PaesaggioParchi & Giardini

5 Giardini storici del Lazio assolutamente da non perdere

L’Italia è un paese dallo straordinario patrimonio paesaggistico e culturale: ogni regione può vantare siti di impareggiabile valore, soprattutto se si parla di dimore e giardini storici che offrono ai visitatori la possibilità di fare un tuffo nel passato, circondati dalle bellezze della natura.

Se vi trovate nei pressi della capitale e volete andare alla scoperta delle antiche meraviglie botaniche di questa regione, ecco 5 giardini storici del Lazio da vedere almeno una volta nella vita!

1. Parco dei Mostri, Bomarzo

Il “Parco dei mostri”, chiamato anche “Sacro bosco” o “Giardino delle meraviglie” fu realizzato nel 1552 a Bomarzo, nei pressi di Viterbo. Progettato dall’architetto Pirro Ligorio, lo stesso che realizzò Villa d’Este, il giardino si estende su una superficie di circa tre ettari e la sua maggiore attrazione sono le numerose sculture giganti rappresentanti animali, orchi e altre creature mitologiche. Le statue sono realizzate in marmo piperino, roccia tipica del territorio della zona, e sui loro autori si sa molto poco.

Gli eredi purtroppo abbandonarono il parco a se stesso, trascurando il suo enorme valore storico e culturale, lasciando che il tempo danneggiasse le tante opere presenti. Il restauro del parco fu in seguito possibile grazie alla famiglia Bettini.
Ci si interroga ancora sul vero significato che si volesse attribuire al bosco: alcuni lo interpretano come un viaggio nell’evoluzione dell’uomo, ma il significato più plausibile è probabilmente legato al fatto che gli autori delle sculture volessero dare vita ad un immenso palcoscenico, dove le enormi statue sono i principali attori.

Tra le tante bellezze da ammirare, citiamo le sfingi che accolgono i visitatori all’entrata del giardino, un immenso elefante, una tartaruga gigante e una bocca che fa da ingresso ad una grotta.
Un’opera architettonica di grande originalità è la casa pendente, con un pavimento inclinato che conferisce un senso di equilibrio precario e disorientamento molto divertente.

 

2. Villa Lante a Bagnaia, Viterbo

Villa Lante è uno dei più famosi giardini italiani del ‘500, divenuto di proprietà dello Stato dal 2014. La sua costruzione è attribuita a Jacopo Barozzi da Vignola.
Nel giardino sono presenti enormi vasche e straordinari giochi d’acqua, alimentati secondo un sofisticato sistema di distribuzione realizzato grazie all’intervento di uno specialista in architettura idraulica, Tommaso Ghinucci, e con la partecipazione del noto architetto Pirro Ligorio.

Il giardino, voluto da un potente cardinale dell’epoca, si suddivide in un area boschiva in contrasto con la zona formale del giardino all’italiana, di cui ricordiamo in modo particolare la Fontana dei Mori del Giambologna.
Nel 2011 è stato eletto come il giardino più bello d’Italia.

3. Villa Adriana, Tivoli

La splendida Villa Adriana si trova a Tivoli, nei pressi di Roma: fu voluta dall’imperatore Adriano, come residenza fuori città. Realizzata gradualmente nella prima metà del II secolo, la struttura appare come un ricco complesso di edifici dislocati su una vasta area a parco che, in origine, si estendeva per circa 120 ettari. Nel 1999 Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO con la seguente motivazione:
«Villa Adriana è un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell’antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato un gran numero di architetti e disegnatori del XIX e del XX secolo. »
Da sempre meta ambita dai turisti di tutto il mondo, nel 2014 Villa Tivoli si è posizionata al 26° posto fra i siti statali italiani più visitati, contando la bellezza di  232.147 visitatori e un incasso di 546.598 Euro.

 

4. Villa d’Este, Tivoli

Sempre a Tivoli troviamo anche la bellissima Villa d’Este, una residenza del 1500 e glorioso esempio di architettura paesaggistica del Rinascimento italiano. La villa, voluta dal cardinale Ippolito II d’Este, fu costruita su un sito dove si trovava già un antica residenza romana, tanto che nella realizzazione del giardino l’architetto Pirro Ligorio utilizzò le vecchie mura urbane come contrafforti per la realizzazione del terrapieno. Inoltre, risolse il problema dell’approvvigionamento idrico necessario per alimentare gli sfarzosi giochi d’acqua durante la progettazione calcolando scrupolosamente le quantità di acqua necessaria.

Il genio dell’architetto trova il suo apice nel sistema idraulico che alimenta tutte le fontane e i giochi d’acqua senza uso di congegni meccanici o sistemi di pompaggio: lacqua in questo giardino è movimentata solo attraverso la pressione naturale e il principio dei vasi comunicanti. Per capire la maestosità di questo giardino che, oltre ad essere anch’esso patrimonio UNESCO, nel 2014 si è posizionato al 10° posto fra i siti statali italiani più visitati, ecco alcune cifre:

  • 35.000 metri quadri complessivi di giardini
  • 250 zampilli, 60 polle d’acqua e 255 cascate
  • 100 vasche e 50 fontane
  • 20 terrazze
  • 9.000 metri quadri di viali, vialetti e rampe
  • 30.000 piante a rotazione stagionale
  • 150 piante secolari ad alto fusto
  • 15.000 tra piante ed alberi ornamentali perenni

 

5. Palazzo Farnese, Caprarola

Palazzo Farnese si trova a Caprarola, in provincia di Viterbo. Il progetto, voluto dalla famiglia Farnese, fu inizialmente affidato ad Antonio da Sangallo, per essere poi portato a termine dal Vignola. Oggi Palazzo Farnese è di proprietà dello Stato e dal 2014 è gestito dal Polo museale del Lazio.

La dimora presenta una pianta pentagonale, con ampie terrazze aperte sulla campagna circostante e, al centro della residenza, un cortile circolare a due piani.
Vignola volle interrompere la pendenza della collina con alcune scalinate, in modo da isolare il palazzo e integrarlo armoniosamente nel paesaggio. Fu anche aperta una strada rettilinea nel centro del paese sottostante, così da collegare visivamente il palazzo alla cittadina ed esaltarne la posizione dominante su tutto l’abitato nei dintorni.

Alla dimora sono annessi gli “orti farnesiani“, uno splendido esempio di giardino tardo-rinascimentale, realizzato attraverso un sistema di terrazzamenti arroccati sul colle e collegati alla residenza attraverso dei ponti.

Ti è piaciuto questo articolo?  Iscriviti alla NEWSLETTER di EcoProspettive e rimani sempre aggiornato sulle ultime novità

Condividi questo articolo sui Social e fallo scoprire anche ai tuoi amici!

Commenti

commenti

Previous post

9 esempi di architettura del paesaggio da vedere in Spagna

Next post

Il sito web per un'azienda del verde conviene?

EcoProspettive

EcoProspettive