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Lotta biologica: come difenderci in modo naturale

Nell’ agricoltura moderna si è affermata da tempo la necessità di evolvere i metodi di difesa contro i patogeni delle colture vegetali, indirizzando la tendenza odierna verso l’impiego di metodologie naturali e più rispettose dell’ambiente. I principi a cui è ispirata la lotta biologica si rifanno ai meccanismi che regolano la concentrazione delle specie in un ecosistema. In particolare, si sfruttano le dinamiche di controllo biologico (predazione, parassitismo e competizione interspecifica) che determinate specie instaurano con altre, potenzialmente dannose per le piante. La lotta biologica si differenzia dalla lotta chimica e da quella biotecnica in quanto non mira alla totale eliminazione della specie da combattere, ma punta al contenimento della sua popolazione entro limiti non dannosi per la coltura, così da garantire una soglia di efficacia anche per le stagioni successive all’intervento.

Le cause di infestazione e i metodi di lotta biologica

In ambiente agrario così come in un giardino, la proliferazione di insetti dannosi per le piante può essere causata da molteplici fattori, quali:

  • l’ utilizzo di prodotti chimici o biotecnici non selettivi;
  • lo sviluppo di una resistenza da parte degli insetti dannosi ai prodotti impiegati;
  • un basso livello di biodiversità vegetale (fino agli estremi delle monocolture agricole);
  • la presenza di una specie infestante alloctona (proveniente da altre parti del mondo);
  • le variazioni del microclima locale.

Nemici naturali

Un metodo di lotta biologica largamente diffuso è l’utilizzo dei cosiddetti “nemici naturali”, ovvero quegli organismi limitatori naturali della specie dannosa. Per quanto riguarda gli insetti entomofagi, si distinguono due categorie di antagonisti: i parassitoidi e i predatori. Gli insetti parassitoidi completano il loro sviluppo a spese di un insetto ospite appartenente ad un’altra specie. A differenza dei parassiti, i parassitoidi non solo si nutrono dell’ospite, ma lo portano alla morte impedendone la proliferazione. A questa categoria di insetti entomofagi appartengono ad esempio Torymus sinensis, antagonista naturale della vespa del castagno, un fitofago di recente introduzione che sta causando ingenti danni ai castagneti di tutta Italia. Gli insetti predatori sono invece entomofagi che cacciano altri insetti a diversi stadi di sviluppo. Un esempio famoso sono i Coccinellidi, voraci predatori di afidi; varie specie di questo coleottero sono utilizzate efficacemente anche contro cocciniglie e acari (Stethorus punctillus, Cryptolaemus montrouzieri, Rodolia cardinalis). Altri importanti predatori appartengono agli ordini degli Imenotteri, degli Emitteri, dei Ditteri e dei Neurotteri.Lotta biologica - coccinella

Trappole a feromoni

Sono sistemi utilizzati per il monitoraggio e la cattura massiva di insetti di una determinata specie. In queste trappole si sfrutta l’effetto di feromoni sessuali specifici, in grado di attirare la popolazione maschile adulta di una determinata specie. Queste trappole abbinate a delle griglie su carta moschicida, permettono di individuare il picco degli sfarfallamenti, così da poter prevedere quando comparirà la nuova generazione per poterla contrastare in tempo, operando al momento opportuno.

Lotta biologica - Trappola a feromoni

Biofumigazione

La biofumigazione è una tecnica che consiste nell’utilizzo di materiale vegetale in grado di produrre sostanze nocive per gli organismi patogeni delle colture. Questa strategia biologica consente di ridurre drasticamente gli interventi chimici, aiutando a migliorare la fertilità del suolo e la produttività delle piante. In questa tecnica vengono utilizzate specie appartenenti alle famiglie Brassicacee e Ericacee, che se opportunamente applicate liberano sostanze ad elevata azione biocida nei confronti di nematodi e funghi.

Bacillus thuringiensis e nematodi

Questi organismi svolgono un’azione biocida attraverso la produzione di tossine o la proliferazione nell’ospite. Il Bacillus thuringiensis è un batterio sporigeno che risulta molto efficace nel trattamento contro larve defogliatrici, come per esempio quelle della Piralide del bosso (Diaphania perspectalis). Spruzzato sulle foglie, libera tossine che risultano letali una volta ingerite e attivate dal pH basico presente nell’apparato digerente dell’insetto. In commercio esistono vari ceppi di questo batterio, utili nella lotta contro Lepidotteri, Ditteri e Coleotteri. I nematodi sono invece entomopatogeni che infettano insetti dannosi (ad esempio l’Oziorrinco), portandoli alla morte e successivamente proliferando alla ricerca di nuovi ospiti. Anch’essi vengono applicati con una miscela a base acquosa, distribuita sul terreno in prossimità delle piante da difendere.

Lotta biologica

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Alvise Anchel

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