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Fitodepurazione, naturale depurazione delle acque

La fitodepurazione appare come una nuova funzione tecnologica del verde moderno, ma l’azione depurante dei sistemi lacustri era conosciuta già nei tempi antichi: nella Roma imperiale, ad esempio, la Cloaca massima veniva scaricata nelle paludi Pontine al fine di sfruttare il loro potere depurante sui reflui urbani. L’etimologia della parola “fitodepurazione” (fito = phyto = pianta) potrebbe far intendere che siano le piante a svolgere i compiti principali del processo depurativo; in realtà le piante hanno un ruolo fondamentale nel creare un habitat idoneo alla crescita della flora batterica che è la vera componente principale della depurazione biologica delle acque.

In un sistema fitodepurativo il medium rappresenta il substrato su cui radicano le piante e proliferano le pellicole di biofilms batteriche che innescano le trasformazioni biologiche e chimiche di base. Il substrato drenante o medium di crescita deve essere realizzato in base alle caratteristiche di porosità e conducibilità idraulica del materiale utilizzato perché questi valori vanno ad influire sul tempo di residenza dei liquami nel sistema depurativo. Al tal fine è preferibile utilizzare substrati quali ghiaia non frantumata e sabbia lavata o altri materiali equivalenti. Gli impianti di fitodepurazione di grosse portate necessitano sempre di pretrattamenti per i liquami  al fine di rimuovere le sostanze pericolose e le parti più grossolane presenti in essi per evitare intasamenti dei letti filtranti. Questi pretrattamenti migliorano l’efficienza depurativa dell’impianto e ne allunga la vita media.fitodepurazione-depurazione-acque

I vantaggi della fitodepurazione

I punti a favore di questo sistema di depurazione delle acque sono molteplici, dai costi minimi di costruzione e manutenzione alla creazione di un area verde di interesse che è in grado di fornire acqua pulita da poter riutilizzare anche nell’irrigazione privata. Se ben progettato, questo sistema di depurazione delle acque non lascia proliferare gli insetti e non emana odori sgradevoli, svolge una funzione di abbattimento della carica patogena dei liquami ed ha un funzionamento depurativo indipendente dalla fornitura di energia elettrica o dal sovraccarico idraulico dei sistemi pubblici. L’unica nota negativa rispetto all’impiego dei tradizionali depuratori è che queste strutture necessitano di superfici molto più ampie per essere costruite sebbene non degradino la zona e si integrino perfettamente nel paesaggio naturale.

Il ruolo della vegetazione


Negli invasi di fitodepurazione le funzioni svolte dalle piante sono molteplici: con l’apparato radicale rendono il substrato permeabile e stabile nel tempo, riducono la velocità del flusso idraulico, regolano gli scambi di calore tra aria ed acqua attenuano l’irraggiamento solare creando un ambiente sfavorevole alla crescita di alghe. Le piante inoltre assorbono gli elementi nutritivi inorganici presenti nell’acqua e ossigenano il substrato “nutrendo” i microrganismi. La superficie delle radici e dei rizomi, già dopo pochi mesi dall’avviamento dell’impianto, viene colonizzata da diverse colonie batteriche; questi microrganismi eterotrofi aerobi operano gran parte del processo di degradazione della sostanza organica. Svolgono parte attiva nel ciclo dell’azoto attraverso processi di ammonificazione, nitrificazione e denitrificazione. Inoltre, grazie al substrato, filtrano direttamente il materiale in sospensione nell’acqua. Nei sedimenti e nelle zone più lontane dalle radici si verificano processi anossici e anaerobi, comunque utili ai fini del processo depurativo se in giusto rapporto con i processi aerobici favoriti dalle piante. Grazie a questo equilibrio di batteri aerobi e anaerobi, le popolazioni di microrganismi patogeni presenti nei liquami vengono totalmente rimosse perché non trovano un ambiente in cui sono in grado di svilupparsi.

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Alvise Anchel

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