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Fitormoni: che ruolo svolgono nelle piante

Nelle piante, come in noi esseri umani, la regolazione delle attività biologiche svolte dal nostro organismo è mediata dalla presenza di molecole attive anche a basse concentrazioni, i cosiddetti ormoni. Negli animali  gli ormoni sono prodotti da specifiche ghiandole che li rilasciano all’interno dell’organismo, per essere indirizzati verso un bersaglio sul quale espletare le loro funzioni: basti pensare all’ effetto che subisce il cuore sotto l’azione dell’adrenalina. In una pianta queste molecole sono chiamate fitormoni, o ormoni vegetali, che rispetto a quelli animali si presentano in numero molto minore e coinvolgono l’intero lo sviluppo della pianta.

Queste molecole vengono prodotte all’interno di diversi tessuti vegetali, alcuni più specializzati di altri, per poi agire sulla differenziazione dello sviluppo in diverse zone. Negli animali in genere, gli ormoni hanno sempre un sito di sintesi specifico e sono trasportati attraverso la circolazione ad un organo bersaglio. Nelle piante il meccanismo di funzionamento è analogo, anche se i fitormoni sono prodotti da tessuti non specializzati per questa funzione, come l’apice meristematico del fusto per le auxine. In passato si pensava che gli ormoni vegetali non avessero specifici recettori, ma grazie a studi svolti negli ultimi trent’anni sono stati scoperti invece numerosi recettori e vie di trasduzione del segnale di queste molecole.Fitormoni: che ruolo svolgono nelle piante

Un fitormone è in grado di agire anche come regolatore per gli effetti di un altro ormone vegetale, instaurando così un perfetto equilibrio nei rapporti di concentrazione che indirizzano la pianta verso uno sviluppo ottimale per l’ambiente nel quale essa si trova. Il complicato intreccio di interazioni fra i fitormoni consente alle piante la capacità di reagire agli stress biotici e abiotici esterni, determinando tutti gli eventi che una pianta affronta (perdita delle foglie, fruttificazione, crescita verso la luce, etc.) nei vari stadi evolutivi fino alla morte stessa.

Con lo sviluppo delle tecnologie, l’uomo è riuscito a sintetizzare i fitormoni aprendo così un nuovo campo nei trattamenti fitoiatrici: l’applicazione esterna di una determinata dose di un ormoni può aiutarci a controllare le fasi evolutive di una pianta, accelerandole o addirittura facendole regredire.

I principali fitormoni di interesse commerciale sono stati studiati nell’ultimo secolo, dando la possibilità di creare nuovi tipi di prodotti vegetali (come per esempio i frutti senza semi) e dando la possibilità di un controllo quasi totale sugli sviluppi delle nuove colture produttive create dalle innumerevoli selezioni genetiche susseguitesi nella storia.

I principali fitormoni e le loro funzioni

I fitormoni più studiati sono quelli che hanno una maggiore utilità commerciale e che, grazie agli effetti della loro somministrazione esogena, si sono guadagnati la notorietà all’interno dei trattamenti fitoiatrici:

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Alvise Anchel

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