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I parametri per monitorare la salute degli alberi

Il controllo visivo è la prima pratica diagnostica da effettuare per comprendere le effettive condizioni di salute degli alberi. Sono numerosi i segnali che possono fornire indicazioni sullo stato dell’albero, contribuendo nel loro insieme alla costruzione di un “quadro clinico” e, di conseguenza, all’ individuazione di carenze, patologie o problemi di stabilità.

Effettuando dei semplici controlli è possibile monitorare la salute degli alberi attraverso l’analisi di questi indicatori, intervenendo tempestivamente all’occorrenza: una manutenzione accurata ed adeguata permette infatti di ridurre il rischio di danni futuri.

La salute degli alberi e lo stress

I fattori di stress dei vegetali possono essere di origine biotica (patogeni come funghi, batteri e insetti) o abiotica (anormali condizioni termiche, idriche, danni meccanici, inquinamento, etc.). Una pianta sottoposta a stress manifesta alterazioni fisiologiche di varia natura che possono comunque essere diverse sia in relazione alla natura del trauma, sia in base alle caratteristiche della pianta stessa, significativamente influenzate anche dall’ ambiente circostante.

E’ necessaria un’analisi complessiva dell’individuo per poter avere un quadro chiaro della salute degli alberi, cosa bisogna osservare, individuando i molteplici sintomi di sofferenza che possono comparire sulla chioma come sul fusto o sulle radici. Per trarre considerazioni corrette, è sempre utile avere un termine di paragone riferito a piante della stessa specie, che vegetano in maniera ottimale in condizioni analoghe di terreno, umidità, esposizione, etc.

Le principali alterazioni fisiologiche delle piante

Cambiamenti di colore della chioma (clorosi)

La variazione cromatica delle foglie è normale in autunno per specie a foglia non persistente. Quando avviene in periodi non ordinari, il cambiamento di colore denominato clorosi, è la manifestazione di un’alterazione che, oltre all’ ingiallimento, comporta anche la caduta anticipata delle foglie. È un sintomo generico che può presentarsi sotto diverse forme, anche solo parziale o in zone circoscritte. Una clorosi estesa può provocare danni non indifferenti alla pianta: se le foglie che ingialliscono e seccano sono numerose, viene lasciata scoperta una porzione della chioma che si traduce in una riduzione dell’apparato fotosintetico. La causa di una clorosi può essere ricercata in carenze nutrizionali (mancanza di azoto, eccesso di fosforo o di calcio), in un eccessivo ristagno idrico o in malattie di natura infettiva, come la presenza di funghi.Salute degli alberi, cosa bisogna osservare

Comparsa di malformazioni e necrosi dei tessuti

Forme patogene di origine virale, batterica, fungina ecc, possono provocare malformazioni sia all’apparato aereo che a quello radicale. Su una pianta affetta da carie del legno, le aree esterne del tronco possono assumere una conformazione globosa che indica la probabile presenza della patologia. Altre alterazioni della normale struttura degli organi possono essere appiattimenti e scopazzi, così come la comparsa di fessure e spaccature nel legno in seguito a sollecitazioni o danni meccanici. Anche gemme e foglie possono essere soggette a deformazioni come bollosità, arricciamenti, accartocciamenti derivanti dall’attacco di patogeni. La necrosi invece consiste nella morte e degenerazione dei tessuti e si presenta con un imbrunimento della parte colpita. E’ un sintomo generalmente aspecifico, perché è il risultato finale di precedenti alterazioni. La necrosi può essere localizzata, se limitata ad un numero ristretto di cellule, oppure estesa se interessa zone più ampie o interi organi.Salute degli alberi, cosa bisogna osservare

Presenza di essudati dalle piante

L’emissione di resina è generalmente una reazione di tipo protettivo della pianta, conseguente all’apertura di una ferita, al fine di difendersi dalla penetrazione di agenti patogeni. Si parla comunque di gommosi in senso patologico quando il materiale è presente in una certa quantità, in caso di ferite causate da traumi, virus o parassiti. Sugli organi legnosi appare una colata densa di colore biancastra-giallastra, che con l’azione dell’aria si ossida e assume varie tinte di colore a seconda del microrganismo che vi si sviluppa. Una gommosi abbondante può causare la debilitazione dell’organo.

Presenza di getti epicormici e rami secchi

I getti epicormici sono il risultato di un mutamento delle condizioni dell’albero che si verifica ad esempio in seguito ad interventi scorretti di potatura (come la capitozzatura); la loro presenza è indice di un’alterazione del normale equilibrio, che si protrae nel tempo se il ramo epicormico viene mantenuto dall’ albero per svolgere attività di fotosintesi. Questi rami sono particolarmente deboli e presentano un elevato rischio di rottura nel punto di intersezione con la branca. In presenza di rami epicormici, è utile considerare anche la loro collocazione: l’inserimento su branche principali, fusto o colletto, è indice di una fase di deperimento avanzato della pianta. I rami secchi costituiscono un pericolo sia in quanto sono un sito adatto alla proliferazione di vari patogeni, sia perché instabili e di conseguenza esposti alla rottura ed alla caduta.

Gli alberi attuano naturalmente processi di autopotatura, che provocano il distacco di rami non più efficienti per motivi accidentali (urti, agenti atmosferici) o naturali (luce insufficiente allo svolgimento della fotosintesi, patologie causate da insetti o da funghi). E’ quindi necessario individuare tempestivamente i rami inattivi e instabili, attraverso l’osservazione dei collari di abscissione, che permettono di individuare i punti di imminente rottura e procedere all’eliminazione delle porzioni di materiale pericoloso.Salute degli alberi, cosa bisogna osservare

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Tetti verdi per la biodiversità - Image credits: Inhabitat Blog.
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Anna Mastellaro

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