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Metodi naturali per combattere i parassiti delle rose

La rosa è sicuramente uno dei fiori più amati: l’interesse per questa pianta è stato coltivato sin dai tempi antichi, tanto che ai nostri giorni abbiamo a disposizione tantissime varietà di rose che si differenziano per colori, forme, dimensioni e profumi.

Per questo motivo (e un pò per tradizione) abbiamo quasi tutti almeno una rosa in giardino. Sappiamo che per avere delle belle ed abbondanti fioriture il primo passo è quello di prendersi cura delle piante; anche per le rose, parassiti e malattie possono risultare un problema spesso non trascurabile.

I principali fitofagi delle rose

Con l’aprirsi della bella stagione, le piante iniziano la loro attività vegetativa ed è questo il momento favorevole anche per gli insetti. Le gemme si schiudono, dando origine ai germogli che si accrescono fino a quando non sono pronti per fiorire. L’innalzarsi delle temperature e l’esposizione dei germogli possono favorire una gran quantità di parassiti sulle piante di rosa. Gli insetti molto spesso danneggiano il germoglio compromettendo la fioritura successiva, come avviene in presenza di argidi e cicaline che abbiamo trattato nei nostri precedenti articoli.

Tra gli insetti più comuni sulle rose troviamo gli Afidi che, fortunatamente, sono generalmente tenuti sotto controllo dai loro numerosi predatori naturali. In caso di infestazione, un modo semplice e naturale per combattere gli afidi è quello di lavare la pianta con un getto d’acqua sufficientemente forte per rimuoverli, senza necessariamente aggiungere altri prodotti (come detersivi o saponi, di cui si sente parlare). Gli afidi caduti a terra difficilmente riescono a risalire e generalmente muoiono in breve tempo.

La più famosa predatrice di afidi è la comune Coccinella, ma esistono anche altri insetti utili: Aphidius matricariae è un imenottero parassitoide, la cui femmina adulta depone le uova all’interno degli afidi, impedendo loro di completare il ciclo vitale. Un altro efficace insetto predatore è il neurottero Chrysoperla carnea, che preda anche altri insetti dannosi per le piante.

Un altro nemico della rose è la Tentredine nera, Cladius penctinicornis, che allo stadio di larva si nutre dei boccioli e delle foglie. Per contrastarla senza utilizzare prodotti chimici si può ricorrere a trattamenti a base di Bacillus thuringiensis da effettuare ai primi stadi larvali.

Lotta biologica alle malattie della rosa

Tra le principali malattie della rosa possiamo trovare cancri e seccume dei rami, ruggine, ticchiolatura e peronospora. I funghi responsabili di queste patologie possono essere controllati naturalmente con l’utilizzo di prodotti di contatto, come la poltiglia bordolese e i composti rameici consentiti in agricoltura biologica.

In caso di malattie come il mal biancooidio, si possono utilizzare prodotti a base di zolfo con l’accortezza di operare in presenza di temperature comprese tra i 18 e i 30 °C: questo perchè lo zolfo risulta attivo ad una temperatura ambientale di circa 20 gradi, ma oltre i 30 può essere dannoso in quanto fitotossico.

Spesso si tratta per combattere un parassita, ma se invece provassimo a evitare lo sviluppo di malattie stimolando la difesa delle piante? Si possono trovare in mercato tantissimi prodotti biologici che favoriscono la crescita dei vegetali, come alcuni preparati a base di ceppi fungini che contrastano il rischio di infezione da diversi patogeni.

E’ importante sottolineare che questi prodotti non agiscono direttamente contro i funghi dannosi, ma sono una misura di prevenzione in quanto formano uno strato protettivo attorno alle radici.

Anche le micorrizze possono essere un valido alleato naturale per aumentare la resistenza delle piante a stress causati da malattie e condizioni climatiche, aumentando l’assorbimento dei nutrienti e favorendo lo sviluppo delle radici nel suolo, che si traducono un una vegetazione più forte e rigogliosa.

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