamiacee, diffusa in Europa e Nord Africa. Possono raggiungere un’altezza massima di 2 metri con una chioma dall’aspetto tondeggiante. Questa pianta è una nano-fanerofita, cioè una pianta perenne e legnosa che possiede le gemme svernanti tra i 30 cm e i 2 metri di altezza dal suolo. Tutta la pianta è amara e aromatica e la sua superficie presenta diverse ghiandole contenenti oli eterici. Le foglie lanceolate-ovate hanno un corto picciolo e bordi interi, la pagina superiore è grigio-tomentosa e quella inferiore è verde lucido . Questa pianta fiorisce da luglio ad agosto portando i fiori in infiorescenze formate da due fiori blu chiaro e da brattee simili alle foglie. Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 acheni ovoidali (tetrachenio) racchiusi nel calice persistente.

Teucrium fruticans ama il terreno leggero, sabbioso e preferisce un’esposizione in pieno sole, sopportando bene anche i salso. Come pianta ornamentale per il giardino costiero sostenibile è spesso utilizzata per la realizzazione di siepi con una densità di impianto di 3 piantine al metro quadro per un rapido pronto effetto.

La ginestra odorosa – Spartium junceum

Spartium junceum è una pianta della famiglia delle Fabaceae, nativa dell’area del Mediterraneo, dal sud dell’Europa, al Nord Africa al Medio Oriente.. È un arbusto perenne, con lunghi fusti verdi, eretti e resistenti chiamati vermene. Le foglie sono lanceolate ed i fiori, molto profumati, sono portati in infiorescenze terminali di colore giallo. I frutti sono dei legumi ed i semi vengono lasciati cadere per gravità a poca distanza dalla pianta madre. Cresce in zone soleggiate da 0 a 1200 metri di quota preferendo i suoli aridi e sabbiosi. Non sopporta i ristagni ma si adatta bene all’ambiente salso. Le potature se vengono fatte nel momento sbagliato possono compromettere la fioritura e la fruttificazione; quindi per ottenere un’abbondante fioritura e fruttificazione bisogna lasciare questa pianta al libero sviluppo per 4 – 5 anni.

L’apparato radicale di Spartium junceum si sviluppa in profondità rendendola una pianta molto utile nel consolidamento del terreno in ambiente costiero.

La Cineraria – Senecio spp.

Senecio cruentus o Cineraria cruenta originaria delle Canarie è una pianta dalle vistose infiorescenze a capolino di diametro tra 1,5 – 5 cm blu, rosa o azzurri a seconda della varietà. Fiorisce in primavera, tra aprile e maggio. Di questa specie esistono molte varietà tra le quali ricordiamo le più diffuse che sono:

  • Senecio cruentus ‘Hibrida Grandiflora’ – ibrido che raggiunge i 50 cm di altezza massima e che produce fiori molto grandi, con capolini doppi o semidoppi
  • Senecio cruentusi ‘Multiflora nana’ – pianta alta tra i 25-30 cm con capolini a stella
  • Senecio cruentus ‘Stellata’ – varietà alta 50-80 cm con i capolini a forma di stella.

Senecio maritimus o Cineraria marittima è una pianta molto utilizzata nei giardini e nelle aiuole per le sue foglie di colore grigio cenere ricoperte di peluria bianca argentata che conferiscono alla chioma di questa pianta dei riflessi molto particolari. Fiorisce in estate e richiede una bassa manutenzione, limitando gli interventi all’eliminazione delle parti della pianta che si danneggiano e seccano, per evitare che possano veicolare malattie.

Il Lentisco – Pistacia lentiscus

Pistacia lentiscus è un arbusto sempreverde della famiglia delle Anacardiaceae dal portamento cespuglioso che può raggiungere i 4 metri d’altezza. Il lentisco è una specie diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo prevalentemente nelle regioni costiere fino ai 600 metri di quota. La chioma è fitta e di forma globosa e l’intera pianta emana un forte odore aromatico. Le foglie sono alterne, glabre, composte a margine intero. Il lentisco è una pianta dioica, cioè una pianta che può portare o fiori femminili o fiori maschili. La fioritura ha luogo da aprile a maggio e in entrambi i sessi i piccoli fiori portati all’ascella delle foglie dei rametti dell’anno precedente sono rossastri, raccolti in infiorescenze a pannocchia di forma cilindrica. Il frutto è una piccola drupa sferica o ovoidale di colore rosso, molto ornamentale, che tendente al nero quando matura nel periodo invernale.

Ama le esposizioni in pieno sole e non ha particolari esigenze pedologiche, resistendo bene a condizioni prolungate di aridità. Il lentisco è considerata una specie miglioratrice del suolo e per questo motivi è una specie importante dal punto ecologico per il recupero e l’evoluzione delle aree degradate. Come componente del giardino costiero sostenibile  il lentisco viene utilizzato nei giardini mediterranei e in quelli rocciosi. Resiste bene alle potature drastiche e grazie alla sua fitta vegetazione è una pianta ottima per la costituzione di siepi geometriche all’interno del giardino costiero sostenibile, anche in ambiente mediterraneo.

L’Atriplice alimo – Atriplex halimus

Atriplex halimus è un cespuglio sempreverde che può raggiungere i 2,5 metri di altezza con molti rami fin dalla base, creando cespugli impenetrabili. E’ una pianta mediterranea in senso stretto (areale limitato alle coste mediterranee, simile all’area dell’Olivo) ed è diffusa nelle coste mediterranee di Europa ed Africa fino ai 600 metri di quota. Le foglie sono alterne, a margine intero, di colore bianco-argento e possiedono minuscole squame cartacee che proteggono le foglie dal vento e dal sole. Porta il fiore in infiorescenze a pannocchia terminale con fiori di colore giallastro fra luglio e ottobre. Il frutto è un diclesio e contiene un seme di orbicolare, lateralmente compresso.

E’ una pianta molto rustica e si sviluppa liberamente su rupi e incolti, litorali sabbiosi. Viene spesso coltivata come pianta ornamentale in siepi o macchie per la sua resistenza alla siccità e al salmastro. Le foglie possono essere consumate sia crude che cotte e presentano proprietà emollienti.

La tamerice – Tamarix gallica

Tamarix gallica è una pianta della famiglia Tamaricaceae ed è nota anche con i nomi volgari di cipressina e scopa marina. E’ una pianta legnosa con fogliame deciduo che forma una chioma globosa ed espansa di colore grigio-azzurrognolo. Può raggiungere un’altezza di 5  metri ma è una pianta di lenta crescita. Le foglie sono squamiformi e leggermente carnose, di colore verde-glauco cosparse di idatodi (piccole ghiandole escretrici che riversano all’esterno acqua e sali minerali in eccesso). I fiori, molto numerosi, sono composti da 5 petali di colore rosato, piccoli e riuniti in infiorescenze terminali fra aprile e giugno. I frutti sono capsule contenenti pochi semi di colore giallo, con un pennacchio piumato che li aiuta a disperdersi grazie al vento. La Tamerice viene molto utilizzata per il rimboschimento di luoghi costieri per creare una barriera frangivento a favore del consolidamento delle dune. Viene ampiamente impiegata, oltre che per un giardino costiero sostenibile, per le alberature stradali dei luoghi turistici di mare per i suoi caratteri ornamentali.

In passato questa pianta veniva utilizzata come foraggio che il bestiame apprezzava molto per l’alta concentrazione di sali.

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