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Fitofagi del bosso: Asphagidella buxi

 Asphagidella buxi conosciuta anche come psilla del bosso, è un emittero della famiglia Psyllidae. Vive e si evolve esclusivamente a spese delle piante di bosso (buxus sempervirens)Il danno è determinato dall’attacco dell’insetto a foglie e germogli, rallentandone fortemente lo sviluppo vegetativo. Le punture degli insetti causano la caratteristica deformazione a cucchiaio del lembo fogliare. Le parti infestate presentano secrezioni cerose bianche e vischiose, prodotte soprattutto dalle forme giovanili dell’insetto. In seguito all’attacco compaiono arrossamenti e disseccamenti vegetativi. Le infestazioni di Asphagidella buxi riguardano soprattutto le piante allevate per costituire siepi e bordure, dove l’insetto trova favorevoli condizioni di sviluppo per la presenza di giovani germogli e ombra.Fitofagi del bosso: Asphagidella Buxi

 Il ciclo biologico di Asphagidella buxi

Asphagidella buxi supera la stagione invernale come neanide al primo stadio di sviluppo senza fuoriuscire dall’uovo.
Dopo aver forato il corion fuoriesce all’esterno verso i primi giorni di aprile e alla fine di questo mese si trasforma in ninfa. Durante questa prima fase del ciclo l’insetto si porta nella parte distale dei rametti (negli apici) e rimane protetto da un candido batuffolo ceroso. Nella seconda metà di maggio o più tardi, comunque entro la prima quindicina di giugno, compaiono le forme adulte. In seguito all’accoppiamento le femmine depongono le uova dentro le scaglie esterne delle gemme dormienti. Tali uova rimangono in diapausa per il periodo estivo e alla fine di ottobre si conclude lo sviluppo embrionale. Le neanidi sono tuttavia destinate a superare il periodo invernale in diapausa per proseguire nel loro sviluppo solo nella successiva primavera.

Metodi di difesa da Asphagidella buxi

Le infestazioni di Asphagidella buxi possono essere ostacolate attraverso adeguate pratiche agronomiche. Molto efficaci sono ad esempio le potature di sfoltimento che favoriscono la circolazione della luce e dell’aria evitando prolungati ristagni di umidità all’interno della chioma. Quest’ultima condizione rappresenta un fattore molto favorevole alla vita del fitomizo. Eventuali interventi chimici possono essere realizzati sia sulle giovani piante sia su quelle adulte allevate a siepe. Gli interventi chimici sono da impegare solo se il danno non è tollerabile operando verso la metà di aprile contro le neanidi, impiegando amitraz od olio bianco estivo. In alternativa si può ricorrere a trattamenti dilavanti con acqua e bagnanti autorizzati. Per limitare gli attacchi di Asphagidella buxi si consiglia l’impiego di varietà resistenti a questo fitomizio.Fitofagi del bosso: Asphagidella Buxi

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