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Talea: come riprodurre le piante a costo zero

La talea non è altro che una porzione di ramo, radice o foglia separata dalla pianta madre e indotta a radicare e germogliare, dando così origine ad un clone. La possibilità di creare dei cloni geneticamente identici alla pianta madre praticamente a costo zero  è determinata da due caratteristiche delle cellule vegetali. La prima deriva dalla capacità di ogni singola cellula vegetale di ricostruire l’intera pianta di cui faceva parte grazie alla presenza nel nucleo di tutta l’informazione genetica necessaria, detta totipotenza. La seconda caratteristica risiede nella capacità delle cellule adulte di tornare a svolgere la funzione meristematica per poter così sviluppare nuovi punti di accrescimento.La talea: come riprodurre le piante a costo zero

Le piante madri e la scelta delle talee

In alcune varietà, la buona riuscita di una talea può dipendere dalle condizioni della pianta madre da cui viene prelevato il materiale. Una pianta madre vecchia o che sta superando un periodo di stress idrico solitamente non trasmette il necessario vigore alle talee
riducendo parecchio la percentuale di futura radicazione. In generale si può dire che una pianta madre per fornire buon materiale da propagazione deve essere esente da virosi, subire una ridotta concimazione azotata, avere tutta la chioma ben esposta al sole e avere un apparato radicale costretto in vaso o in un impianto molto denso (come nelle siepi). Tutte le cure che si operano nei confronti delle piante madri devono avere come obbiettivo la creazione di apici forti, con un buon contenuto di carboidrati che li sostenga nella fase di radicazione. Per migliorare ulteriormente la futura radicazione si può operare l’eziolamento della base della talea, cioè l’oscuramento di una piccola porzione del rametto dalla luce solare. Diversi studi hanno decretato che nelle porzioni di tessuti eziolati vi è un maggior contenuto di auxine e un maggior numero di cellule parenchimatiche attive, le stesse cellule che una volta separata la talea dalla pianta madre produrranno le radici. Altre pratiche per la migliore riuscita delle talee possono essere le defogliazione meccanica, le strozzature del floema o parziali decorticazioni e anulazioni dei rametti da prelevare.La talea: come riprodurre le piante a costo zero

Le talee devono essere scelte con cura fra la
vegetazione di una pianta madre, prediligendo le parti giovanili (non totalmente lignificate) dei rami laterali ed evitando di prelevare dall’apice della pianta. Nelle talee legnose, per favorire una più pronta radicazione, conviene sempre includere una porzione di legno vecchio che sia in grado di fornire più carboidrati durante il periodo di rigenerazione che la talea dovrà affrontare. Devono essere evitati i rami che portano gemme a fiore, ricercando solo quelli che portano gemme a legno ed evitando sempre di prelevare il materiale durante il periodo di fioritura e fruttificazione della pianta. Nelle talee di piante erbacee, invece, conviene sempre prelevare l’apice vegetativo principale che risulterà molto più forte e vigoroso degli altri.La talea: come riprodurre le piante a costo zero

Come e quando si fa una talea

Una talea non è altro che una porzione di pianta composta da un nodo (punto dove si trova la gemma) e un internodo, ed in alcuni casi anche da una foglia. La talea deve essere prelevata dalla pianta madre attraverso un taglio netto a 45°-60° che esponga il più possibile il cambio (tessuto meristematico sottostante la corteccia) al contatto con la terra una volta piantata. Si è visto come in alcune varietà di Rododendro, Rosa e Ginepro, slabbrare la corteccia nei pressi del taglio sulla talea possa aumentare la radicazione per via di una maggior rottura del cerchio sclerenchimatico (la corteccia) che ostacola la formazione delle radici. Per quanto riguarda le talee con foglia, l’obbiettivo principale è ridurre il più possibile la disidratazione del rametto, optando solo per materiale con una o due foglie di piccole dimensioni. In caso di varietà a foglie grandi sarà necessario diminuire la superficie fogliare dell’unica foglia presente sulla talea, tagliandola. Per ottimizzare il lavoro di riproduzione, il materiale di propagazione dovrà essere raccolto e utilizzato in periodi precisi dell’anno a seconda della tipologia di pianta che si vuole clonare. Le talee legnose di piante a foglia caduca vanno prelevate in autunno appena hanno finito di perdere le foglie e possono essere subito piantate se le si fa sviluppare con il supporto del riscaldamento basale del substrato di coltura (15°-20°). Le talee erbacee invece vanno prelevate e piantumate in primavera, quando l’apice vegetativo e già in attività. Per le talee di specie sempreverdi a foglia larga, la raccolta del materiale può essere effettuata sia in primavera che in autunno, mentre per le specie sempreverdi a foglia stretta il periodo di raccolta va dal tardo autunno alla fine dell’inverno per piantumarle poi in primavera.La talea: come riprodurre le piante a costo zero

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Tutti i metodi per favorire la radicazione

Per favorire la radicazione in qualsiasi tipologia di talee, le condizioni ambientali favorevoli sono sempre le stesse. L’ambiente ideale per questa importante fase di sviluppo dei cloni è senza dubbio un ambiente a temperatura controllata, dove il suolo sia più caldo dell’aria, dando così modo alle nuove pianticelle di svilupparsi più a livello radicale e meno a livello di chioma, contenendo le perdite d’acqua e concentrando l’utilizzo dei carboidrati nel futuro apparato radicale. Il tasso di umidità deve essere massimo sia a livello di terreno che a livello dell’aria, ricorrendo in alcune varietà alla creazione di una vera e propria nebbia perenne (tecnica detta “Fog”). Ovviamente, con questi alti livelli di umidità, il substrato deve garantire l’assenza di ristagni idrici, onde evitare lo scoppio di marciumi radicali e a livello del taglio. I terreni su cui far radicare le talee devono essere in grado di mantenere una buona umidità e un corretto contenuto di gas, per non mandare le nuove radichette incontro ad asfissia. La sabbia pura in questo caso non risulta un buon terreno per la radicazione, perchè causa la formazione di radici lunghe, fragili e poco ramificate. Per stimolare ulteriormente la radicazione, infine, si può ricorrere all’impiego di fitoregolatori come IBA, IAA e NAA che mimando l’effetto delle auxine stimolano la formazione degli apici radicali.

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La talea: come riprodurre le piante a costo zero

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