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Bulbose in giardino, come coltivarle per una piena fioritura

La stagione autunnale nell’ ambito della coltivazione è sicuramente un periodo intenso di attività che include, tra le altre, anche la preparazione dei nostri orti e giardini prima del riposo invernale. E’ proprio questo il momento migliore per mettere a dimora le bulbose (geofite), ovvero tutte quelle specie vegetali che presentano bulbi, tuberi, rizomi e affini: queste piante vengono da secoli utilizzate nell’ alimentazione (basti pensare a patate, carote o allo zenzero), ma già ai tempi degli egizi erano apprezzate anche per il loro significato ornamentale.

Grazie all’ ampia gamma di specie e alla semplicità di coltivazione, queste erbacee perenni consentono di ottenere abbondanti fioriture in diversi periodi dell’anno, creando colorate macchie in aiuole e giardini.

Il bulbo, una preziosa riserva di energia per la pianta

Le geofite presentano organi di riserva sotterranei che consentono loro di immagazzinare acqua e sostanze nutritive necessarie per sopravvivere al periodo più freddo dell’anno; le piante infatti, entrano in dormienza durante l’inverno, affrontando un periodo di riposo vegetativo che terminerà con la ripresa delle temperature e l’inizio della stagione primaverile.

Questi caratteristici organi di riserva derivano dalla modificazione di diverse parti della pianta:

  • i bulbi, originati dalla trasformazione delle foglie in catafilli o scaglie che racchiudono un apice vegetativo (Tulipano, Lilium, Fritillaria, Hippeastrum…)
  • i tuberi, originati da una modificazione del fusto (Anemone, Begonia, Heliantus…)
  • i cormi, fusti sotterranei ingrossati (Gladiolo, Fresia, Crocus…)
  • i rizomi, fusti ingrossati ad accrescimento orizzontale (Zantedeschia, Iris, Canna indica…)

Si hanno inoltre strutture derivate dalla trasformazione dell’ipocotile in fusti tuberosi e dall’ ingrossamento delle radici (le cosiddette radici tuberose). Oltre a svolgere una funzione di accumulo questi organi consentono anche la propagazione della pianta per via agamica, ad esempio per divisione o con la formazione di germogli avventizi.

come piantare le bulbose in giardino, per preparare le fioriture di primavera

La messa a dimora delle bulbose in giardino

Le piante dotate di bulbi o strutture analoghe vanno poste a dimora anche in momenti diversi per distanziare e prolungare le successive fioriture: i bulbi a fioritura primaverile vanno interrati durante l’autunno, mentre le varietà con fioriture tardive possono essere piantate anche durante la primavera.

E’ fondamentale lavorare adeguatamente il terreno, in modo da garantire un substrato sciolto e fertile per lo sviluppo della pianta: si può provvedere ad effettuare una concimazione con l’apporto di sostanza organica prima della messa a dimora.

La profondità a cui vanno interrati i bulbi dipende dalla dimensione: generalmente si collocano nel substrato ad una profondità pari al doppio del loro diametro, variabile tra i 3 e i 20 cm, con l’apice vegetativo rivolto verso l’alto. L’operazione si completa ricoprendo il bulbo di terriccio, applicando una leggera pressione e, se necessario, innaffiando con parsimonia per evitare l’asportazione di terreno.
Le fioriture delle geofite variano a seconda della specie, protraendosi dagli inizi della primavera sino ad autunno inoltrato.

Dove utilizzare le bulbose?

Le geofite possono essere coltivate sia in vaso che in terra, in purezza o in consociazione con altre piante per creare interessanti accostamenti di forme e colori. A tal proposito è necessario informarsi prima della messa a dimora sulle caratteristiche morfologiche e sui periodi di fioritura di ciascuna varietà, per garantire combinazioni efficaci e durevoli all’interno del giardino, così come un adeguato sviluppo delle piante.

Le bulbose si accostano bene a graminacee, arbusti, perenni ed annuali, purchè di simili esigenze. Giocando sui colori e programmando le fioriture è possibile ottenere aiuole e bordure molto scenografiche; è importante mantenere un sesto d’impianto adeguato, proporzionato alle dimensioni dell’organo di riserva, per evitare di creare zone rade o, al contrario, troppo densamente vegetate, che causano un effetto caotico e complicano la manutenzione dell’area.

Analogamente anche l’altezza della pianta sviluppata è un elemento fondamentale da tenere in considerazione, se si pensa che alcune varietà di bulbose (come l’Allium giganteum) possono superare il metro di altezza durante la fioritura.

Generalmente le geofite prediligono un’esposizione soleggiata che consenta loro di trarre il massimo beneficio dalla fotosintesi durante i periodi favorevoli dell’anno, ma non mancano esempi di bulbose in grado di tollerare l’ombra, come i ciclamini e alcune varietà di giacinto, naturalizzate in sottoboschi freschi e ombrosi.

Grazie alla loro enorme versatilità, le geofite trovano largo impiego in una molteplicità di contesti che vanno dalle aiuole stagionali ai fiori recisi; l’unico svantaggio di queste specie così affascinanti è il periodo di fioritura di ogni singola pianta, solitamente abbastanza breve, che in mancanza di una progettazione preventiva può comportare l’onere di una sostituzione nel caso in cui si ricerchi un riempimento prolungato e sempre d’effetto in certe zone del giardino.

come piantare le bulbose in giardino, per preparare le fioriture di primavera

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