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Evitare il runoff urbano con la progettazione

Negli ambienti con suoli non impermeabilizzati come boschi, praterie, zone umide e campi coltivati, le acque meteoriche sono dilavate e filtrate dal suolo, venendo così depurate dagli inquinanti di cui si erano fatte carico. In ambiente urbano, invece, le superfici sono impermeabilizzate dalla cementificazione e questo causa un maggior carico di inquinanti e un più rapido ed consistente convogliamento del runoff verso i corpi idrici di raccolta, che molto spesso straripano non essendo dimensionati alle città in costante crescita costringendo a costruire opere per evitare il runoff.

Il runoff urbano, cioè tutta la porzione di pioggia che -non potendo filtrare nel terreno- scorre in superficie su strade e pavimentazioni, causa la contaminazione dell’acqua con detriti e inquinanti pericolosi, come i particolati e i metalli pesanti depositati sull’asfalto. L’importanza dell’inquinamento diffuso nell’ambiente urbano sulla qualità delle acque è stato confermato da studi europei ed americani. Un recente studio effettuato sul bacino del Danubio ha rilevato che l’inquinamento diffuso contribuisce per il 60% come azoto e per il 44% come fosforo presente nel fiume. Negli ultimi anni la gestione dei deflussi superficiali è diventata un problema importante nelle città in grado di causare danni economici, ambientali e di minacciare la salute dei cittadini.Evitare il runoff urbano con la progettazione

A partire dagli anni ’90 la maggiore sensibilità ambientale ha portato a studiare e proporre nuovi modi di progettare le aree urbanizzate in linea con il concetto di sviluppo sostenibile, tendenti a ripristinare le condizioni naturali del ciclo dell’acqua. Queste soluzioni sono finalizzate alla gestione in-situ delle acque meteoriche per aumentare la sostenibilità del processo di urbanizzazione e sono universalmente note con l’acronimo S.U.D.S. (Sustainable Urban Drainage Systems). Queste tipologie di intervento risultano interessanti perchè in grado di inserirsi piacevolmente nel paesaggio, permettendo una riqualificazione ambientale delle aree urbane con la possibilità di ricostruire ecosistemi naturali e corridoi ecologici all’interno delle città.

Gli interventi S.U.D.S. contro gli allagamenti

Gli ammendanti (Soil amendants)

Il compito di migliorare la tessitura del terreno può essere svolto da diversi materiali sia naturali che artificiali (sabbia, torba, compost, ecc.) che sono in grado di incrementare la permeabilità favorendo l’infiltrazione dell’acqua, evitando così i ristagni. Nei suoli più pesanti (limosi e argillosi) è necessario raggiungere come minimo il di 60% di sabbia per riuscire ad ottenere un drenaggio efficace.

Gli stagni (Wet bioretention pond)

Sono bacini (artificiali o naturali) impermeabilizzati che ricevono abbastanza acqua piovana da rimanere sempre allagati. Quando le abbondanti piogge innalzano il livello delle acque oltre il valore critico, interviene un sistema di scarico a troppo pieno che definisce la capacità massima della struttura. Attraverso la lunga permanenza delle acque in questi invasi, grazie alla presenza di piante e alle reazioni biologiche, si ha un miglioramento della loro qualità. A seconda della sua forma e della sua grandezza, lo stagno può anche essere trasformato in un lago balneabile o in una biopiscina.

Evitare il runoff urbano con la progettazione

I bacini di bioritenzione (Bioretention)

Svolgono la stessa funzione degli stagni ma sono poco profondi e molto grandi per incentivare il processo di evaporazione; inoltre, non essendo impermeabilizzati, favoriscono l’infiltrazione profonda delle acque.

I bacini di detenzione (Detention basins)


Sono dei grandi invasi ricavati nelle vicinanze dei corsi d’acqua che servono a contenere le acque in eccesso per non sovraccaricare i corpi idrici, svolgendo l’importante compito di riserva d’acqua piovana per scopi irrigui. Queste strutture non migliorano la qualità delle acque immagazzinate, che cedono lentamente al corpo idrico a loro vicino.

I pozzi aridi (Dry wells)

Questo tipo di pozzi non è altro che una struttura sviluppata in profondità, riempita di ghiaia o pietre e separata dal terreno con un tessuto drenante così da mantenerla efficace nel tempo. Generalmente un pozzo arido viene impiegato per intercettare le acque provenienti dai pluviali degli edifici nei luoghi residenziali e nei luoghi con zone a forti pendenze così da limitare l’effetto erosivo.

Le fasce filtranti (Filter strips)

Queste fasce sono zone totalmente vegetate, poste a valle di una fonte di runoff come strade e parcheggi. Il loro fine è quello di rallentare, e nel migliore dai casi fermare, le acque di scorrimento superficiale e favorirne l’infiltrazione, prima dell’arrivo ad una struttura di ricezione o ad un edificio, limitando gli allagamenti.

Le fasce tampone (Vegetated buffers)

Queste fasce sono poste lungo il perimetro dei corsi d’acqua, siano essi fossi o fiumi, e svolgono l’importantissima funzione di protezione del corpo idrico dai sedimenti, dai nutrienti e dalle sostanze inquinanti trasportate dall’acqua di scorrimento superficiale. Tramite l’impiego in queste zone anche di specie arboree e arbustive, si può aumentare l’infiltrazione verso la falda profonda diminuendo il carico idrico alle reti di scolo.

Evitare il runoff urbano con la progettazione

Le depressioni inerbite (Grassed swales)

Nel prato si possono creare delle depressioni poco profonde (30-40 cm) completamente inerbite che aiutano a rallentare lo scorrimento superficiale dell’acqua. Inoltre, grazie alla pendenza cosi creata, l’acqua tende ad accumularsi in queste zone e attraverso l’installazione di un tubo drenante al di sotto della copertura erbacea, sul fondo della depressione, si può costruire un sistema con discrete capacità drenanti.

Le trincee d’infiltrazione (Infiltration trenches)

Le trincee di infiltrazione non sono altro che fossi di scolo interamente riempiti con materiale inerte, come ghiaia o pietre, e separati dal terreno attraverso un tessuto sintetico idrofilo (che lascia passare l’acqua). Queste strutture servono ad accumulare l’acqua che scorre superficialmente sul terreno durante i forti rovesci e a favorirne l’infiltrazione profonda che può essere migliorata ulteriormente con l’installazione di un sistema a tubi drenanti sul fondo. Se vengono insediate specie adatte alla fitodepurazione, la trincea di infiltrazione può diventare un sistema fitodepurativo per le acque piovane, molto utile nelle zone dove si praticano abbondanti concimazioni.

Il rain garden

Qesto particolare intervento SUDS ci permette non solo di migliorare la gestione dei deflussi in loco, ma ci da anche la possibilità di creare una vera e propria aiuola con tanto di fioriture. Per
costituire un rain garden si procede creando un pozzo arido con uno scarico per gli eventi piovosi più intensi; successivamente si può procedere con la piantumazione di specie utili al processo di fitodepurazione, che se ben scelte consentono di avere un ciclo di fioriture duraturo. Questo intervento è il più consigliato per parchi e giardini, perchè è in grado di evitare il runoff i ristagni mantenendo allo stesso tempo un valore estetico.

I tetti e i muri verdi (Green roof – Green wall)

L’inverdimento delle superfici dei fabbricati si è rivelato un ottimo metodo per evitare il runoff urbano. Difatti. il substrato di coltura della vegetazione e la vegetazione stessa sono in grado di accumulare i deflussi meteorici degli eventi piovosi, filtrandoli dagli inquinanti e rilasciandoli lentamente ai sistemi fognari ma soprattutto consentendo il loro naturale ritorno all’atmosfera.

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Alvise Anchel

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